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italia vs Russia arroganza contro Rotenberg

La guardia di finanza ha eseguito il congelamento di beni per 30 milioni di euro posseduti in Italia da Arkadi Rotenberg, amico del presidente russo Vladimir Putin e al quinto posto nella lista degli imprenditori colpiti da sanzioni dell’Unione Europea.

Tra i beni posti sotto sequestro un lussuoso albergo a Roma e alcune ville in Sardegna.

Ue e italia contro investitori Russi per colpire Putin dopo le vicende dell’Ucraina

Il provvedimento, eseguito dalla Gdf, fa riferimento al regolamento n.269 del 2014 adottato dall’Unione Europea e consiste in “misure per prevenire, contrastare e reprimere il finanziamento del terrorismo e l’attività di Paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale”.

Tra i beni congelati in Italia a Rotenberg vi sono il Berg Luxury Hotel, albergo a quattro stelle nel centro di Roma, un immobile a Tarquinia, una villa a Villasimius e due a Porto Cervo.

Riflessioni:

1) Con quale diritto si congelano beni altrui di chi ha scelto di INVESTIRE nel nostro paese? Tra l’altro un investimento che genera lavoro e ricchezza a dipendenti italiani.

2) Questioni territoriali si dovrebbero risolvere tra stato e stato senza rivalersi contro privati dalla fantomatica vicinanza ad una fazione politica.

3) Con quale criterio si sceglie chi congelare e chi no? Ci sono mighliaia di imprenditori o privati russi che hanno acquistato bene immobili in italia, qual’è la metodologia nello scegliere chi colpire? Un’azione senza metodo è tipica di chi non ha la capacità di trattare tutti allo stesso modo e di creare ingiustizie fiscali.

Uno sputo in faccia con arroganza occidentale

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Perchè la Corea del Nord vuole attaccare quella del sud e gli Stati Uniti d’America?

La Corea del Nord vuole attaccare quella del sud e gli Stati Uniti d’America per motivi politici interni allo stato e per motivi storici esterni.

Per quanto riguarda i primi Kim Jong-un vuole intanto far pressione sulla leadership sudcoreana e spera di indebolire il nuovo presidente, la signora Park Geun-hye, prima leader donna della Corea del Sud, figlia del generale Park Chung-hee, presidente dal ’61 al ’79, poi morto assassinato. Inoltre, Kim Jong-un, secondo l’analista americano Victor Cha, del Centro per gli studi strategici e internazionali di Washington, «usa i lanci di missili e i test nucleari per consolidare il suo potere e ribadire il legame dinastico con il quasi divinizzato Kim Il Sung, suo nonno».

Per quanto riguarda i secondi il motivo dell’attacco è da ricercare nella storia degli ultimi 50 anni analizzando la successione di eventi, di rapporti tra stati e di ostilità politiche nel bel mezzo della guerra fredda.

Cercando di sintetizzare…..

Al momento la Corea del Nord è in buoni rapporti con Cina, Vietnam, Laos, Cambogia e Russia. Dalla cessazione delle ostilità della Guerra di Corea nel 1953, le relazioni tra il governo del Nord e la Corea del Sud, l’Unione Europea, il Canada, gli Stati Uniti e il Giappone sono rimaste tese. I combattimenti cessarono ma entrambe le Coree sono ancora formalmente in guerra. Entrambe firmarono la “Dichiarazione congiunta Nord-Sud” del 15 giugno nel 2000, nella quale le parti presero l’impegno di cercare una riunificazione pacifica. Inoltre, il 4 ottobre 2007 i leader delle due Coree promisero di tenere dei summit per dichiarare ufficialmente il termine della guerra e riaffermare il principio di non-aggressione reciproca.

Nel 2002, il Presidente George W. Bush durante il discorso sullo Stato dell’Unione inserì la Corea del Nord tra gli stati facenti parte del cosiddetto “asse del male”. Il passaggio del discorso di Bush fu il seguente: «La Corea del Nord è un regime che si sta dotando di missili e armi di distruzione di massa, mentre fa morire di fame i suoi cittadini».

Il contatto di maggiore livello che ebbe il governo nordcoreano con gli Stati Uniti fu attraverso il Segretario di Stato Madeleine Albright, che effettuò una visita a Pyongyang nel 2000, le due nazioni non hanno relazioni diplomatiche ufficiali. Nel 2006 approssimativamente 37 000 soldati statunitensi erano presenti nella Corea del Sud, con la previsione di ridurli a 25 000 nel 2008. Kim Jong-il affermò privatamente l’accettazione delle truppe statunitensi nella penisola, anche dopo una eventuale riunificazione. Pubblicamente la Corea del Nord chiede con forza la rimozione delle truppe statunitensi dalla regione.

La Corea del Nord ha, da molto tempo, relazioni strette con la Cina e la Russia. La caduta del comunismo nell’Europa orientale nel 1989 e la disgregazione dell’Unione Sovietica nel 1991 causò una devastante carenza di aiuti alla Corea del Nord dalla Russia, anche se la Cina continuò a fornire assistenza. Il paese continua a mantenere forti legami anche con gli alleati socialisti del sud-est asiatico, come il Vietnam e il Laos. La Corea del Nord cominciò a installare una recinzione di filo spinato nel confine settentrionale, a seguito del desiderio della Cina di frenare il flusso di rifugiati in fuga dalla Corea. Precedentemente il confine tra Cina e Corea del Nord era infatti poco pattugliato.

Come risultato del programma nucleare nord coreano, vennero creati tavoli di negoziazione per trovare una soluzione pacifica alle inquietudini mondiali. A questi negoziati parteciparono le due Coree, la federazione Russa, la Cina, il Giappone e gli Stati Uniti.

Il 17 luglio 2007 gli ispettori delle Nazioni Unite verificarono lo spegnimento di cinque stabilimenti nucleari nord coreani, disattivazione stabilita da un accordo del febbraio 2007.

Il 4 ottobre 2007 il presidente sud coreano Roh Moo-hyun e il leader nord coreano Kim Jong-il firmarono un accordo di pace di otto punti, che prevede cooperazione economica, il rinnovo degli accordi per il viaggio aereo, stradale e ferroviario, confronti ad alto livello e pace permanente.

Gli Stati Uniti e la Corea del Sud indicarono nella Corea del Nord uno stato sponsor del terrorismo. L’attentato del 1983 che uccise membri del governo sud coreano e la distruzione di un aereo di linea sud coreano nel 1983 vennero infatti attribuiti alla Corea del Nord. La Corea del Nord inoltre rivendicò il rapimento di 13 cittadini giapponesi negli anni settanta e ottanta. Di essi cinque tornarono in Giappone nel 2002. L’11 ottobre 2008 gli Stati Uniti hanno rimosso il paese dall’elenco degli stati che sponsorizzano il terrorismo.

Dal 10 marzo 2009 sono cominciate delle esercitazioni militari congiunte Corea del Sud-Stati Uniti nel territorio sudcoreano che hanno indispettito molto la Corea del Nord mettendo in stato di massima allerta il suo esercito. Inoltre, secondo fonti statunitensi, la Corea del Nord starebbe preparando il lancio di un missile a lunga gittata, anche se il Giappone ha promesso di abbatterlo con il suo sistema antimissile suscitando la reazione violenta dello stato comunista che considererà questo gesto un segnale ostile e contro la pace.

Alla fine di marzo del 2009 la Corea del Nord ha dichiarato di volere lanciare un satellite a scopi pacifici ma gli USA hanno accusato il paese di compiere un test di missile a lunga gittata per raggiungere il territorio degli Stati Uniti d’America. Il missile viene lanciato nella prima decade di aprile, nonostante gli ammonimenti dalla comunità internazionale, e cade nel Mar Giallo dopo solo un minuto dal lancio.

Il 25 maggio la Corea del Nord effettuò il secondo test nucleare sotterraneo effettuato con successo e il giorno dopo Kim Jong-il affermò la nullità dell’armistizio del 1953, minacciando apertamente Seul di non interferire con le attività navali del proprio paese. Per questo la Corea del Nord è stata definita come un paese che mette a repentaglio la pace mondiale.

