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地震 日本 津波

Giappone, terremoto.Sisma ritcher 8,9 e tsunami di 10 metri

Un terremoto di intensità devastante, il settimo nella storia del pianeta – due scosse e altre dodici di assestamento –  ha investito Tokyo (alle 14.45 locali, in Italia erano le prime ore dell’alba), dove i grattacieli hanno oscillato sotto le scosse sismiche e la popolazione si è data alla fuga in cerca di riparo: le autorità hanno itmmediatamente lanciao l’allarme tsunami, avvertendo che il movimento tellurico avrebbe potuto generare un’onda anomala alta ben 6 metri. L’allarme tsunami è stato esteso a tutto il Pacifico, all’Australia, Messico, Nuova Zelanda e America Latina. Le onde telluriche sono state avvertire distintamente fino a Pechino. Analoghi allermi sono stati diramati nella Siberia russa e alle isole Marianne. L’evento sismico ha raggiunto magnitudo 8,8 della scala Richter, investendo in particolare Tokyo dove nel nel porto sono scoppiati focolai d’incendio. I morti sarebbero almeno ventisette, mentre i feriti sono una ventina e per quel che riguarda i dispersi ancora non ci sono cifre certe. Almeno 19 persone risultano disperse nella prefettura di Fukushima.

SCOSSE E TSUNAMI – Puntuale, l’onda anomala si è abbattuta sulle coste giapponesi. Un impressionante filmato andato in onda sull’emittente pubblica Nhk ha mostrato molteplici auto sommerse dall’onda del mare Kamaishi, nella prefettura Iwate, mentre l’onda di 4,20 metri dello tsunami si   abbatteva sulla costa.La prima scossa, di magnitudo 7.9, poi corretta ad 8.8 quindi a 8.9, con epicentro a una profondità di 24,4 chilometri e a 81 miglia da Sendai, si è verificata nello Honshu. Una seconda forte scossa di 7.8 si è registrata alle 15.15 locali (le 7,15 in Italia) al largo delle acque della prefettura di Ibaraki, alla profondità di 80 chilometri.

TASK FORCE – Il primo ministro del Giappone, Naoto Kan, ha creato una task force per affrontare le conseguenze del sisma. Kan ha comunicato in una conferenza stampa che le centrali nucleari “si sono fermate automaticamente” e che “non ci sono notizie di fughe di radiazioni”. Il capo del governo ha espresso le più “profonde condoglianze a chi sta soffrendo le conseguenze” di questo “fortissimo terremoto” e ha chiesto alla popolazione di continuare a seguire le indicazioni trasmesse televisivamente con tranquillità. Il ministro degli Esteri giapponese, Takeaki Matsumoto, ha dato disposizioni alla struttura diplomatica di accettare gli aiuti internazionali. Le Nazioni Unite sono in allerta e pronte a fornire il loro aiuto in Giappone. Lo ha annunciato Elisabeth Byrs, portavoce dell’Ufficio Onu per il coordinamento delle questioni umanitarie. “I nostri esperti sono in stretto contatto con le autorità giapponesi e finora tutte le risorse nazionali del   Giappone sono pienamente impegnate nella risposta all’emergenza”.

IL TESTIMONE – Un testiomone italiano, Mauro Politi, è stato raggiunto telefonicamente. Ricercatore italiano presso l’International Christian University di Mitaka di Tokyo, ha riferito che la terra tremava tanto da sembrare mare aperto: “Era come stare su una nave nell’oceano”. Gli abitanti di Tokyo sono abituati a scosse di bassa e media intensità “ma questa volta la sensazione è stata diversa dal solito. – ha  spiegato il ricercatore – Vivendo qui per un lungo periodo si fa l’abitudine a scosse frequenti e importanti; ma se normalmente tutto attorno vibra, oggi sembrava di galleggiare. Credo che la scossa principale sia durata ben più di un minuto, attorno alle 14.45 ora locale.”

