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Napolitano, il “nuovo” colonialista in vassallaggio

Mentre Bossi e Maroni hanno chiesto al governo di ritirarsi dalla missione in Libia il presidente Napolitano ha espresso il suo dissenso, dicendo che “l’Italia non poteva guardare con indifferenza o distacco gli avvenimenti in Libia, un paese a noi così vicino e col quale abbiamo nel tempo stabilito rapporti così intensi”. E che “non poteva rimanere inerte dinanzi all’ appello del Consiglio di sicurezza perchè si proteggesse una popolazione che chiede libertà, autonomia, giustizia”.
La prima affermazione del Presidente equivale a dire che l’ intervento è giustificato perchè l’ Italia ha trascorsi coloniali in Libia. Argomento singolare, visto che semmai questi trascorsi sono da considerarsi delle colpe, e non dei meriti. E che scuse di questo genere sono spesso invocate dalle potenze ex-coloniali, Francia e Inghilterra in testa, per giustificare i loro tentativi di proseguire il colonialismo con altri mezzi e sotto altre forme.

La seconda affermazione del Presidente è formalmente corretta, perchè un appello generico del Consiglio di Sicurezza c’è stato. Ma è sostanzialmente scorretta, perchè un pressing specifico sull’Italia è stato fatto da Obama su Berlusconi, e la missione in Libia è gestita dalla Nato. Dunque, l’affermazione equivale a dire che l’intervento è dovuto perchè così ordinato dalla nostra potenza di riferimento, con la quale siamo stati, siamo e rimaniamo in rapporti di vassallaggio.

Napolitano non è comunque nuovo a interventi politici a favore degli interventi bellici, nonostante l’articolo 11 della Costituzione reciti testualmente: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.

Non si capisce in che modo le invasioni dell’Afghanistan e dell’Iraq non rechino offesa alla libertà dei popoli di quelle nazioni, e addirittura assicurino la pace e la giustizia fra le Nazioni, quando non sono altro che guerre coloniali e imperialiste nella peggior tradizione ottocentesca. In ogni caso, l’ intervento in Afghanistan non è stato perpetrato sotto l’egida delle Nazioni Unite, ma della Nato: un’organizzazione di mutua difesa dei paesi atlantici, appunto, nessuno dei quali era stato minacciato dall’Alghanistan. E l’intervento in Iraq è stato perpetrato con un colpo di mano statunitense che ha aggirato le delibere del Consiglio di Sicurezza, le quali erano comunque state prese sulla base di “prove” false e taroccate.

Un centinaio di milioni di persone del mondo intero si erano opposte alla guerra in Iraq, nella più grandiosa manifestazione a favore della pace che sia mai stata fatta. Che Obama e Napolitano continuino a difendere questo e altri interventi, dimostra che le diversità di facciata nascondono spesso identità di sostanza. Non si dovrebbe diventare presidenti, negli Stati Uniti o in Italia, se non si è disposti a privilegiare le ragioni di stato rispetto a quelle dei cittadini.

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Caldo negli USA, tornado nel Pacifico

NORD AMERICA: L’ondata di caldo che investito il sud degli USA non si placa, mollando leggermente la morsa in Arizona ma intensificandosi su Texas e New Mexico. Un vasto incendio continua a divampar in Arizona, distruggendo più di 30 abitazioni e costringendo le autorità ad evacuare circa 10,000 persone, mentre roghi isolati vengono segnalati nel New Mexico occidentale ed in Texas. Impegnati 3,000 pompiere mentre la foresta perduta raggiunge le 639 miglia quadrate con un incremento di 114 miglia quadrate al giorno. Aggiornamento Uragani- Il primo Grande Uragano della Stagione nel Pacifico orientale (Adrian) continua ad indebolirsi declassando ad Uragano di Cat.2. Secondo le ultime rilevazione il centro si trova a coordinate 15,6 N e 109,3 E a circa 815 Km a Sud di Baja California in Messico. Al suo interno i venti raggiungono i 175 km/h con raffiche anche superiori e la pressione è di 966 mb. Nelle prossime 48 ore si dovrebbe muovere in direzione ENE a circa 15 km/h indebolendosi ulteriormente divenendo Tempesta Tropicale Sabato notte o Domenica mattina. Nessun avviso di Uragano è in atto lungo la costa mentre resta elevato il pericolo per i naviganti lungo il tratto di mare antistante il Messico. SUD AMERICA: Continua ad creare disagi l’eruzione del vulcano cileno. Voli cancellati ai due aeroporti di Buenos Aires a causa dell’emergenza per la cenere del vulcano cileno Caulle. Altri sette aeroporti in tutta l’Argentina sono rimasti chiusi anche ieri, con un totale di 324 voli nazionali e 110 internazionali cancellati. Alcune partite del campionato brasiliano sono state sospese mentre per l’intera giornata di domenica prossima potrebbe essere rinviata e persino le due finali di Coppa Libertadores sono a rischio. In tutta la regione operano soltanto i voli con aerei a turboelica, che si tengono al di sotto della gigantesca nuvola di ceneri, che occupa una fascia tra 5.800 e 7.600 metri di quota. ASIA/OCEANIA: Stato di allerta nelle zone costiere del Sindh (India nordoccidentale) per l’avvicinamento di un ciclone tropicale, foriero di pioggia alluvionali e locali mareggiate. Secondo le previsioni il ciclone non dovrebbe colpire direttamente le zone costiere del Sindh e del Balochistan, perché le basse temperature dovrebbero deviare il sistema verso nordest. Le zone costiere di Badin e Thatta nel Sindh, Karachi, Makran Gwadar e le aree del Balochistan saranno così investite da piogge torrenziali e venti intensi ad iniziare dalla prossima settimana. Nel frattempo il Governo ha esortato la popolazione non avventurarsi in mare aperto. Aggiornamento Tifoni- La tempesta tropicale Sarika dopo essersi abbattuta su alcune isole settentrionali delle Filippine, ove ha arrecato alluvioni, 6 vittime e 27 dispersi, è approdata sulla Cina meridionale. Ormai sulla terraferma il centro di bassa pressione di 1000 mb si trova a coordinante 24,5N e 117,1 E. I venti raggiungono tuttavia ancora i 35 nodi con raffiche sino a 50 nodi. Secondo le previsione dovrebbe continuate la sua marcia in direzione NE, attraversando la Cina orientale indebolendosi ulteriormente e puntando dritta a Shangai.