In questo clima di tensione, il 24 maggio 2010 si è verificato un controverso incidente nelle acque che circondano la penisola coreana: una corvetta appartenente alla flotta militare nel sud è stata affondata al largo dell’isola di Baengnyeong, in una zona contesa e da diversi anni teatro di mutue provocazioni. Accusata dalla Corea del Sud e dagli USA di essere responsabile dell’affondamento, la Corea del Nord ha negato il proprio coinvolgimento, offrendosi di formare una commissione d’inchiesta con rappresentanti di USA, Cina, delle due Coree, e della Russia. Le indagini sono invece state condotte autonomamente da Corea del Sud e USA.

Il 30 marzo 2013 il governo nordcoreano ha dichiarato di essere in “stato di guerra” con la Corea del Sud, probabilmente in reazione alle esercitazioni congiunte tra l’esercito sudcoreano e quello americano, che ha dispiegato anche 2 bombardieri invisibili B-2.

Ieri, il 3 aprile 2013 l’esercito nordcoreano riceve il via libera per un attacco nucleare contro gli stati uniti. Ed eccoci qua… anche se can che abbaia non morde!

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Video Meteorite in Russia negli urali sopra Chelyabinsk (Tchelibinsk) il 15 febbraio 2013

MOSCA – Una spettacolare pioggia di meteoriti ha provocato stamani violente esplosioni a bassa quota nell’atmosfera negli Urali e nelle regioni centrali della Russia. Lo hanno riferito le agenzie, citando le autorità locali e testimoni. Oltre cento persone sarebbero rimaste lievemente ferite nella regione di Chelyabinsk, circa 1.500 chilometri a est di Mosca.

Lampo meteorite RussiaI frammenti, spiega il ministero delle Emergenze russo, sono caduti in un’area poco popolata e 102 persone hanno telefonato per chiedere assistenza medica. Principalmente si è trattato di ferite dovute ai vetri rotti dalle esplosioni, causate dalla pioggia di meteoriti. Si riportano anche danni a edifici, come il crollo del tetto di una fabbrica di circa seimila metri quadri. Un video amatoriale mandato in onda dalla televisione russa mostra un oggetto cadere nel cielo attorno alle 9.20 ora locale, le 4.20 in Italia, lasciando una coda bianca e un intenso lampo.

“C’è stata una pioggia di meteoriti, senza caduta di frammenti a terra, un meteorite è esploso sopra la regione di Tchelibinsk. L’onda d’urto ha scosso i vetri in diverse località”, ha detto a Interfax un portavoce locale del Ministero delle situazioni d’emergenza.Stanno arrivando le prime segnalazioni di una meteora sopra Chelyabinsk, in Russia, che è stata ripresa da numerosissimi testimoni intorno alle 9:30 del mattino locali. Ha lasciato una scia atmosferica estremamente vistosa, seguita da un boato talmente potente da spaccare vetri e causare alcuni feriti.

Si può escludere ragionevolmente l’ipotesi di un falso per via dell’esistenza di video multipli, ripresi da più angolazioni e da osservatori separati e indipendenti.

In questo video si sente il boato a circa 13 secondi dall’inizio:

Se volete farvi un’idea di quanto fosse luminosa la fase iniziale dell’attraversamento dell’atmosfera da parte della meteora, guardate questo video a circa 50 secondi.

Un altro video con una ripresa spettacolare della caduta del meteorite:

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Inversione poli magnetici, tempeste solari, terremoti e 2012

Si è già scritto, discusso e polemizzato fin troppo su quelle che dovrebbero essere le ipotesi di imminenti avvenimenti catastrofici. Non voglio trattare tali sfortunate possibilità singolarmente, ma soltanto evidenziare come in questi ultimi periodi si avverta sempre con maggiore insistenza la presenza di fenomeni che potrebbero essere correlati tra loro e che si uniscono come la corrente in un imbuto.

Inversione poli magnetici.

Lo spostamento dei poli magnetici, è conosciuto come migrazione dei poli ed è una costante del pianeta terra.  Stiamo però conseidrando un possile fenomeno di capovolgimento totale dei poli magnetici. Tali cambi drastici avvengono circa ogni 300mila anni, e l’ultimo secondo gli studiosi è avvenuto invece circa 780mila anni fa. Secondo le statistiche (empiriche), un capovolgimento dei poli sarebbe dunque già dovuto avvenire da tempo, cosa invece non successa. Il cervello degli esseri umani e degli animali sono sensibili a questi cambiamenti magnetici perché contengono cristalli di ossido di ferro magnetico che si allineano con i poli magnetici proprio come fa la bussola con il polo nord.

Questo è il modo che utilizzano tante specie di animale per migrare a lunghe distanze in qualunque condizione di tempo senza perdersi mai. Nessuno può immaginare che conseguenze potrà avere un prossimo ribaltamento magnetico. Si sono fatte delle ipotesi: l’essere umano potrebbe subire uno scoordinamento generale delle sue funzioni vitali, cognitive e percettive. Potrebbe non riuscire più a stare in equilibrio e potrebbe avere difficoltà a fare qualunque movimento coordinato.

Il fatto positivo (e confortante, aggiungerei) è che il cambiamento magnetico è sempre avvenuto in periodi così lunghi che il corpo umano riesce ad adattarsi ad esso e al nuovo ambiente circostante. Alcune previsioni più catastrofiche però dicono che il polo magnetico del nord si sposterà dal Canada alla Russia nel giro soltanto di due anni. La previsione è stata fatta per primo dallo scienziato canadese Larry Newitt, membro della Commissione Geologica Nazionale del suo paese e trova concordi gli esperti russi che prevedono per il futuro un forte indebolimento del campo geo-magnetico terrestre, con conseguenze negative per il senso dell’orientamento e per la difesa dalle radiazioni in provenienza dallo spazio. In tale strada prende sempre più senso il timore delle cosidette tempeste magnetiche provenienti dal sole.

L’attuale velocità di spostamento del polo nord magnetico è di circa 55 chilometri all’anno. Secondo i dati, nel corso del 2000 il polo nord magnetico si è effettivamente spostato di più di 70 chilometri.
Il problema è: dato che negli ultimi 10 – 20 anni il tasso di spostamento è stato da record (rispetto ai 400 anni analizzati), l’effetto cumulativo sta ora iniziando a causare problemi nel mondo reale.

Se gli effetti riguarderanno anche gli esseri umani ancora non si sà, il tempo probabilmente ci darà una risposta, ma al ritmo attuale, senza dubbio vi saranno effetti visibili in diversi sistemi (naturali ed artificiali), molti, saranno semplici fastidi: la modifica di documentazioni o coordinate, mentre altri saranno probabilmente problemi più seri e complessi.

Non ci è dato sapere se il processo accelererà o rallenterà nei prossimi anni. Alcuni sostengono che l’inversione del polo magnetico è imminente, e che questo fenomeno è l’ indicatore delle origini di tale processo.

Dobbiamo tenere presente che il campo magnetico della terra è ciò che ci protegge dalle radiazioni. Senza di esso, non ci sarebbero sopravvissuti. Potrebbe, l’inversione dei poli, dare origine ad un periodo di sconvolgimenti in cui non saremo protetti dalle radiazioni solari?

Tempeste solari.

Una recente relazione (dossier di 145 pagine) eseguita per la NASA e l’ESA dalla US National Academy of Science (Accademia Nazionale di Scienze USA) sembra in sintonia con la sempre più apocalittica previsione per il 2012. Una catastrofica tempesta solare è prevista nel corso dell’anno 2012 e metterebbe a repentaglio quasi tutti i sistemi viventi sulla Terra. Gli scienziati confermano la fine del mondo, quindi?

E’ la prima volta che alcuni scienziati della NASA cominciano a credere alle Profezie dei Maya e degli Hopi. Questi popoli avrebbero predetto che la fine della Quinta Era (quella attuale) o l’Era del Quinto Sole sarebbe terminata con una grande tragedia cosmica. E infatti come detto la NASA ha pubblicato tramite l’Accademia Nazionale delle Scienze, un dossier preoccupante che noi pubblichiamo di seguito. In questo dossier si parla esplicitamente dei rischi potenziali per una serie di eventi catastrofici che avverranno entro il 2012. Questi eventi verranno caratterizzati da bombardamenti di vere e proprie tempeste solari e di sciami meteoritici.