BILANCIO
– Incerto fino a questo momento il bilancio. Fino a questo momento, a est di Tokyo, c’è un morto accertato. Il numero di feriti è ancora imprecisato e comunque elevatissimo, sia nella capitale sia soprattuto nella prefettura settentrionale di Miyagi. Nel porto del capoluogo di quest’ultima, Sendai, testimoni oculari hanno riferito di aver visto abbattersi uno tsunami alto ben una decina di metri: esattamente come avevano preavvertito le autorità, ma in un tempo ancora più rapido rispetto alle pur pessimistiche previsioni. L’allerta si è velocemente propagato da un capo all’altro dell’Oceano Pacifico. Secondo il Centro di Controllo Geologico degli Stati Uniti, il sisma ha raggiunto un’intensità pari addirittura a 8,9 gradi sulla scala aperta Richter. Le onde telluriche sono state avvertire distintamente fino a Pechino. A Tokyo molte persone hanno riportato lesioni in seguito al crollo del tetto di una scuola, dove era in corso una cerimonia di consegna dei diplomi alla quale stavano partecipando circa seicento studenti. Bloccati i treni-proiettile, chiuse centrali nucleari e raffinerie: in quella di Iichihara, vicino alla capitale nipponica, si è sviluppato un incendio, così come era già avvenuto in porto, dove si erano innescati almeno sei focolai.

ECONOMIA – Dopo la scossa lo yen ha cominciato la sua discesa rispetto al dollaro sui mercati internazionali, arrivando a quotare 83,20 da 82,74 prima del sisma. Lo yen è retrocesso anche rispetto all’euro, a 115,01 da 114,35. La borsa di Tokyo ha chiuso con pesanti ribassi: l’indice Nikkei ha lasciato l’1,72% a 10.254,43 punti.

ROMA – Il terremoto di magnitudo 8,9 che ha colpito il Giappone è fra i dieci più violenti avvenuti negli ultimi 100-150 anni, ossia da quando esistono gli strumenti per calcolare l’energia liberata dai terremoti. Lo ha detto il presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Enzo Boschi. Fra i terremoti più forti che si ricordino, quello del Giappone occupa il settimo posto. A dominare incontrastato è il terribile sisma di magnitudo 9,5 che nel 1960 ha colpito il Cile, seguito da quello, di magnitudo 9,2, che quattro anni più tardi ha sconvolto l’Alaska. Questi due sismi, come gli altri più violenti finora registrati e come quello che ha appena colpito il Giappone, sono avvenuti lungo la zona sismica più irrequieta del pianeta, la Cintura di Fuoco del Pacifico. Il terzo terremoto più violento finora noto è stato quello di magnitudo 9,1 che si è abbattuto il 26 dicembre 2004 su Sumatra, generando un devastante tsunami. Seguono tre sismi di magnitudo 9,0 avvenuti nel 1952 nella penisola russa della Kamchatka, nel 1868 in Cile e nel 1700 in Canada e Stati Uniti. Segue il terremoto di magnitudo 8,9 che oggi ha colpito il Giappone.

지진 일본 지진 해일

日本地震海啸

Japan Earthquake Tsunami

สึนามิแผ่นดินไหวญี่ปุ่น

 

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Strong earthquake hits Mindanao

MANILA, Philippines (Xinhua) – An earthquake measuring 6.3 on the Richter scale hit the southern Philippines this afternoon, geological agencies reported.

The Hong Kong Observatory said the quake occurred 2:03 p.m. local time (0603 GMT). The epicenter was initially determined to be 5.4 degrees north latitude and 126.4 degrees east longitude, about 210 km south-southeast of Davao, Mindanao.

Meanwhile, the United States Geological Survey recorded the quake at 01:58 local time (05:58 GMT). The quake was located 160 kilometers east-southeast of General Santos, Mindanao or 1,185 kilometers south-southeast of Manila, at an depth of 75.8 kilometers.

No casualties or damage have been reported in the Southeast Asian country.

The Philippines lies on the so-called Pacific Ring of Fire, a string of islands on the Pacific Ocean rim that were formed by the eruptions of undersea volcanoes. It is regularly hit by earthquakes, and most of them are low in magnitude and cause little damage.

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Terremoto in Chile magnitudo 8.5

27/02/2010 – Un terremoto di magnitudo 8.5 è avvenuto alle ore 07:34:13 italiane di oggi 27 febbraio nel distretto sismico Near coast of central Chile. Il terremoto e’ accaduto a pochi km dalla costa ed il livello di intensita’ sofferto nelle zone antistanti ha raggiunto il IX grado della scala Mercalli Modificata. La magnitudo del terremoto e’ tale da causare uno tsunami significativo. La scossa ha avuto una durata tra i 10 e i 30 secondi. In Cile si registrano sovente scosse di Terremoto. Nel 1960 un terremoto di magnitudo 9.5 devastò il Cile. Secondo alcuni testimoni questa sarebbe la scossa più forte mai percepita. Pare che l’epicentro sia stato registrato a 55 km. di profondità lontano da Santiago.

