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BlogFest Rimini 2013 – Offerta Hotel Margareth

Conferenze, concerti, eventi in nome di internet.

L’evento che riunisce, ogni anno, tutto ciò che in Italia gravita attorno alle community della rete, che abbiano origine dai blog, da Facebook, da Twitter, dalle chat e dai forum e da qualsiasi altra forma sociale di comunicazione. Tra gli appuntamenti: conferenze, dibattiti, installazioni, presentazioni, concerti, premiazioni, giochi. Un grande spazio di socializzazione all’aperto, ad ingresso gratuito, nel quale incontrarsi, conoscere i protagonisti della rete.

blog fest Rimini 2013Quest’anno la BlogFest si fa letteralmente in quattro, così come è quadruplicato il programma, diviso secondo i seguenti macro-temi: ECONOMIA e START-UP, COMMUNITY e POLITICA, EDUCATION, MEDIA (internet, tv, radio) e FOOD. Ogni anno hanno luovo varie grandi conferenze al quale partecipano – e hanno partecipato – i più noti personaggi della blogosfera e del giornalismo.

Nel corso delle tre giornate, nelle piazze e nei luoghi più affascinanti di Rimini, si susseguono una serie di BarCamp a tema: ogni camp è autogestito e ha il suo wiki di riferimento attraversi il quale potersi iscrivere, proporre il proprio speech da 15 minuti e conoscere tutto quello che accadrà durante ogni singolo BarCamp.

Le serata evento del sabato sera è dedicata, ogni anno, alla cerimonia di premiazione dei Macchianera Italian Awards (#MIA13): i trofei che premiano i migliori e siti della Rete italiana. In più, quest’anno, si aggiungono altre tre premiazioni: i TeleRatti del sito Davide Maggio (il venerdì sera), i Tweet Awards (#TA13, al sabato, nel pomeriggio inoltrato), e i Macchianera Food Awards (#MFA13, nel pomeriggio della domenica, dedicati esclusivamente a tutto ciò che riguarda il cibo su Internet).
A seguire due DJ-Set – uno il venerdì e uno il sabato – sulla spiaggia sotto le stelle, con la musica suonata da Fabio De Luca e Ema Stokholma e Andrea Delogu.

E poi ancora: aperitivi, degustazioni, concerti, giochi e momenti di cazzeggio organizzato e non. Rimini, completamente wi-fizzata darà la possibilità a chiunque di connettersi o raccontare in tempo reale la manifestazione, condividendo foto e video dei momenti più significativi della BlogFest.

Le location sono varie: dal Teatro Novelli, al Grand Hotel, al Cocunuts passando per il Caffè delle Rose con un saltino al bagno 26!

BlogFest: una festa, una gita di classe della “rete”, un raduno, puro divertimento. Ingresso: gratuito

Offerta hotel Riccione 3 stelle sul mare

In occasione del BlogFest 2013 a Rimini, l’hotel Margareth vi accoglie con delle offerte veramente speciali.

L’hotel Margareth offre un soggiorno con camere climatizzate con: box doccia, asciugacapelli, cassaforte, TV sat, SKY FREE SPORT e Pay per View , frigo bar, climatizzazione e riscaldamento autonomi, telefono, portineria servizio 24 ore su 24. Offriamo inoltre su richiesta il pernottamento con Happy Hour, il parcheggio per le auto, le moto, l’uso gratuito delle Citybikes, l’Internet Point, il Wi-fi gratuito, e il servizio massaggi. Inoltre… all’hotel Margareth NON si paga la tassa di soggiorno!!!

Per avere informazioni dettagliate inviate una mail a hmargareth@hotelmargareth.com oppure telefonate allo 0541-645300 o al 348-3848977!

> Contattaci per conoscere l’offerta riservata in occasione del BlogFest!

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L’AGCOM fa paura a chi ha la coscienza sporca!