Ecco i perché delle basi sotterranee e della raccolta di sementi che vengono conservate presso l’Isola di Svalbard, nessuno ci aveva pensato? Il tunnel costruito alle Svalbard è situato a metà strada tra la Norvegia e il Polo Nord, ha la capacità di contenere 4,5 milioni di diversi campioni di sementi. Dal momento che ogni campione contiene in media 500 semi, circa 2,25 miliardi di semi possono essere contenuti. Esse si trovano nella regione artica di stoccaggio nel caso di un futuro disastro che potrebbe eliminare le colture alimentari. La posizione è stata accuratamente scelta per prestare la massima protezione per i semi. I sotterranei sono stati costruiti in un lungo tunnel di 120 metri all’interno di una montagna, a circa 130 metri sopra il livello del mare, e del permafrost che è la roccia che fa da spessore in modo che i campioni restano congelati, anche senza elettricità.

La costruzione della Banca Mondiale dei Semi alle Isole Svalbard potrebbe sembrare una cosa positiva, ma quando si scopre che i principali finanziatori sono i Rockefeller, la Sygenta, e le altre grandi multinazionali dei semi OGM nasce qualche sospetto. Perchè queste multinazionali dell’OGM avrebbero interesse a investire soldi nella raccolta e difesa delle varietà dei semi da frumento dai cataclismi?

Se 150 anni fa ad andare in tilt furono “soltanto” le reti del telegrafo, in un mondo in cui le telecomunicazioni sono base fondante di innumerevoli attività, “una replica attuale di quell’evento potrebbe causare una devastazione economica e sociale significativamente più ampia e potenzialmente catastrofica”, affermano i ricercatori dell’Accademia nazionale delle scienze, che hanno condotto lo studio commissionato dall’ente spaziale americano.

La colpa è della cosiddetta “fase attiva”, che il Sole attraversa ogni 11 anni: durante questo particolare periodo, la nostra stella può generare tempeste magnetiche più o meno potenti, capaci, a seconda della minore o maggior intensità, di mettere fuori uso i satelliti, di minacciare la sicurezza degli astronauti o addirittura, in casi eccezionali come quello previsto per il 2012, di distruggere i sistemi di telecomunicazione e quelli di distribuzione dell’energia. Quando uno di questi sistemi salta, le conseguenze a cascata sono rapide e gravi: “L’impatto della tempesta potrebbe ricadere su strutture interconnesse, con effetti devastanti: la distribuzione dell’acqua potabile in tilt in poche ore, cibi e medicine deperibili persi nel giro di 12-24 ore, interruzione immediata o potenziale del riscaldamento o del condizionamento dell’aria, dello smaltimento delle acque nere, dei servizi telefonici, dei trasporti, dei rifornimenti di carburante e così via”, prevede la Nasa.

Tra le varie  teorie catastrofiche vi è quella che prende in esame la Cometa Elenin  (aka C/2010 X1) , scoperta il10 dicembre 2010 da Leonid Elenin. Si sta avvicinando molto velocemente alla terra e vi sarà un primo grosso allineamento di pianeti con lei il 15 di questo mese.

Sul web si trovano diversi articoli che Elenin in verità sia Nibiru o Nemesis, una semplice cometa che ci colpirà.

Movimenti tettonici.

La Terra si muove, è in continua evoluzione. La crosta terrestre sotto i nostri piedi  e si stanno aprendo nel suolo fenditure lunghe chilometri e larghe decine di metri in tutto il mondo.

Cosa sta succedendo? Le placche terrestri sono uscite da un’era di relativo stallo geologico e si stanno spostando abbastanza rapidamente. Questo potrebbe avvenire a causa dei cambiamenti del magnetismo che stanno attualmente caratterizzando il nostro pianeta. Un’inevitabile trasformazione che stiamo  vivendo e che vivremo in prima persona. Questi movimenti hanno causato il devastante terremoto in Giappone e ne causeranno, purtroppo, degli altri.

Sebbene le placche terrestri sembrino bloccate una contro l’altra, sono in continuo movimento. Movimenti che, il più delle volte, sono stati percepiti solo  da sismografi ed altre sofisticate apparecchiature, però altre volte, sono stati così decisi e violenti da provocare devastanti terremoti e apocalittici tsunami.

Ecco cosa sta succedendo:

  • i movimenti della placca Indo-Australiana stanno provocando l’affondamento del Bangladesh, del Pakistan, di Jakarta e di gran parte dell’Indonesia;
  • conseguentemente, la placca Pacifica si sta spostando verso ovest ed il Sud America sta cominciando, a sua volta, la sua migrazione verso occidente (un processo che sta aumentato notevolmente, come dimostrato dall’aumento della piegatura della Fossa delle Marianne e dei movimenti della placca Filippina);
  • le spinte della placca Indo-Australiana sulla Pacifica hanno determinato lo spostamento del Giappone, da cui il devastante terremoto della scorsa settimana;
  • l’America del Nord sta attualmente vivendo una situazione di calma solo grazie al fatto che il continente è mantenuto bloccato da entrambi i lati da due placche: dal lato occidentale la placca Pacifica (faglia di San Andreas) e dall’orientale quella Atlantica (Atlantic Rift);
  • l’attuale movimento del Sud America verso ovest (da questo movimento nascono le fenditure nella crosta terrestre che si stanno aprendo ovunque in Cile, Bolivia, Perù,… ndr) provocherà un’apertura nella parte meridionale dell’American Rift e lascerà spazio ai movimenti della placca Nord Americana;
  • il Nord America spingerà sulle placche di Cocos, di Nazca e su quella Caraibica, determinando terremoti, eruzioni vulcaniche e tsunami in tutto il Centro America;
  • si prevede un devastante terremoto nella regione della New Madrid Fault Line, in Nord America;
  • se tale terremoto avverrà, potrebbe svilupparsi il conseguente tsunami che si espanderà verso l’Europa;
  • la lacerazione dell’Atlantic Rift provocherà anche lo spostamento della placca Africana verso sud e verso ovest, con relative conseguenze nel bacino Mediterraneo.

Città fantasma.

Sono circa sette anni in cui il Governo cinese sta costruendo nuove città, a ritmi impressionanti ed in zone alquanto desolate, soprattutto a confine con l’Inner Mongolia. Enormi città fantasma, “ghosts cities”, come sono state chiamate dai mass-media internazionali che si sono occupati dell’argomento negli ultimi anni. Edifici, musei, sedi governative e molte, moltissime case e grattacieli. Vuoti. Tutte le case sono vuote, attualmente non ci vive nessuno, solo qualche anima vaga in queste metropoli fantasma, come si è potuto osservare dai satelliti.

Sull’argomento hanno scritto in molti, studiosi d’economia e finanza hanno proposto le loro teorie, ipotizzando che tali città siano il frutto di una sorta di speculazione immobiliare, in altre parole i cinesi avrebbero trovato nella costruzione di metropoli nel bel mezzo del nulla, un modo per investire il denaro.

In base ai dati resi pubblici, sono quasi 70mila le proprietà fantasma, anche se pare che alcuni ricchi imprenditori ne abbiano già comprate alcune, considerandole un buon investimento per il futuro.


Qualche spranza oltre il 2012 ci rimane, dunque….

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La terribile relazione-coincidenza del nucleare sui forti terremoti

Dagli anni ’50 Stati Uniti, Cina e Russia e India hanno iniziato ad effettuare test nucleari e forti terremoti, superiori al magnitudo 7.0 della scala Richter, sono succeduti alcuni giorni dopo questi test, sarà solo casualità?

Sappiamo benissimo che la crosta terrestre è in continuo movimento e le placche tettoniche che sfregano le une sulle altre provocano naturalmente vulcani e terremoti ma rimane il dubbio sul perché, tutti i terremoti avvenuti dopo esperimenti nucleari, siano sempre stati a un magnitudo pari o superiore allo 6.0 della scala Richter.

Nel 1974 il Dottor Matsushita, scienziato del National Center of Atmosferic Research, scoprì che dopo questi test nucleari la ionosfera e il campo magnetico terrestre venivano disturbati per un periodo da dieci giorni a due settimane portando addirittura ad oscillazioni dei poli terrestri.
Lo scienziato fu subito messo a tacere dal governo degli Stati Uniti e gli fu impedito di continuare le sue ricerche in merito nascondendo tutte le prove che egli aveva rilevato.

