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Strong earthquake hits Mindanao

MANILA, Philippines (Xinhua) – An earthquake measuring 6.3 on the Richter scale hit the southern Philippines this afternoon, geological agencies reported.

The Hong Kong Observatory said the quake occurred 2:03 p.m. local time (0603 GMT). The epicenter was initially determined to be 5.4 degrees north latitude and 126.4 degrees east longitude, about 210 km south-southeast of Davao, Mindanao.

Meanwhile, the United States Geological Survey recorded the quake at 01:58 local time (05:58 GMT). The quake was located 160 kilometers east-southeast of General Santos, Mindanao or 1,185 kilometers south-southeast of Manila, at an depth of 75.8 kilometers.

No casualties or damage have been reported in the Southeast Asian country.

The Philippines lies on the so-called Pacific Ring of Fire, a string of islands on the Pacific Ocean rim that were formed by the eruptions of undersea volcanoes. It is regularly hit by earthquakes, and most of them are low in magnitude and cause little damage.

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Terremoto in Chile magnitudo 8.5

27/02/2010 – Un terremoto di magnitudo 8.5 è avvenuto alle ore 07:34:13 italiane di oggi 27 febbraio nel distretto sismico Near coast of central Chile. Il terremoto e’ accaduto a pochi km dalla costa ed il livello di intensita’ sofferto nelle zone antistanti ha raggiunto il IX grado della scala Mercalli Modificata. La magnitudo del terremoto e’ tale da causare uno tsunami significativo. La scossa ha avuto una durata tra i 10 e i 30 secondi. In Cile si registrano sovente scosse di Terremoto. Nel 1960 un terremoto di magnitudo 9.5 devastò il Cile. Secondo alcuni testimoni questa sarebbe la scossa più forte mai percepita. Pare che l’epicentro sia stato registrato a 55 km. di profondità lontano da Santiago.

Inizialmente la scossa era stata misurata a 8,5 gradi ma poi è stata leggermente ridimensionata. Il Cile ha il primato del terremoto più forte mai registrato, quello di magnitudo 9,5 del maggio 1960 che fece 1.655 morti.

La scossa è stata registrata con epicentro 91 chilometri a nordest della città di Concepcion. Il fortissimo sisma ha fatto tremare gli edifici e causato blackout in alcune zone della capitale, Santiago. Un allarme tsunami è stato lanciato dall’Istituto geologico Usa per le coste di Cile e Perù. L’allerta è stata estesa a scopo cautelativo anche all’Ecuador

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Haiti devastata dal terremoto, allarme tsunami Caraibi

Terremoto Haiti13/01/2010 Earthquake Haiti, PORT-AU-PRINCE – Devastata da quattro scosse tremende – la prima, più forte, di 7,0-7,3 gradi Richter – nel pomeriggio di ieri (poco prima della mezzanotte italiana), la capitale di Haiti Port-Au-Prince, due milioni di abitanti, si è trasformata in un attimo in una distesa di rovine, un’enorme nube grigia di polvere con migliaia di persone inghiottite sotto le macerie. Con il calare della notte, mentre i soccorritori hanno cominciato a reagire in ordine sparso, la città è diventata una macchia di oscurità totale, popolata di spettri accasciati sulle strade senza sapere dove andare. L’ipocentro delle quattro scosse è stato ad appena 10 chilometri di profondità. Ravvicinati gli epicentri, tutti in terraferma e nelle vicinanze della capitale: a 15 km a sud-ovest la prima, a 25 km. a ovest-sud-ovest la seconda e la terza, a 30 km. a sud ovest la quarta. “Tutto ha ballato, la gente urla, le case hanno cominciato a crollare.

Il caos è totale” ha detto un giornalista della Reuters sul posto. Con il passare delle ore le dimensioni del disastro, subito definito da fonti americane “un’enorme catastrofe”, assumono contorni sempre più tragici: i morti e dispersi nella sola Port-Au-Prince si conterebbero già a migliaia. Nulla si sa per ora del resto del paese: comunicazioni telefoniche interrotte, nessun straccio di notizia arriva dalle fonti ufficiali di un governo paralizzato e impotente. ” Parlare di centinaia di vittime – ha commentato amaro il dirigente di un’organizzazione di volontariato – assomiglia ad una pietosa sottovalutazione”. A seminare la morte gli edifici più alti e più, in teoria, moderni: crollati come cartapesta ospedali, il palazzo presidenziale, vari ministeri, hotel cosiddetti di lusso nel paese più povero delle Americhe, edifici per uomini d’affari, grandi magazzini. Anche il Quartier generale della missione militare e civile dell’Onu, che nel paese disloca ben 9.000 uomini – 7.000 militari e 2.000 poliziotti – è stato quasi raso al suolo. ” Siamo tremendamente preoccupati – ha detto un portavoce dell’Onu – Moltissimo il personale disperso, con cui non riusciamo a stabilire alcun contatto”. L’enormità della catastrofe ha fatto scattare la solidarietà internazionale. A cominciare dagli Stati Uniti, il paese più coinvolto, nel bene e nel male, nella tragedia di un paese da decenni in preda alla povertà, alla dittatura e a governi eletti dal voto popolare spesso corrotti e incapaci: il presidente Barack Obama e la segretaria di stato Hillary Clinton hanno promesso aiuti immediati.
Anche l’Italia si è mobilitata. E la Banca mondiale ha promesso l’invio di una missione di esperti per valutare i danni e stilare piani per la ricostruzione del paese.

FARNESINA, AL MOMENTO NON CI SONO ITALIANI COINVOLTI – “Al momento non risultano italiani coinvolti” nel devastante terremoto che ha colpito Haiti. Lo ha dichiarato ai microfoni di Radio uno Fabrizio Romano, capo dell’Unità di crisi della Farnesina, sottolineando però che “la mancanza di informazioni non vuol dire che non ce ne siano”. Il responsabile dell’Unità di crisi ha riferito si sta lavorando sia con le strutture italiani in loco, sia attraverso i contatti con le unità di crisi degli altri paesi europei “per arrivare ad un quadro realistico e aggiornato della situazione”.

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