Ho la fastidiosa abitudine di andare a leggere i contenuti inerenti alle campagne informative(?) lanciate sul web e ancora una volta dopo la “legge bavaglio” o la questione acqua, voglio puntualizzare quello che credo sia più giusto secondo i miei canoni comportamentali e sociali. Una sorta di opinione etica espressa soggettivamente, criticamente e soprattutto LIBERAMENTE attraverso il web!

Intanto come prima cosa credo sia doveroso cercare il testo del regolamento e LEGGERLO, poi con la dovuta calma ragionare un attimo senza seguire gli impulsi di urlare al lupo al lupo (come andrebbe fatto in tanti altri casi) e confrontare l’oggetto in questione con le propria etica morale.

Social come Twitter, Facebok, tutto il web, un clamoroso tam tam che sta creando allarmismo parlando di terrorismo multimediale sull’ultima mossa dell’ AGCOM in merito al comunicato sul diritto d’autore e tutti quanti subito pronti urlano allo scandalo…..Addirittura si parla di libertà di internet e di arroganza!La libertà è esprimere i propri pensieri( come sto facendo io) e non appropriarsi dei materiali altrui.

Partendo dal presupposto che sono per il Free Sharing e credo che il bello del web sia la condivisione di contenuti, non possiamo ignorare la spinosa questione della legalità nella fruizione dei contenuti da parte di chi se ne frega e decide di scaricare un qualcosa che viene normalmente commercializzato. Siamo sullo stesso piano di un furto.

Entrare al Blockbuster e pretendere di uscire dal negozio senza pagare il DVD non si fa. Basterebbe andare in biblioteca o in cineteca e noleggiare un dvd per la visione privata, questo si.

Vorrei vedere se voi foste gli scrittori o i registi, i produttori, attori o semplici comparse che avete lavorato per un lavoro  e quotidianamente subiste un furto sul vostro lavoro.

Non credo sia giusto urlare allo scandalo per questo regolamento, mi sembra abbastanza sensato e non dice niente di nuovo se non cercare di regolamentare il web. Non è detto che una cosa regolamentata non sia libera.

Di fatto il regolamento dell’AGCOM cerca di contrastare la pirateria dei download illegali e i siti che ospitano tali contenuti, come criticare tale concetto? A meno che non siate dell’idea che non esista la proprietà, non esistono diritti d’autore, ne il diritto di rivendicare i propri contenuti.

Intanto l’AGCOM non è il governo (a proposito di informazione) e la regolamentazione che permetterebbe all’Autorità per le Comunicazioni di rimuovere contenuti sospetti di violazione del copyright dai siti internet senza alcun controllo giudiziario è un bene se il controllo giudiziario dev’essere lento, inefficiente e burocratico come lo è da 40 anni a questa parte. Sarebbe una spesa esagerata e inoltre si chiede di sovvenzionare il modo dello spettacolo e quale modo migliore che fare pagare la fruizione dei contenuti?!

NO ALL’ASSISTENZIALISMO, SI ALLA PROMOZIONE.

Ma forse ci fa più comodo dire che i tentacoli mirano alla libertà di internet  piuttosto che smettere di scaricare i film e tornare ad acquistarli o noleggiarli. Magari è la volta buona che riprendiamo in mano un buon libro formato mattoncino che non dura solo una sera ma che ci accompagna per un pò di tempo facendoci riflettere di più e sussurrandoci che si stava meglio quando si stava peggio.

Buon download a tutti, in fondo alla pagina per i più arditi c’è il tanto temuto PDF scaccia download!