Ecco la tabella con le varie date dei test e i relativi terremoti:

tabella

Ad esempio, il 5 aprile 2009 la Corea del nord lancio il suo primo missile atomico di media gettata, il giorno successivo, il 6 aprile un forte terremoto di magnitudo pari a 5,9 della scala Richter colpì l’Aquila mietendo centinaia di morti.

IL TERREMOTO IN GIAPPONE- Adam Kadmon, l’uomo del Mistero, ci ha parlato già di queste “coincidenze” da molto tempo, ora che abbiamo davanti agli occhi questi dati e questa evidenza crediamo che non ci siano molti dubbi a riguardo. Secondo la sua teoria i potenti stanno cambiando il nostro clima, la nostra terra e stanno distruggendo tutto negando l’evidenza.

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Il Rapporto francese Cometa sugli UFO

Nel mese estivo di luglio del 1999, mentre tutti erano intenti a prendere il sole e abbronzarsi sulle spiaggie e i giornali erano carenti di notizie, in Francia la popolare rivista “VSD” uscì con un fascicolo di circa 90 pagine, diverso dagli altri. Era un documento eccezionale, sensazionale, unico nel suo genere. Un rapporto sugli O.V.N.I. (Oggetti Volanti non Identificati) firmato dall’IHEDN (Istituto degli Alti Studi per la Difesa Nazionale), dove facevano parte i più alti funzionari alla Difesa, Accademici, Industriali francesi. Un vero “Santo Graal” sulla tematica ufologica, dove la conclusione del rapporto era che gli O.V.N.I. erano di origine extraterrestre. Il rapporto è intitolato “Gli OVNI e la Difesa: a cosa dobbiamo essere preparati?” e quando uscì creò sconcerto nell’ambiente ufologico, e non solo. Le firme erano davvero prestigiose e non si poteva ignorare il contenuto. La prefazione era addirittura del Generale Bernard Norlain, Direttore dell’IHEDN. Ma non solo, c’era anche il Generale delle Forze Aeree Francesi Denis Letty che nel 2004 fece una sconvolgente intervista al quotidiano “France Soir”. Ecco di seguito una sintesi, riportata anche da alcuni quotidiani nostrani: “«Io dico sì, gli O.V.N.I. esistono, le testimonianze sono numerose ed affidabili nella loro grande maggioranza. A titolo d’esempio, dal 1900 più di 1.300 casi aeronautici osservati da piloti civili e militari sono stati censiti e in un gran numero di casi l’osservazione visuale è confermata da altri elementi, quali la ricezione radar simultanea (20% dei casi), la testimonianza di un controllore di volo o di un altro equipaggio». Al presente una minaccia O.V.N.I. non si è fatta sentire in Francia, ma almeno in due casi sembra di aver visto manovre intimidatorie. La vera “minaccia” – sottolinea il generale francese coautore del «Rapporto Cometa» – è che in realtà non si fa nulla, o troppo poco, per studiare questi fenomeni, a rischio di essere sorpresi». I militari francesi, del resto, sembrano aver preso molto seriamente in conto la questione degli O.V.N.I. «Considerato che degli oggetti volanti non identificati attraversano il cielo – dice Letty – i responsabili della sorveglianza, della difesa aerea e della sicurezza si sentono coinvolti. In effetti questi fenomeni influiscono sull’ambiente aeronautico e io non cito che le manovre di avvistamento, il rischio di collisione e la perdita di attenzione. La Difesa aerea e la Direzione generale dell’Aviazione civile prendono questi avvenimenti molto seriamente ed è per questo che essi collaborano con Sepra del Cnes. Esiste – aggiunge il Generale Letty – una procedura di trasmissione e di indagine dei racconti resi sulle osservazioni ed è regolarmente applicata; allo stesso modo sono indagati i processi verbali stesi dalla Gendarmeria Nazionale (più di tremila) . È nel febbraio del 1974 – scrive in proposito il Generale Letty – che furono date le prime istruzioni che assegnavano alla Gendarmerie Nazionali il compito di raccogliere e di raggruppare le testimonianze spontanee sugli O.V.N.I.» e da quella data sono stati compilati oltre 3mila verbali. I vari fenomeni sono stati distinti in categorie e quella denominata Pan D rappresenta quelli non identificabili, nonostante l’abbondanza e la qualità dei dati. I Pan D rappresentano all’incirca il 4-5 per cento dei casi e sono inquadrati per le loro caratteristiche fisiche: velocità, accelerazione, silenziosità, forma, effetti sull’ambiente. Il primo caso di Pan D è datato 1951 e ha interessato l’equipaggio di un aereo militare Vampire. «In conclusione – sostiene il generale Letty – noi possiamo stabilire chiaramente che, dal 1942 al 1995, almeno 500 osservazioni ben documentate e osservate di Pan D aeronautici, dei quali il 20 per cento con avvistamento visuale e radar, sono stati riscontrati nel mondo. Essi ci danno la prova di una realtà fisica di fenomeni a evoluzione paradossale». Letty elenca in dettaglio le caratteristiche degli oggetti e conclude: «Le testimonianze dei piloti lasciano in effetti supporre che tutti gli oggetti sono “sia pilotati, sia telecomandati”. Tutti i piloti hanno detto nei loro rapporti che è “l’oggetto” che sembra muoversi verso di loro e non il contrario». «Da questo insieme di fatti – dice infine Letty – si trae una conclusione forte: certi Pan D parrebbero essere delle macchine volanti totalmente sconosciute, dalle “performances” eccezionali, guidate da intelligenze naturali o artificiali». Dichiarazioni davvero sconvolgenti ma che, stranamente, i nostri militari, i nostri politici e anche gli ufologi hanno “snobbato”. Eppure il “Rapporto Cometa” non viene dall’America, ma dai nostri cugini d’oltralpe ma, nonostante ciò nessuna interrogazione parlamentare sulla questione, nessun “allineamento militare” ufficiale, nessuna traduzione integrale in lingua italiana, nessun dossier monografico sulle riviste di settore ufologico. Perché questa “censura” nostrana? Come mai questa letargia in campo ufologico, mentre negli altri paese occidentali e non solo, migliaia di documenti declassificati in tema O.V.N.I. sono stati resi pubblici, mentre in Italia la nostra Aeronautica ha catalogato solo 3 O.V.N.I. nel 2007? Una discrepanza sospetta e assurda. E come mai nessuno ha mai chiesto alla Marina, all’Esercito, ai Carabinieri questi documenti? Manca la legge della libertà di Informazione in Italia? Creiamola, magari appellandoci ai nostri politici. Per libertà di trasparenza e studio deve essere creata. Non possiamo essere indietro anche in questo campo. Ma torniamo al “Cometa”, quale è la sintesi del documento e come è strutturato?