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La terribile relazione-coincidenza del nucleare sui forti terremoti

Dagli anni ’50 Stati Uniti, Cina e Russia e India hanno iniziato ad effettuare test nucleari e forti terremoti, superiori al magnitudo 7.0 della scala Richter, sono succeduti alcuni giorni dopo questi test, sarà solo casualità?

Sappiamo benissimo che la crosta terrestre è in continuo movimento e le placche tettoniche che sfregano le une sulle altre provocano naturalmente vulcani e terremoti ma rimane il dubbio sul perché, tutti i terremoti avvenuti dopo esperimenti nucleari, siano sempre stati a un magnitudo pari o superiore allo 6.0 della scala Richter.

Nel 1974 il Dottor Matsushita, scienziato del National Center of Atmosferic Research, scoprì che dopo questi test nucleari la ionosfera e il campo magnetico terrestre venivano disturbati per un periodo da dieci giorni a due settimane portando addirittura ad oscillazioni dei poli terrestri.
Lo scienziato fu subito messo a tacere dal governo degli Stati Uniti e gli fu impedito di continuare le sue ricerche in merito nascondendo tutte le prove che egli aveva rilevato.

Ecco la tabella con le varie date dei test e i relativi terremoti:

tabella

Ad esempio, il 5 aprile 2009 la Corea del nord lancio il suo primo missile atomico di media gettata, il giorno successivo, il 6 aprile un forte terremoto di magnitudo pari a 5,9 della scala Richter colpì l’Aquila mietendo centinaia di morti.

IL TERREMOTO IN GIAPPONE- Adam Kadmon, l’uomo del Mistero, ci ha parlato già di queste “coincidenze” da molto tempo, ora che abbiamo davanti agli occhi questi dati e questa evidenza crediamo che non ci siano molti dubbi a riguardo. Secondo la sua teoria i potenti stanno cambiando il nostro clima, la nostra terra e stanno distruggendo tutto negando l’evidenza.

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Terremoto in Chile magnitudo 8.5

27/02/2010 – Un terremoto di magnitudo 8.5 è avvenuto alle ore 07:34:13 italiane di oggi 27 febbraio nel distretto sismico Near coast of central Chile. Il terremoto e’ accaduto a pochi km dalla costa ed il livello di intensita’ sofferto nelle zone antistanti ha raggiunto il IX grado della scala Mercalli Modificata. La magnitudo del terremoto e’ tale da causare uno tsunami significativo. La scossa ha avuto una durata tra i 10 e i 30 secondi. In Cile si registrano sovente scosse di Terremoto. Nel 1960 un terremoto di magnitudo 9.5 devastò il Cile. Secondo alcuni testimoni questa sarebbe la scossa più forte mai percepita. Pare che l’epicentro sia stato registrato a 55 km. di profondità lontano da Santiago.

Inizialmente la scossa era stata misurata a 8,5 gradi ma poi è stata leggermente ridimensionata. Il Cile ha il primato del terremoto più forte mai registrato, quello di magnitudo 9,5 del maggio 1960 che fece 1.655 morti.

La scossa è stata registrata con epicentro 91 chilometri a nordest della città di Concepcion. Il fortissimo sisma ha fatto tremare gli edifici e causato blackout in alcune zone della capitale, Santiago. Un allarme tsunami è stato lanciato dall’Istituto geologico Usa per le coste di Cile e Perù. L’allerta è stata estesa a scopo cautelativo anche all’Ecuador

http://twitter.com/valericcione

http://twitter.com/valericcione/earthquake