Diritto d’autore: approvato schema di regolamento, 60
giorni per la consultazione
 Nessuna inibizione dell’accesso ai siti Internet
 Misure per la promozione legale e a costi ridotti dei contenuti
digitali
 Possibile ricorso al giudice in ogni fase della procedura
 Siti esteri: prima il richiamo, poi segnalazione alla
magistratura
 Calabrò: “Eliminate ambiguità e possibili criticità, ora
confronto a tutto campo”
Il Consiglio dell’’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, presieduto da
Corrado Calabrò, nella sua riunione odierna, ha approvato a larghissima
maggioranza (7 voti a favore, un astenuto e uno contrario) uno “schema di
regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di
comunicazione elettronica”. Il provvedimento sarà sottoposto a
consultazione pubblica, della durata di 60 giorni dalla sua pubblicazione
nella Gazzetta ufficiale, con l’obiettivo di acquisire tutte le proposte e le
osservazioni dei soggetti interessati e di consentire così un’occasione
aggiuntiva di confronto puntuale sul testo.
Lo schema di regolamento è stato infatti rielaborato a seguito della
consultazione pubblica sui “lineamenti di provvedimento” che ha visto la
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partecipazione di 55 soggetti in rappresentanza, a vario titolo, delle
diverse comunità e gruppi di interesse.
Il presidente Calabrò ha dichiarato: “Abbiamo messo a punto un testo
attentamente riconsiderato, dal quale sono state eliminate ambiguità e
possibili criticità, fugando così qualsiasi dubbio sulla proporzionalità e sui
limiti dei provvedimenti dell’Autorità e sul rapporto tra l’intervento
amministrativo e i preminenti poteri dell’Autorità giudiziaria. L’articolato
verrà ora sottoposto a una nuova consultazione pubblica che prevede un
ampio termine per far pervenire osservazioni e suggerimenti. E’ nostra
intenzione stimolare un dibattito approfondito e aperto a tutti i contributi e
a tutte le voci della società civile, del mondo web e di quello produttivo,
della cultura e del lavoro. In questo spirito ho anche dato
la mia disponibilità a un’audizione presso le competenti Commissioni
parlamentari sullo schema di regolamento qualora il Parlamento lo ritenga
opportuno”.
Lo schema del provvedimento si divide in due parti.
La prima è relativa alle misure da sviluppare per favorire l’offerta legale e
la promozione effettiva dell’accesso ai contenuti da parte degli utenti, per il
raggiungimento dei seguenti obiettivi:
 promozione dell’offerta legale tramite l’individuazione di misure di
sostegno allo sviluppo dei contenuti digitali e delle soluzioni
idonee alla riduzione delle barriere normative;
 elaborazione di codici di condotta dei gestori dei siti e dei fornitori
di servizi di media audiovisivi e radiofonici;
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 promozione di accordi tra produttori e distributori per la riduzione
delle finestre di distribuzione, e la messa a disposizione di
contenuti con modalità di acquisto semplificate e a costi
contenuti;
 promozione di accordi tra operatori volti a semplificare la filiera di
distribuzione dei contenuti digitali relativi alle nuove modalità di
sfruttamento favorendo l’accesso ai contenuti premium;
 individuazione di criteri e procedure per l’adozione di accordi
collettivi di licenza;
 realizzazione di campagne di educazione alla legalità nella
fruizione dei contenuti;
 osservatorio per monitorare i miglioramenti della qualità e le
riduzioni dei prezzi dell’offerta legale di contenuti digitali;
Tali obiettivi saranno perseguiti anche attraverso l’istituzione presso
l’Autorità di un Tavolo tecnico al quale saranno invitati a partecipare tutte
le categorie interessate e le associazioni di consumatori e utenti.
La seconda parte dello schema di regolamento contiene una serie di
misure a tutela del diritto d’autore e si articola in due fasi: una relativa al
procedimento dinanzi al gestore del sito, la seconda al procedimento
dinanzi all’Autorità.
 Nella prima fase, se riconosce che i diritti del contenuto oggetto di
segnalazione sono effettivamente riconducibili al segnalante, il gestore
del sito può rimuoverlo lui stesso entro 4 giorni, accogliendo la
richiesta rivoltagli (notice and take down).
 Nella seconda fase, qualora l’esito della procedura di notice and take
down non risulti soddisfacente per una delle parti, questa potrà
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rivolgersi all’Autorità, la quale, a seguito di un trasparente
contraddittorio della durata di 10 giorni, potrà impartire nei successivi
20 giorni (prorogabili di altri 15) un ordine di rimozione selettiva dei
contenuti illegali o, rispettivamente, di loro ripristino, a seconda di
quale delle richieste rivoltegli risulti fondata.
 La procedura dinanzi all’Autorità è alternativa e non sostitutiva della
via giudiziaria e si blocca in caso di ricorso al giudice di una delle parti.
Inoltre, come tutti i provvedimenti dell’Agcom, anche le decisioni in
materia di diritto d’autore potranno essere impugnati dinanzi al TAR del
Lazio.
 La procedura non riguarda (sulla base del principio del fair use):
o i siti non aventi finalità commerciale o scopo di lucro;
o l’esercizio del diritto di cronaca, commento, critica o
discussione;
o l’uso didattico e scientifico;
o la riproduzione parziale, per quantità e qualità, del contenuto
rispetto all’opera integrale che non nuoccia alla valorizzazione
commerciale di questa.
 La procedura non prevede alcuna misura di inibizione dell’accesso
a siti internet ed è presidiata dalle seguenti garanzie:
 non si rivolge all’utente finale, né interviene sulle applicazioni
peer-to-peer;
 non limita la libertà di espressione e di informazione, ma assicura
piena garanzia dei diritti di cronaca, commenti, e discussione o di
diffusione a fini didattici e scientifici, nonché ogni uso non lesivo
del normale sfruttamento dei contenuti;
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 non lede alcuna garanzia di contraddittorio tra le parti coinvolte,
prevedendo in tal senso tempi adeguati nell’interesse di tutte le
parti coinvolte;
 inoltre, differentemente da quanto avviene nella maggior parte
dei Paesi europei, in caso di upload, l’upoloader riceverà l’avviso
di notifica e potrà avviare la procedura di contro notifica.
Nel caso dei siti esteri, qualora, in esito all’attività istruttoria, l’Agcom
richieda la rimozione dei contenuti destinati al pubblico italiano in
violazione delle norme sul diritto d’autore e il sito non ottemperi alla
richiesta, il caso verrà segnalato alla magistratura per i provvedimenti di
competenza.
Roma, 6 luglio 2011