Il soggetto O.V.N.I. è, da decenni, il Dossier più tabù che sia mai esistito. Nessun intellettuale, nessuno saggio, nessuno filosofo, nessun giornalista scientifico e nessuno scienziato di alto livello, eccetto le rare eccezioni, ha osato intaccarlo, per timore di essere screditati, mostrando quindi una mancanza totale di coraggio intellettuale. Nel 1977 , l’ I.H.E.D.N. ( Istituto degli Alti Studi della Difesa Nazionale) pubblicava un primo rapporto che portò alla creazione del GEPAN e sosteneva deliberatamente il contrario di tutte le idee dell’epoca, osando pretendere che questo argomento sembrava presentare degli aspetti interessanti, ivi compreso un piano di ricadute scientifiche e tecniche. Un quarto di secolo più tardi altri militari, assecondati dai collaboratori ed ingegneri di alto livello entrano a far parte del COMETA, fornendo ulteriori elementi.
L’ I.H.E.D.N. (Istituto Alti Studi della Difesa Nazionale ) è un luogo di riflessione geo-politica e geo-strategica in cui gli ascoltatori, partecipanti alle sessioni, sono nominati dal Primo Ministro ed i cui edifici si trovano in quelli dell’Accademia militare, a Parigi. Nella sua prefazione il Generale Norlain indica che ha confidato al Generale Letty la cura di preparare questo documento che è stato rimesso sul tavolo del Presidente e del suo Primo Ministro. Durante tutto il rapporto, “per comodità di linguaggio”, viene adoperato per tutto e tutti il termine O.V.N.I.. Il rapporto COMETA non opta per il termine P.A.N. (Fenomeno aerospaziale non identificato) ma l’ottica del rapporto è chiara: trattasi di “oggetti volanti” e non di” fenomeni.” Notiamo che in linea di massima nessuna delle persone di quelle citate, perché sembra che in effetti questo rapporto sia stato redatto attraverso la collaborazione di circa una ventina di persone, occuperebbe attualmente posti di responsabilità. Facendo seguito alla prefazione del Generale Norlain, il Generale Denis Letty, (Armée de l’Air in pensione) fu presentato come Presidente dell’associazione COMETA , è il maestro dell’opera ed il responsabile dunque di quanto scritto e descritto. Tra i membri dell’Associazione COMETA, si possono citare: Pierre Bescond, ingegnere dell’armamento; Denis Blancher , Commissario Principale della Polizia Nazionale al Ministero dell’interno; Bruno Le Moin , generale dell’aeronautica militare; François Lépine , della Fondazione degli Studi per la Difesa; Christian Marchal , direttore di ricerca all’ONERA (Ufficio Nazionale della Ricerca Aeronautica); Marc Merlo , Ammiraglio; Alain Orzag , dottore in scienze fisiche, ingegnere generale dell’armamento. Il documento poi presenta un’esposizione delle varie testimonianze.
1977 – Un pilota di un Mirage IV, René Giraud, descrisse un incontro ravvicinato. Racconto allucinante, di un apparecchio supersonico francese preso in caccia da un O.V.N.I. che viene a posizionarsi in coda, causando al pilota ed al navigatore, secondo la testimonianza “la fifa più grande della loro vita”. L’evoluzione dell’O.V.N.I. è descritta categoricamente come supersonica. Tuttavia nessuno bang sarà sentito per i testimoni localizzati al suolo.
1976 – Un pilota di caccia, il Col. Claude Bosc, manifesta anch’egli un incontro ravvicinato e con le stesse modalità.
1994 – Più recente è la testimonianza impressionante di un Comandante di Bordo dell’AIR FRANCE, Jean-Charles Duboc e del suo equipaggio. Testimonianze visuali confermate più lontano da una traccia dei radar militari al suolo.
Il Rapporto COMETA presenta anche dei classici stranieri
1956 – Lakenheath (GB). Osservazioni visuali e di tracce radar. Il telex mandato dalla base di Lakenheath dice in sostanza”: il fatto che le accelerazioni veloci e degli arresti bruschi siano stati seguiti dai radar e visti anche da terra, da al rapporto una credibilità certa. Non si creda che queste osservazioni possano avere una qualsiasi origine meteorologica o astronomica.”
1957 – Messico – Caso del volo RB-47 (USA) Si tratta questa volta di un inseguimento, durato più di un’ora, di un quadrireattore B-47, specialmente attrezzato per la localizzazione del segnali radar emanati dai sottomarini sovietici nel golfo del Messico, da un O.V.N.I. che svettava intorno all’apparecchio. Questo è stato confermato anche dai radar al suolo. L’apparecchio americano fornisce dei dati interessanti concernenti lo sfavillio elettromagnetico emesso dall’O.V.N.I. : 3 gigahertz, pulsate a 500 hertz, una frequenza ottimale per ionizzare l’aria, a questa altitudine.
1976 – Teheran – Un misterioso oggetto si trova allora preso in caccia da dei jet militari Phantom 4, inviati dal Generale Youssefi. Una della piloti tenta di tirare verso lui un missile” Sidewinder”, ma nello stesso momento i suoi comandi di tiro si trovano bloccati (ma non i suoi comandi di volo) . Là ancora, ci sono delle conclusioni: testimoni molteplici, a forte credibilità, osservazioni confermate al radar, effetti elettromagnetici registrati da tre equipaggi distinti, effetti fisiologici, grado straordinario di manovrabilità. Questo dossier del 1976 presenta anche dei casi analoghi (Russia, Argentina).
1986 – Volo JAL 1628 (Boeing 747 della Japan Air Lines) il cui l’equipaggio ha potuto osservare per circa un’ora, prima due O.V.N.I. della taglia di un DC8, e quindi un gigantesco disco ” della taglia di due portaerei. “.
1990- tentativi di intercettazione di O.V.N.I. per gli F-16 delle Forze Aeree del Belgio
Il rapporto prosegue con le osservazioni precise fatte dal suolo :
1954 Tananarive – testimoni: membri del servizio tecnico dell’ Air France.
1979 Francia – Osservazione da parte di un pilota di un disco vicino al suolo ;
1989 Russia – caso con molteplici testimoni in una base militare Russa.
Si passa cosi agli” Incontri Ravvicinati “:
1965 – Valensole – un contadino è paralizzato da degli esseri umanoidi usciti da un arnese ovoidale che decolla lasciando nelle lavande delle tracce biologiche di lunga durata, così come una strana impronta impressa al suolo.
1967 – Cussac – inchiesta GEPAN/SEPRA: si tratta questa volta di un incontro ravvicinato tra giovani contadini e degli umanoidi alti 1,20 m. I testimoni videro questi “personaggi” rientrare nel loro O.V.N.I. sferico dall’alto, facendo entrare prima la testa.” Un magistrato effettuò una contro inchiesta, interrogò i testimoni e concluse con la credibilità del loro racconto.