Inizialmente la scossa era stata misurata a 8,5 gradi ma poi è stata leggermente ridimensionata. Il Cile ha il primato del terremoto più forte mai registrato, quello di magnitudo 9,5 del maggio 1960 che fece 1.655 morti.

La scossa è stata registrata con epicentro 91 chilometri a nordest della città di Concepcion. Il fortissimo sisma ha fatto tremare gli edifici e causato blackout in alcune zone della capitale, Santiago. Un allarme tsunami è stato lanciato dall’Istituto geologico Usa per le coste di Cile e Perù. L’allerta è stata estesa a scopo cautelativo anche all’Ecuador

http://twitter.com/valericcione

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Haiti devastata dal terremoto, allarme tsunami Caraibi

Terremoto Haiti13/01/2010 Earthquake Haiti, PORT-AU-PRINCE – Devastata da quattro scosse tremende – la prima, più forte, di 7,0-7,3 gradi Richter – nel pomeriggio di ieri (poco prima della mezzanotte italiana), la capitale di Haiti Port-Au-Prince, due milioni di abitanti, si è trasformata in un attimo in una distesa di rovine, un’enorme nube grigia di polvere con migliaia di persone inghiottite sotto le macerie. Con il calare della notte, mentre i soccorritori hanno cominciato a reagire in ordine sparso, la città è diventata una macchia di oscurità totale, popolata di spettri accasciati sulle strade senza sapere dove andare. L’ipocentro delle quattro scosse è stato ad appena 10 chilometri di profondità. Ravvicinati gli epicentri, tutti in terraferma e nelle vicinanze della capitale: a 15 km a sud-ovest la prima, a 25 km. a ovest-sud-ovest la seconda e la terza, a 30 km. a sud ovest la quarta. “Tutto ha ballato, la gente urla, le case hanno cominciato a crollare.

Il caos è totale” ha detto un giornalista della Reuters sul posto. Con il passare delle ore le dimensioni del disastro, subito definito da fonti americane “un’enorme catastrofe”, assumono contorni sempre più tragici: i morti e dispersi nella sola Port-Au-Prince si conterebbero già a migliaia. Nulla si sa per ora del resto del paese: comunicazioni telefoniche interrotte, nessun straccio di notizia arriva dalle fonti ufficiali di un governo paralizzato e impotente. ” Parlare di centinaia di vittime – ha commentato amaro il dirigente di un’organizzazione di volontariato – assomiglia ad una pietosa sottovalutazione”. A seminare la morte gli edifici più alti e più, in teoria, moderni: crollati come cartapesta ospedali, il palazzo presidenziale, vari ministeri, hotel cosiddetti di lusso nel paese più povero delle Americhe, edifici per uomini d’affari, grandi magazzini. Anche il Quartier generale della missione militare e civile dell’Onu, che nel paese disloca ben 9.000 uomini – 7.000 militari e 2.000 poliziotti – è stato quasi raso al suolo. ” Siamo tremendamente preoccupati – ha detto un portavoce dell’Onu – Moltissimo il personale disperso, con cui non riusciamo a stabilire alcun contatto”. L’enormità della catastrofe ha fatto scattare la solidarietà internazionale. A cominciare dagli Stati Uniti, il paese più coinvolto, nel bene e nel male, nella tragedia di un paese da decenni in preda alla povertà, alla dittatura e a governi eletti dal voto popolare spesso corrotti e incapaci: il presidente Barack Obama e la segretaria di stato Hillary Clinton hanno promesso aiuti immediati.
Anche l’Italia si è mobilitata. E la Banca mondiale ha promesso l’invio di una missione di esperti per valutare i danni e stilare piani per la ricostruzione del paese.

FARNESINA, AL MOMENTO NON CI SONO ITALIANI COINVOLTI – “Al momento non risultano italiani coinvolti” nel devastante terremoto che ha colpito Haiti. Lo ha dichiarato ai microfoni di Radio uno Fabrizio Romano, capo dell’Unità di crisi della Farnesina, sottolineando però che “la mancanza di informazioni non vuol dire che non ce ne siano”. Il responsabile dell’Unità di crisi ha riferito si sta lavorando sia con le strutture italiani in loco, sia attraverso i contatti con le unità di crisi degli altri paesi europei “per arrivare ad un quadro realistico e aggiornato della situazione”.

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