Diritto-dautore-agcom

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Vietato nominare Facebook e Twitter in vano

Era ora!

Il governo francese ha decretato che fare esplicito riferimento a Facebook o Twitter nel corso di una trasmissione televisiva oppure radiofonica è considerato reato (se non si tratta di un servizio d’informazione incentrato sui social network). La sentenza deriva da una legge del 1992 sulla pubblicità occulta. I nomi delle due piattaforme sono dunque banditi, perché considerati come pubblicità occulta.

La trovo una regola giusta, al pari di descrivere un “negozio di abbigliamento” invece della Benetton o di una bibita invece della Coca Cola.

Ci sono addirittura giornalisti che nei telegiornali preparano dei servizi continuando ancora oggi a fare confusione tra ipod e lettore mp3…. apple non è l’unica ad avere lettori audio digitale.

E’ come parlare di automobili dicendo Fiat. Bisogna sapere COSA dire prima di dirlo.

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Facebook Video Advertising: Soluzioni ed Efficacia

L’utilizzo di Facebook in strategie di marketing sembra ormai un “must” per chi vive di pane e web.

Solitamente si utilizzano le “pagine” di Facebook per pubblicizzare un servizio, una persona o un’ attività in modo più o meno efficace,  o comunque per rafforzare la propria presenza online.

Chiaramente la sola creazione di una pagina non garantisce risultati e l’aspetto talvolta più impegnativo è la pubblicizzazione della stessa ed il riscontro di un effettivo gradimento da parte degli utenti (per i contenuti forniti e/o l’effettiva validità di ciò che si vuole propagandare).

A volte si ricorre a pubblicità a pagamento , tramite cost per click o CPM (per visualizzazioni), sia con pubblicità testuali, visuali (immagini) e , appunto multimediali (nella fattispecie i video).