1981 – Trans-en-Provence – Incredibile caso indagato dal GEPAN. Un contadino di origine italiana vede un disco di 3 metri di diametro posarsi, abbastanza brutalmente, sul suo campo. Poi riparte. Alcune analisi effettuate dal biologo Michel Bounias mettono in evidenza un importante trauma biologico, che ha convolto le erbe mediche, perfettamente in correlazione con la distanza dall’epicentro del fenomeno.
1982 – Nancy – il caso detto “dell’Amaranto.” Uno strano faccia a faccia, nel suo giardino, tra un biologo ed un O.V.N.I. di 2 metri di diametro, che levitava senza rumore a due metri di lui. Vegetazione alterata.
Un capitolo è dedicato ai “mezzi complementari di ricerca.”
Alcune convenzioni sono rievocate, curante dello studio degli impatti di fulmini, delle meteore, delle perturbazioni di linee EDF. Un gruppo di sociologi studia anche l’impatto del Rapporto O.V.N.I. sulle popolazioni, il comportamento dei gruppi ufologici, l’attività di sette orientate verso gli O.V.N.I.. La Società FLEXIMAGE si vede confidata l’analisi dei reperti fotografici.
Analisi dei prelevamenti.
Il GEPAN/SEPRA si appoggia su differenti laboratori civili e militari di cui quelli dell’ E.T.C.A. (Stabilimento Tecnico Centrale dell’Armamento), per analizzare i prelevamenti di suolo e di vegetazione raccolto durante le inchieste.
Sfruttamento delle fotografie
Dei trattamenti sulle immagini sono stati condotti tra il 1981 e il 1988 in seno all’ETCA ed essi hanno permesso di definire le tecniche e le procedure, riprese nella Nota 18 del GEPAN, per lo studio delle fotografie presunte di O.V.N.I.. Dei filtri della diffrazione sono stati installati nelle gendarmerie, per permettere la raccolta di notizie sullo spettro luminoso emesso. Infine, il costume dei mezzi di investigazione del GEPAN/SEPRA rievoca il sistema di sorveglianza del cielo, mettendo in opera dei radar particolarmente potenti ed adattati a questo tipo di” bersagli”, che i radar civili classici non potrebbero prendere in carico. Il GEPAN/SEPRA (oggi GEIPAN) esiste dal 1977 e ciò che rappresenta 31 anni di attività. La lettura del rapporto COMETA sembra indicare che le attività di questo servizio del CNES si siano limitate esclusivamente alla colletta di informazioni ed alle inchieste sul campo, condotte in collaborazione con la gendarmeria ed i militari. La realtà è un po’ differente, ma questo aspetto sarà evidente nella seconda parte del Rapporto. In questo, l’apporto di questa squadra CNES sembra limitarsi ad una semplice tipologia che era stata presentata in conferenza per il secondo responsabile del GEPAN, l’allievo del Politecnico Alain Esterle, successore del primo responsabile, Claude Poher, tutti e due ingegneri al CNES. Una breve osservazione. All’epoca della sua presa di funzione, l’Ing. Claude Poher del CNES, primo capo del GEPAN, aveva fatto studiare per le società Jobin e Yvon degli adattatori destinati ad essere installati sugli apparecchi fotografici che fanno parte della dotazione di ogni squadra della gendarmeria. Questi adattatori sono accessori poco ingombranti che sono facilmente installati sull’obiettivo dell’apparecchio, comportando ciò che si chiama una rete , che trasforma l’immagine di un O.V.N.I. in spettro , cioè una rete che funziona come un prisma che scompone la luce in fasci . L’analisi di questo documento fornirebbe allora numerosi dati concernenti la natura del mezzo emittente, la sua temperatura, la velocità di avvicinamento o di allontanamento dell’oggetto (per effetto Doppler) ed anche l’intensità del campo magnetico che produce. Da 31 anni, tutte le squadre di Gendarmerie (l’equivalente dei Carabinieri) sono attrezzate di questi tipi di adattatori, e numerosi Gendarmi sono stati testimoni diretti del fenomeno.
UFO: ipotesi, prove di modellazione.
L’aspetto più sconcertante di questi O.V.N.I. è, tra altro, l’apparenza di un spostamento supersonico, con assenza di Bang , di onda d’urto. Nel rapporto COMETA , si legge: “La propulsione MHD (Magneto IdroDinamica) potrebbe essere causa di questo silenzio: delle prime esperienze di attenuazione del rumore, attraverso la soppressione della scia e dell’onda d’urto, sebbene in condizioni molto particolari, sono molto incoraggianti.” Questo capitolo prosegue con l’evocazione di altre modi di propulsione, ricordando che la propulsione MHD non è operativa nel vuoto spaziale, interplanetario o intersiderale, il mezzo si appoggia necessariamente sul modo ambientale (aria o acqua). Il rendimento del propellente è legato direttamente alla velocità di eiezione; nei sistemi a propulsione convenzionale (razzi), questa velocità è limitata, dalla temperatura che regna nella camera di combustione, a 2000-2500 metri al secondo. Il rapporto menziona anche gli sforzi concernenti la propulsione MHD perseguiti nei differenti laboratori stranieri ( Es.: Rensselaer Polytechnic Institute di Troy, vicino New York ). Altri sistemi di propulsione sono evocati. Si tratta di propulsori addizionali, destinati ad equipaggiare le sonde spaziali. Se questi sono supposti poter sviluppare solamente delle spinte relativamente deboli, hanno l’enorme vantaggio, con un rendimento di un propellente molto importante, di una velocità di eiezione dell’ordine di 100 Km/s e più, e di poter mantenere questa spinta per mesi, e dunque di fornire, grazie ad un’accelerazione debole ma sostenuta, dei guadagni di velocità che i sistemi convenzionali non saprebbero assicurare, accorciando in questo modo notevolmente le durate di viaggio di sonde in direzione di pianeti lontani, come ad esempio il pianeta Giove. Con un sistema convenzionale, trattandosi di posizionare una sonda abbastanza pesante, per esempio come Galileo intorno a Giove, un sistema di propulsione per razzo si rivela alquanto inoperante. Il guadagno di velocità deve essere ricercato dunque nell’ “effetto fionda”, un classico della tecnologia spaziale. Si manda allora la sonda” dietro” un pianeta che orbita intorno al Sole. Attirata dal pianeta, la sonda si trova quindi accelerata; nel caso della sonda Galileo, il guadagno di velocità fu ottenuto da due “effetti fionda” successivi, dovuti a due passaggi inizialmente vicino a Venere, poi dalla Terra stessa, che orbita intorno al Sole a 20 km/s. Se la sonda Galileo fosse stata equipaggiata di un propulsore addizionale ad alto rendimento, il suo tempo di posizionamento intorno a Giove sarebbe potuto essere ridotto notevolmente. 

