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Vale Riccione

Siti Web & Consulenza Web Marketing

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realviews4u.com for Youtube views is a bad service

Dopo non aver rispettato le tempistiche per l’attribuzione di views non rispondono a mie innumerevoli mail, ne in chat, ne dal form contatti.

Decido di loggarmi al loro sito con ip diverso, nome e mail diversa e immediatamente mi contattano chiedendomi come possono aiutarmi sul servizio desiderato.

A quel punto mi faccio riconoscere indicando la problematica e semplicemente per capire le nuove tempistiche ma l’operatore mi scrive di smettere di molestarli e mi blocca l’ip buttandomi fuori dalla chat.

Sarebbe bastata una risposta con le nuove tempistiche e una spegazione a quello che stava succedendo invece che bloccare un cliente che gli ha già dato il denaro!

Un classico servizio che costa di meno e offre di meno… NON FIDATEVI!

realviews4u.com non sono affidabili!

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After failing to meet the deadlines for the attribution of views do not respond to my many email, chatting it, it by contact form.

I decide to loggarmi to their site with ip different name and different email and immediately contact me asking how they can help me on the desired service.

At that point, I do recognize the problem and simply pointing to understand the new timing but the operator writes to me to stop harassing me and block the ip throwing myself out of the chat.

Would have been enough response with the new timing and purpose of explanation of what was going on instead of blocking a client who has already given him the money!
A classic service that costs less and offers less. Do not trust!

realviews4u.com are not reliable!

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Facebook lancia il motore di ricerca Graph Search

Zuckerberg lancia Graph Search “enorme banca dati social”.

Facebook ha lanciato ‘Graph Search’, il motore di ricerca che opera non su tutta la rete ma esclusivamente all’interno del social network fondato da Mark Zuckerberg, incrociando tra loro i dati dei diversi milioni di utenti. Si tratta della prima novita’ dalla disastrosa quotazione in borsa della societa’ lo scorso maggio. “Abbiamo considerato Facebook con una grande banca dati social e come in ogni banda dati dovrebbe essere possibile effettuare ricerche”, ha spiegato Mark Zuckerberg.

Con ‘Graph Search’ si potra’ ad esempio digitare nella stringa di ricerca, “a quandi piacciono Guerre Stellari e Harry Potter?”, e scoprire coloro che condividono la comune passione all’interno dell’universo Facebook. La novita’ e’ che la ricerca si estende a tutto il social network e non solo agli “amici” con cui si sa gia’ cosa si ha in comune.

L’enorme vantaggio della creatura di Zuckerberg e’ che parte da un database di oltre 1 miliardo di iscritti. Difficile prevedere, pero’, quanti se ne aggiungeranno o quale flusso di ricavi ‘Graph Search’ potra’ generare.

Nell’idea di Facebook, Graph Search è ancora in piena evoluzione e l’obiettivo già raggiunto è ripensare il motore di ricerca andando oltre Google, ponendo al centro le persone per cercare e trovare ciò che a loro piace e quello che succede intorno. La centralità della persona nella ricerca è fondamentale: il Graph aiuterà anche nella ricerca di lavoro, per trovare le persone giuste dentro le aziende per potersi presentare.

di Vale Riccione

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Comunicare nei social media con sensibilità e competenza

Per comunicare ci vuole sensibilità, chi non ha sensibilità non può fare della comunicazione il proprio mestiere.

Anche nel campo dei social media una sottovalutazione della professionalità e della formazione genera discreti porcai. Dobbiamo smettere di pensare che tutti, possano fare i social media manager o usare i social in modo corretto e funzionale.

Usare i social, farlo per mestiere, è un lavoro duro per il quale ci vuole impegno, dedizione, tempo e passione. Non è una cosa che possono fare tutti, come fare il matematico non è una cosa che possono fare tutti. Usare i social è un mestiere, e come tale deve essere strutturato, adeguatamente pagato e fatto secondo delle regole e dei canoni di sensibilità comuni a tutti.

Basta sottovalutare i social media. Gli errori capitano e se ne pagano le conseguenza, ma è bene prendere coscienza del fatto che Comunicare non è cosa da tutti.

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Vietato nominare Facebook e Twitter in vano

Era ora!

Il governo francese ha decretato che fare esplicito riferimento a Facebook o Twitter nel corso di una trasmissione televisiva oppure radiofonica è considerato reato (se non si tratta di un servizio d’informazione incentrato sui social network). La sentenza deriva da una legge del 1992 sulla pubblicità occulta. I nomi delle due piattaforme sono dunque banditi, perché considerati come pubblicità occulta.