Di Video Advertising ormai si parla diffusamente per quanto riguarda youtube, ancora di più dopo l’introduzione dei video sponsorizzati .

Forse  lo si fa meno per Facebook, anche se di modalità e formati per farsi pubblicità tramite i video sul social network  ne esistono.

Le immagini che riporto di seguito nel post  sono tratte  appunto da uno  studio fatto da Tubemogul  (Piattaforma di distribuzione video , statistiche ed advertising) e semplicemente servono a dare un’idea delle tipologie di ads per fare video marketing (attualmente) su Facebook.

Bisogna comunque precisare che, su Facebook in versione italiana, ne ho visti solo alcuni.

Ecco gli esempi:

Facebook Fan Page Con Video

Anche in base a quanto ho detto poco sopra, il primo ( e più diffuso) metodo di utilizzo dei video su Facebook con finalità di marketing è tramite l’inserimento degli stessi in una Facebook page .

In una fan page , tipicamente,  i video possono essere raccolti  in una specifica tab (ma mi sembra una soluzione un po’ dispersiva se si vuole puntare ad un certo coinvolgimento tramite il mezzo multimediale) …

video in fan page_ex1

… Oppure ( direi meglio)  si crea una specifica Landing page con un singolo video, invogliando molto di più l’utente ad interagire …




Sponsored Video Units

Sono video units standard, che appaiono a destra della pagina, come altri tipi di pubblicità  …

sponsored video units facebook1


… e una volta cliccati possono essere riprodotti in pop-up :

sponsored video units facebook2

In-banner display ads Nella Applicazioni

Con qualsiasi Tipologia di Video, anche un semplice filmato embedded di youtube …

in-banner display ads_video


Interstitial Video

La pubblicità interstitial è solitamente una pagina web a tutto schermo o (come in questo caso) un video in dimensioni piuttosto grandi che interrompe (un po’ prepotentemente) ciò che stavamo facendo o guardando, un po’ come uno spot televisivo (i famosi minispot nelle partite, ad esempio).

In questo caso è comunque presente un tasto per saltare la visione della pubblicità.

Questi video sono normalmente riprodotti in giochi ed applicationi .

interstitial_video_facebook


Moneta Virtuale – Giochi

moneta virtuale video giochi facebook


Conclusione: Più Coinvolgimento su Facebook

Il dato più importante che emerge dalla ricerca fatta da Tubemogul è che gli utenti di Facebook che guardano i video sono più ” coinvolti”.

Più coinvolti rispetto … a chi o che cosa ?

In sostanza i ragazzi di Tubemogul hanno analizzato il tempo medio di visualizzazione di un video di un utente Facebook, confrontandolo con il tempo medio di visualizzazione di un utente che trova un video tramite Google, Yahoo o Twitter (quest’ ultimo ha dati praticamente identici a FB ) :

coinvolgimento video utenti facebook_ok


Essendo questi i tempi medi di visualizzazione di un filmato in genere, quelli di Tubemogul hanno poi verificato che per i video ads la situazione di base non cambia, seppure abbiano naturalmente una durata inferiore rispetto a filmati “usuali” … di seguito un grafico che confronta i tempi di visualizzazione delle diverse tipologie di pubblicità video :




L’ esito finale dello studio (da ri-verificare in futuro)  risulta questo: sui social network gli utenti guardano più  lungo i video e tendono  a cliccare maggiormente sulla pubblicità, ad un costo per view medio inferiore.

Fonte : Tubemogul

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Come misurare la popolarità sui Social Network

12 semplici e immediati espedienti per misurare la propria popolarità sul web 2.0

  • Twittersearch – Una delle piattaforme più conosciute per ottenere informazioni preziose sulla popolarità del tuo account twitter. Ovviamente ti conviene utilizzare le tante opzioni della sezione advanced;
  • KeoTag - Basta inserire il tuo brand nella barra di ricerca e selezionare il social network che ti interessa per generare i primi risultati. Funziona anche come tag e social bookmark link generator.
  • FriendFeed - L’unico modo che conosco per monitorare la tua attività su FriendFeed è attraverso il motore di ricerca interno di questa piattaforma. Quando scrivi la tua query non fare l’errore di cercare solo all’interno dei tuoi aggiornamenti o a quello dei tuoi amici (praticamente devi scegliere l’ultima opzione del menu a tendina). Per la cronaca cito anche FFHolic ma restituisce risultati decisamente discutibili;
  • Facebook – La funzione di ricerca interna ha subito notevoli implementazioni ed ora, per ogni query, è possibile visualizzare i risultati che si riferiscono a persone, gruppi e bacheche. Ciò significa che se cerchi “My Social Web” compare la mia Fan Page e i diversi aggiornamenti effettuati sul profilo di qualsiasi utente. Voglio anche segnalare Facebook Lexicon che osserva le parole utilizzate da persone, gruppi ed eventi. La grande novità consiste nella possibilità di creare associazione di termini che appaiono con una certa frequenza insieme nello stesso periodo (iPod e musica);
  • Trendrr - Uno strumento professionale che permette di monitorare la popolarità delle tue keyword nel social network buzz in tempo reale. Si può anche creare un confronto tra parole-chiave concorrenti delineare possibili relazioni tra variazioni di popolarità e operazioni neffettuate (molto utile) e raccogliere informazioni dei tuoi followers. Offre un’opzione gratuita e una a pagamento;
  • Xinu Returns – Un sito molto semplice da usare: basta che inserisci l’url del sito per ricevere numerose informazioni sulla diffusione in diversi social network, sul posizionamento nei motori di ricerca e sull’ottimizzazione dei principali parametri HTML;
  • Tubemogul – Indispensabile per gestire i video su Youtube e altri servizi per l’hosting video. Infatti, oltre a una marea di informazioni sulle visualizzazioni e sui commenti, Tubemogul permette di caricare in un solo click il tuo materiale su Youtube, Yahoo! Video, MySpace TV, Metacafe, Google Video, Revver, DailyMotion, Blip e Brightcover. Non puoi farne a meno se vuoi monitorare l’andamento dei tuoi video viral! Maggiori informazioni sull’ottima pagina tutorial;
  • Boardtracker - Una piattaforma completamente dedicata al tacking delle tue attività sui forum. Non lo conosco ma credo che sia uno strumento molto utile che permette anche di salvare i threads e impostare degli alert via email o icq per le keyword di interesse, in modo da essere aggiornati in tempo reale su eventuali aggiornamenti. Necessita di registrazione gratuita e offre una buona sezione di Advance Search;
  • Delicious – Questo bookmark sociale offre 2 strumenti per la misurare la diffusione dei tuoi link: il motore di ricerca interno e l’indicatore numerico che si trova in prossimità di ogni submission. Praticamente ogni volta che inserisci un nuovo link, Delicious ti indica quanti utenti hanno già fatto la tua stessa scelta e quali tag hanno utilizzato per archiviarlo.
  • Trackur - Va bene, non è un servizio gratuito, ma se lavori con i social network forse ti conviene dare uno sguardo a questa piattaforma che offre monitoraggio completo di tutti i tuoi social network, ricerche per associazioni ed esclusioni di termini, alert via email e feed rss, ispezione dei bookmarks e tanto altro ancora per tre possibili utilizzi: Personal, Corporate, Enterprise e Agency. Se ti interessa la cosa ti lascio la tabella dei prezzi
  • HowSociable – Ispeziona 22 social network attraverso un operatore di ricerca Yahoo! – tipo site:twitter.com “nomebrand” – e ne riproduce i risultati in forma schematica. Anche se per alcuni aspetti è sicuramente embrionale (un blog poco curato e informazioni iniesistenti), ammetto che solo con HowSociable sono riuscito a scoprire alcuni link sepolti nella rete dei miei contatti social!