La trovo una regola giusta, al pari di descrivere un “negozio di abbigliamento” invece della Benetton o di una bibita invece della Coca Cola.

Ci sono addirittura giornalisti che nei telegiornali preparano dei servizi continuando ancora oggi a fare confusione tra ipod e lettore mp3…. apple non è l’unica ad avere lettori audio digitale.

E’ come parlare di automobili dicendo Fiat. Bisogna sapere COSA dire prima di dirlo.

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World map of Social Networks

Verifichiamo la situazione dei social network nel mondo.


La marcia di Facebook verso la conquista di nuovi territori non accenna a fermarsi (sono 111 su 131 le nazioni in cui risulta dominante). In questi mesi ha avuto la meglio su reti sociali locali che sembravano difficili da scavalcare come Friendster nelle Filippine, Wretch a Taiwan, One in Lituania o Hi5 in Portogallo, Peru, Romania, Tailandia.

Ad Orkut ha strappato l’Estonia e forse l’India (qui i dati sono discordanti).
I paesi che resistono sono quelli dell’ex Unione Sovietica, affezionati a Odnoklassniki e V Kontakte, e in Europa l’Ungheria, la Polonia e l’Olanda.

Per alcune nazioni ho provato ad analizzare anche i follower di Facebook ed ho scoperto che, a distanza di un anno, Twitter ha iniziato ad avere la meglio su MySpace (in Australia e Canada) e su Bebo (in UK). In alcuni casi al terzo posto si affaccia lentamente anche Linkedin. Nel nostro paese a molta distanza da Facebook la lotta è tra Badoo e MySpace.

[L’analisi completa qui]

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MI PIACE = DIVENTA FAN espedienti psico-sociali di Facebook

Facebook ha recentemente modificato il tasto della fan page da “DIVENTA FAN” a “MI PIACE”.
In sostanza non cambia nulla a parte la maggiore facilità per l’utente nell’ esporsi su un brand, un prodotto o una tendenza dichiarando che egli stesso apprezza una cosa, piuttosto che diventarne fan. Tale decisione è stata presa principalmente per promuovere le inserzioni a pagamento. In tale modo si facilita l’iscrizione alle pagine dal momento che lo si potrà fare anche senza aprire le pagine  stesse ma solo cliccando sul mi piace posto a destra dello schermo. Minimo sforzo, massima resa…

Per quello che riguarde le anticipazioni sulla possibilità di inserire il “mi piace” su siti esterni possiamo affermare che attorno al pulsante “mi piace” collimano molti interessi. L’utente potrebbe cliccare su “mi piace” per segnalare un articolo di particolare gradimento, per dimostrare la propria appartenenza ad una community o per segnare una semplice partecipazione emotiva. Facebook Connect è alla base di tutto e permetterebbe una rapida moltiplicazione dei contenuti che gli sviluppatori sono pronti a portare sul social network. Ed ecco quindi la prima conseguenza: Facebook fa leva sulla propria enorme community di utenti per dimostrare l’appetibilità della piattaforma come punto ambito di distribuzione.

Per Facebook il vantaggio è evidente: il pulsante “mi piace” potrebbe diventare un traino per il network, aumentando ulteriormente la penetrazione del brand e la crescita della community. Non solo: i click sul “mi piace” trasformerebbero Facebook in una sorta di nuovo “Digg” mettendo a rischio tutti i servizi che già oggi vivono di segnalazioni. Le ricadute sul network potrebbero essere molte ed in futuro la piattaforma potrebbe potenzialmente aprire anche ai commenti (andando così a surclassare anche servizi come Disqus, IntenseDebate e simili). Ma è questa una facile opzione soltanto per il futuro: il presente è nei “mi piace” e nella moltitudine di click destinata a portare la condivisione ad essere un affare a due tra i siti web affiliati ed il social network più esteso al mondo (facilitandone peraltro l’uso in mobilità, ove ogni digitazione è un “tap” e dove ogni processo diretto è una gradita scorciatoia).

Il motivo per cui gli sviluppatori potrebbero essere interessati è chiaro: l’adozione del “mi piace” offerto da Facebook permette di raccogliere visibilità moltiplicata, trainando così nuova utenza sulle proprie pagine e sviluppando dinamiche virtuose in simbiosi con il social network. La simbiosi offre però un forte vantaggio anche e soprattutto al social network. Mentre l’utente clicca, infatti, consegna al sito una propria dichiarazione di gradimento che può essere facilmente sfruttata a fini pubblicitari. La collezione dei “mi piace” diventa così una sorta di cronologia e di impronta emotiva, un qualcosa su cui Facebook può potenzialmente agire per proporre in seguito pubblicità mirata e di grande impatto.