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World map of Social Networks

Verifichiamo la situazione dei social network nel mondo.


La marcia di Facebook verso la conquista di nuovi territori non accenna a fermarsi (sono 111 su 131 le nazioni in cui risulta dominante). In questi mesi ha avuto la meglio su reti sociali locali che sembravano difficili da scavalcare come Friendster nelle Filippine, Wretch a Taiwan, One in Lituania o Hi5 in Portogallo, Peru, Romania, Tailandia.

Ad Orkut ha strappato l’Estonia e forse l’India (qui i dati sono discordanti).
I paesi che resistono sono quelli dell’ex Unione Sovietica, affezionati a Odnoklassniki e V Kontakte, e in Europa l’Ungheria, la Polonia e l’Olanda.

Per alcune nazioni ho provato ad analizzare anche i follower di Facebook ed ho scoperto che, a distanza di un anno, Twitter ha iniziato ad avere la meglio su MySpace (in Australia e Canada) e su Bebo (in UK). In alcuni casi al terzo posto si affaccia lentamente anche Linkedin. Nel nostro paese a molta distanza da Facebook la lotta è tra Badoo e MySpace.

[L'analisi completa qui]

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ADV on Twitter, il Web Advertising diventa sintetico.

Twitter ha deciso di autofinanziarsi proponendo dei messaggi promozionali che sanno di Haiku (una celebre forma di poesia breve giapponese).

A breve, infatti, faranno il loro ingresso su Twitter delle Adv i cui testi non supereranno i 140 caratteri – meno degli SMS.

twitter adv

In questa fase iniziale di “sperimentazione pubblicitaria” – però – i messaggi promozionali appariranno solo tra i risultati delle ricerche effettuate dall’utente.

Se – ad esempio – cercate informazioni relative ad particolare notebook, tra i risultati ottenuti troverete anche dei “promoted tweet“, dei messaggi promossi da aziende che intendono sponsorizzare il loro prodotto ma che – per farlo – potranno usare solo 140 caratteri.

Si tratta di una bella sfida per i copywriter e – tutto sommato – è anche una buona notizia per gli utenti, i quali non avranno a che fare con i soliti, fastidiosi pop-up, ma con brevi messaggi non invasivi che possono scegliere di ignorare o di approfondire.

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Statistiche Social Network uomini e donne

300 milioni di utenti sono davvero tanti.

Le persone su Facebook possono comunicare tra loro in maniera semplice e veloce con chat e messaggi.
Qual è, però, la percentuale di utenti maschi e femmine che decidono di usare il social network?

Una statistica, elaborata da Pingdom, rivela i dati del bilancio tra uomini e donne iscritti a 19 reti sociali: Facebook, LinkedIn, MySpace, Twitter, Slashdot, Reddit, Digg, Delicious, StumbleUpon, FriendFeed, Last.fm, Friendster, LiveJournal, Hi5, Imeem, Ning, Xanga, Classmates.com, Bebo.
I risultati di tale ricerca svelano le percentuali di utenti che entrano a far parte dei social network, descrivendone la concentrazione in termini di genere:

1. I social sites che si occupano di divulgare informazioni e news registrano un più alto tasso di maschi rispetto alle donne. Sladshot la fa da padrone con 82% di utenti uomini.

2. L’84% degli iscritti su 16 dei 19 siti studiati sono donne.

3. Twitter e Facebook hanno, più o meno, la stessa concentrazione di utenti donne: il primo registra un tasso del 59%, il secondo del 57%.

4. Sul totale dei 19 siti analizzati il valore degli iscritti si divide tra 47% uomini e 53% donne.

5. Il sito con la maggior concentrazione di utenti di sesso femminile è Bebo con una percentuale del 66%.

Una domanda: quale sarà il fattore chiave che spinge, di più un genere rispetto all’altro, ad iscriversi ad un social network?

Sarebbe interessante scoprirlo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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