Il rapporto menziona anche l’interesse considerevole dell’importo di energia sotto forma di antimateria, sintetizzata innanzitutto perfettamente su Terra, poi immagazzinata a bordo della sonda in bottiglie magnetiche ( tecnica perfettamente messa a punto: si parla di tecnica di sconfinamento). Questo tipo di propulsione rappresenterebbe un salto qualitativo considerevole e difatti, nei razzi, più del 90 % della massa é concentrata nel “propellente” (combustibile solido o sistema criogenico). Il propulsore che utilizza come energia primaria dell’antimateria vedrebbe questa massa” eso-energetica” diminuire drasticamente (così, per posizionare un satellite come Galileo intorno a Giove, l’energia da mettere in opera corrisponderebbe ad una massa di antimateria inferiore ad un decigrammo). Questa non è quindi l’antimateria stessa che si trova allora espulsa. Il suo annichilimento con una massa equivalente di materia, tanto debole, è convertito in energia elettrica che è utilizzata allora per accelerare la propulsione stessa , per esempio attraverso atomi di silicio. Una sonda potrebbe così captare il suo proprio propellente durante il suo viaggio, per esempio attraversando la cintura di asteroidi, e” rifare il pieno”, con dei semplici sassi. Nel rapporto COMETA viene precisato che la sonda Deep Space 1, che doveva sfiorare l’asteroide 1992 KD il 29 luglio 2006, sarebbe stata attrezzata di un propulsore a forte rendimento, senza che si sappiano grandi cose sulla sua sorgente di energia primaria. Questi sistemi di propulsione avanzata, anche se sono così seducenti, se mettono i più lontani pianeti del nostro sistema solare più alla nostra portata, riducendo i tempi di viaggio ad alcuni mesi, resterebbero inoperanti per crociere intersiderali, essendo le distanze interstellari 10.000 volte più importanti che le distanze che separano i pianeti dal nostro proprio sistema. Esistono delle ipotesi più avanzate (come quella di Jean-Pierre Petit) consideranti che, in un futuro più o meno lontano, delle “navi terrestri” possano servirsi di un “universo gemello del nostro”, utilizzato come una ” metropolitana-espresso” (dove la velocità della luce sarebbe molto più importante che nel nostro” versante spazio-tempo”) e dove dei mezzi si potrebbero incrociare dopo avere operato in un” trasferimento iperspaziale” Ma, in questo stato anche se interessanti, questi lavori restano speculativi nello stato attuale della ricerca “osservativa”. Il rapporto COMETA , in quanto fine a se stesso, si limita al modello che deriva dalle idee di O’Neill, riprese dagli astronomi Monnet e Ribes nel loro documento “La vita extraterrestre” (Larousse). Si tratta quindi di viaggi senza ritorno, effettuato con immense città spaziali (30 km di lunghezza per 6 Km di larghezza), protette da un ecosistema, e passanti da un sistema planetario ad un altro “in migliaia di generazioni” In tali insiemi, una lenta rotazione assicurerebbe senz’altro un peso artificiale. Tra i fenomeni associati agli O.V.N.I. , si trovano gli arresti dei motori di veicoli e, più generalmente, delle perturbazioni nei sistemi elettrici. A pag 37 del rapporto infatti si può leggere : “Si può pensare a dei raggi radioelettrici, come delle microonde, di cui sappiamo che possono provocare degli effetti di questo genere e che possono essere facilmente formate in fasci per agire a distanza. In queste condizioni, l’emissione di microonde tramite mezzi sconosciuti sarebbe di una tale natura da creare intorno al veicolo un campo elettrico abbastanza elevato affinché le tensioni di accensione, addizionandosi , provocano la ionizzazione intorno al circuito di alta tensione del motore (bobina, distributore, filo di candela) cortocircuitando così gli impulsi di accensione verso la massa del motore fermandolo. ”
In Francia sono allo studio dei generatori iper frequenziali di grande potenza che potrebbero essere utilizzati a questo scopo. Il rapporto COMETA precisa che i dispositivi ad accensione elettronica e, più generalmente, tutti i dispositivi elettronici, sarebbero a priori molto sensibili a questo tipo di fattore: le precisioni tecniche fornite lasciano a pensare che i tests potrebbero essere stati fatti con successo. In effetti, un fascio di microonde che mirano ad un ogiva pilotata in fase di rientro, o un missile di crociera, potrebbe così mettere fuori servizio il suo sistema di pilotaggio o dell’innesco della sua carica, addirittura farla esplodere, se si tratta di un esplosivo chimico, prima che colpisca il suo bersaglio. Il rapporto menziona che le creazioni a distanza di paralisi di essere umani attraverso fasci di microonde sono state studiate, e tra l’altro, al “Weapon Laboratory” dell’ Air Force di Kirkland. Qui si tocca il paradosso del rapporto COMETA – “Gli O.V.N.I. e la Difesa” dove si ha l’impressione molto netta che gli autori del rapporto dispongono di risultati di studi suscettibili di rendere prioritaria l’ipotesi veicolare, ma che non la possono divulgare, essendo questi studi troppo legati alla Difesa Nazionale. Il rapporto dice: “Se avessimo avuto una decina di OVNI D (fenomeni aerospaziali per la quale nessuna spiegazione” terrestre” è stata fornita) si potrebbe accontentarsi di classificare “senza seguito” questo dossier ambiguo, ma noi siamo più là, da molto, molto tempo.” Il ventaglio delle interpretazioni possibili è passato allora in rassegna. L’ipotesi dell’oggetto segreto e rivoluzionario si trova sorpassata , data l’anzianità delle testimonianze (da pensare a quelli che sono citati nel rapporto e che sono degli anni Cinquanta ). Si legge: ”l’aereo furtivo e la MHD conducono a dei progressi impressionanti.” Nel rapporto quindi viene dato un cenno alle “immagini olografiche” ed ai “fenomeni naturali sconosciuti”e poi viene evocata l’ipotesi di esseri extraterrestri. Il rapporto menziona l’esistenza della direttiva JANAP 146 (Joint Army, Navy, Air Force Publications) messa in atto dagli Stati Uniti dal 1953 che si applica tanto bene ai militari che a certi civili (comandanti di bordo dell’aviazione civile) , capitani di unità della marina mercantile e che intima a tutte queste persone di rendere conto, urgentemente, di ogni testimonianza legata al fenomeno O.V.N.I.; la divulgazione di tali notizie, essendo collegate a quella dei segreti militari , e quindi cadenti sotto l’influenza delle leggi che reprimono i casi di spionaggio. Pena: dieci anni di prigione e migliaia se non milioni di dollari di multa. Il seguito del rapporto rievoca gli sforzi intrapresi dalla moglie di un ex ambasciatore degli Stati Uniti in Francia, la Signora Galbraith, per “promuovere infine nel suo paese delle serie ricerche scientifiche su questo argomento”. La tesi del ” Generale Philip Corso” viene evidenziata e considerata molto seriamente. Dal 1953 al 1957 questi fu membro del National Security Council, e dunque in contatto permanente col Presidente Eisenhower ed autore del libro “The Day after Roswell”, con una prefazione molto lusinghiera del Dr. Strom Thurmond, allora Presidente della Commissione delle Forze Armate del Senato americano. Il Generale Philip Corso afferma che nel 1961-62, in quanto responsabile delle “tecnologie straniere” al servizio Ricerche e Sviluppo, sarebbe stato incaricato di fare approfittare discretamente l’industria americana degli oggetti di tecnologia molto avanzata trovati nel relitto recuperato a Roswell (laser, circuiti integrati, intensificatori di luce, ecc.). Egli dichiarò inoltre che avrebbe visto altresì anche il cadavere di uno degli occupanti del relitto,” conservato in una bara di vetro”. Nel Cap.9 , il rapporto COMETA fa il punto della situazione in Inghilterra, dove si assisterebbe ad un capovolgimento simile a ciò che sembra stagliarsi in Francia. Il Ministero della Difesa britannico si sarebbe così dotato molto presto di una struttura idonea per lo studio del Dossier O.V.N.I. (il cui unico scopo era di determinare se questi rapporti presentassero un interesse per la Difesa). I responsabili di questo servizio dichiararono allora: “ Se fossimo in possesso dei dati sufficienti, oggi saremmo in condizione di spiegare probabilmente tutti i casi “.Ma Nick Pope, responsabile dal 1991 al 1994, prende tutti in contropiede privilegiando fortemente l’ipotesi extraterrestre, come d’altronde il Rapporto COMETA. Il Rapporto COMETA non dà la parola al Dr. Jean-Jacques Vélasco, il responsabile d’allora del S.E.P.R.A. (Servizio di Esperti sui Fenomeni di Rientro Atmosferico) che al C.N.E.S. era preposto a studiare gli avvenimenti O.V.N.I.. Questa volta è lo stesso personaggio che cambia progressivamente la sua posizione iniziale. Esiste infatti, negli archivi di TF1 (RAI Francese), una sua intervista, condotta dai fratelli Bogdanoff, durante la quale dichiarava “che solo un’infima percentuale di casi restavano inspiegati” e pronosticava “che il progresso futuro delle conoscenze in materia di meteorologia avrebbe finito per permettere di ridurre i rari casi inspiegabili a dei fenomeni naturali”. In almeno due articoli nella rivista VSD Luglio 1998 in “lettera aperta agli scettici” e nella rivista “Scienze e Frontiere” di Marzo 1998, egli riconosce “ora” l’ipotesi extraterrestre e che numerosi casi non possono essere spiegati diversamente.” Il rapporto COMETA fa eco alle dichiarazioni di Ralph Noyés, predecessore di Nick Pope alla Direzione del Servizio O.V.N.I. britannico, diventato Sottosegretario di Stato alla Difesa, il quale giudica necessario l’esistenza di un servizio, in seno alla Difesa inglese, incaricato degli studi segreti concernente il fenomeno O.V.N.I. In Francia, il SEPRA è supposto concentrare tutta questa ricerca: esisterebbe in seno alla Difesa francese un organismo incaricato anch’esso di studi segreti. Alla fine del capitolo nove si trova una breve rievocazione dello stato delle ricerche sull’argomento nei paesi dell’est; ma lo stato di scioglimento dell’ex-impero sovietico dà quindi l’impressione di una certa confusione. La terza parte del rapporto COMETA è intitolata “Gli O.V.N.I. e la Difesa” e questa è imperniata deliberatamente sull’ipotesi di incursioni di extraterrestri. Alcune domande sono da porsi:

Quali sarebbero le intenzioni di questi visitatori? Vogliono invadere la Terra? Preservarla da un’auto-distruzione nucleare? Conoscere e conservare il patrimonio che le nostre civiltà hanno creato durante i secoli?
Gli Stati della Terra si trovano classificati nelle seguenti differenti categorie:

A. Stati incoscienti dei fenomeni extraterrestri o che si stimano non concernenti.
B. Stati coscienti dei fenomeni extraterrestri ma privi di mezzi di investigazione.
C. Stati coscienti dei fenomeni extraterrestri e provvisti di mezzi di investigazione.
D. Stati entrati in contatto con una o parecchie civiltà extraterrestri e che hanno stabilito delle relazioni e/o iniziato una collaborazione politica, scientifica e tecnica.
Nella Categoria “D” potrebbero trovarsi gli Stati Uniti, sospettati, fin dall’ondata del fenomeno O.V.N.I. sul loro territorio alla fine degli anni Quaranta, di avere praticato con costanza un’efficace politica di disinformazione. Gli autori del Rapporto COMETA , considerando questa eventualità, si chiedevano perché un segreto di una tale importanza sarebbe stato preservato fino ai nostri giorni e la sua risposta è:
“Gli Stati Uniti vogliono conservare ad ogni prezzo una superiorità tecnologica militare sui paesi concorrenti e, forse, un contatto privilegiato”.
Questi infatti sospettano gli americani di detenere dei segreti tecnologici, generati dallo studio di relitti di O.V.N.I., o provenienti da “informazioni” direttamente comunicate dagli extraterrestri, che non desidererebbero dividere coi i loro partner della NATO. Sul piano nazionale, il rapporto COMETA raccomanda il rafforzamento della struttura che esiste attualmente in seno al CNES. Nel Cap. 13 vengono analizzate le implicazioni di un eventuale contatto con gli extraterrestri, sotto tutti gli aspetti possibili: storici, culturali, tecnico-scientifici, religiosi, politici. Si immagina allora quale strategia sarebbe adottata dai terrestri se la loro tecnologia permetterà, in un futuro prossimo o lontano, di entrare in contatto con altri etnie, secondo lo stato di sviluppo di queste ultime. Si trovano così giustificati il non-contatto, per evitare uno shock culturale dannoso, la disinformazione, mischiata all’ostentazione (sorvolo per macchine volanti) “per abituare progressivamente queste etnie alla presenza di visitatori.” Alla pagina 70 del Rapporto si può leggere: “La pace è un fattore di ricchezza e di stabilità del potere.” Il Rapporto COMETA si conclude con le “conclusioni e raccomandazioni.” Si rievoca delle ricerche, condotte sia al CNES che in altri paesi, in particolare negli Stati Uniti che dimostrano certamente la realtà fisica di oggetti volanti totalmente sconosciuti, dalle prestazioni di volo ed dalla notevole silenziosità, mossi apparentemente da intelligenze.
– oggetti segreti di origine terrestre (prototipi, aerei furtivi…) si possono spiegare solamente con una minorità dei casi.
– Una sola ipotesi rende sufficientemente conto dei fatti e non fa richiamo, per l’essenziale, che alla scienza di oggi: è quella di visitatori extraterrestri.
– L’ipotesi extraterrestre è da molto tempo la migliore ipotesi scientifica.
Il rapporto raccomanda dunque di dare una formazione a tutti i corpi dello stato ed a tutte le strutture concernenti, tanto civili che militari, suscettibili di essere interessati dal problema. Raccomanda anche un rafforzamento del SEPRA, così come lo creazione di un collegamento tra questo organismo ed i più alti livelli dello Stato. Il rapporto pubblicato da VSD è completato da un certo numero di allegati così come anche sono rievocate le procedure di localizzazione radar. L’astronomo Jean-Claude Ribes prende tutti in contropiede invertendo la posizione tenuta da decenni per la comunità degli astronomi e conclude, con prove alla mano: “la percentuale delle osservazioni effettuate dagli astronomi è la stessa che per la popolazione globale”.
Il caso Roswell è preso sul serio e citato come un esempio di un’azione di disinformazione condotta dagli Stati Uniti. Ma nel Rapporto Cometa, un passaggio abbastanza sorprendente, che si può leggere qui sotto è:
Cap. 7.3.2 del Rapporto COMETA : “Le ricadute dello studio sugli O.V.N.I.”
“L’esercito americano ha concepito in effetti degli aeromobili che presentano le caratteristiche descritte da testimoni degni di fede. Le ricadute sono potenzialmente considerevoli : nei campi della propulsione, dei materiali e delle strutture, della furtività, degli armamenti.”
Il Rapporto COMETA si conclude per una concisa cronologia delle apparizioni di O.V.N.I. sulla Terra . La resistenza e l’ostilità degli scienziati si trovano espresse, come quella dei politici, a delle rare eccezioni.
Una domanda chiave del rapporto è: “A quali situazioni dobbiamo essere preparati?” E le ipotesi esplicative sembrano assurde, ma reali.
A – Scoperta di una base extraterrestre sulla Terra
B – Una invasione (considerata improbabile)
C – Attacco massiccio o localizzato
D – Disinformazione o manipolazione deliberata atta a destabilizzare altri Stati
Il Rapporto Cometa dedica particolare attenzione alle “implicazioni aeronautiche”, con dettagliate raccomandazioni volte a vario personale, come ad esempio personale dell’aria, controllori di volo, metereologi e ingegneri. Si rendono necessarie inoltre raccomandazioni a livello scientifico e tecnico, destinate a sviluppare la ricerca con potenziali benefici per la difesa e l’industria. La relazione esamina ulteriormente le implicazioni politiche e religiose sugli O.V.N.I., utilizzando come modello la prospettiva della nostra esplorazione dello spazio.
Nelle sue raccomandazioni finali, Il COMETA sottolinea ancora una volta la necessità di:

Informare tutti i responsabili politici e le persone in posizione di responsabilità.
Rafforzare gli strumenti di indagine e di studio al SEPRA.
Valutare se il rilevamento O.V.N.I. sia stato preso in considerazione da agenzie impegnate nella sorveglianza dello spazio.
Creare un comitato strategico al più alto livello statale.
Intraprendere azioni diplomatiche con gli Stati Uniti per la cooperazione su questa questione molto importante.
Studiare le misure che possono essere necessarie in caso di emergenza.
E il Rapporto COMETA si conclude in questo modo “La realtà fisica degli O.V.N.I., sotto il controllo di esseri intelligenti, è “quasi certa”. Solo una ipotesi tiene conto dei dati disponibili: l’ipotesi di visitatori extraterrestri. Questa ipotesi è, naturalmente, non provata, ma ha conseguenze di vasta portata. Gli obiettivi di questi presunti visitatori rimangono sconosciuti, ma deve essere oggetto di speculazioni per gli scenari futuri.”

Tratto da

http://centroufologicotaranto.blogspot.com/2008/03/il-rapporto-francese-ovni-cometa-per.html

I PADRONI DEL MONDO (Film documentario)

I padroni del mondo” non è un classico film sugli UFO, ma un film che cerca di comprendere il motivo per cui tutte le informazioni mai raccolte fino ad oggi sugli UFO ci vengano tenute nascoste dai militari del Pentagono.
E’ forse trovando questa risposta che si può trovare anche quella sull’esistenza o meno di esseri provenienti da altri pianeti, e sulle loro eventuali intenzioni.
Il film presenta tutti i più classici casi della storia, da Roswell fino ai recenti avvistamenti di massa di Stephenville, che vengono analizzati nell’ottica di una ingerenza militare intesa a nascondere sistematicamente le informazioni relative a ciascun caso.
Si scopre così una modalità di comportamento precisa e costante, da parte dei militari, che suggerisce una altrettanto precisa agenda nascosta, tutt’altro che tranquillizzante.
Come gli esperti del settore sanno, è dal 1969 – con la pubblicazione del Progetto Blue-Book – che “ufficialmente” il problema degli UFO, per il governo americano, ha cessato di esistere. A questo punto però va precisato che la segretezza non viene mantenuta, genericamente, “dal governo” a discapito dei suoi cittadini, ma prima di tutto dai militari del Pentagono a discapito degli stessi governanti.
Quando un presidente come Jimmy Carter chiede al direttore della CIA – che in quel periodo era George H. Bush – di fargli avere tutti i dossier relativi agli UFO, e questi semplicemente si rifiuta di darglieli, senza offrire alcuna spiegazione, si comincia ad avere un’idea del tipo di problema che si possa celare dietro a questa segretezza.
La ricostruzione storica aiuta anche a comprendere meglio l’origine di certi atteggiamenti molto diffusi nella nosta società, come ad esempio quello della derisione, che scatta regolarmente di fronte a chi sostenga di “aver visto un disco volante”. Purtroppo – scopriamo – non siamo nemmeno padroni delle nostre emozioni, nè tantomeno del giudizio che esse ci portano ad esprimere, attraverso “scivoli mentali” preconfezionati per noi da oltre 50 anni.
Più un individuo si autocompiace nel deridere chi crede agli extraterrestri, più in realtà è vittima di uno schema predisposto per evitare che lui stesso si renda conto della realtà che lo circonda.
Veniamo usati, come al solito, come cani da guardia contro noi stessi, e mai come nel caso degli UFO si rivela appropriato il proverbio che dice “solo i piccoli segreti sono difficili da mantenere: per quelli grandi basterà sempre l’incredulità della gente”.
Le pratiche di manipolazione mentale messe in atto dai media nel secolo scorso si rivelano semplicemente poderose, e l’asfissiante applicazione di certi criteri, imposti dall’alto con rigore sistematico, pone delle domande più grandi quasi di quelle sugli UFO stessi.
Perchè questa segretezza assoluta, ossessiva e irrinunciabile? Perchè cercare di condizionare una intera umanità, attraverso i media, a pensarla in un certo modo sugli UFO?
Le diverse teorie emerse nel corso del tempo vanno dalla cosiddetta “ipotesi terrestre” – nella quale tutti i mezzi volanti mai avvistati sarebbero dei progetti militari segreti, di origine terrestre – alla più fantascientifica “alleanza con gli alieni”, che secondo alcuni il presidente Eisenhower avrebbe stretto con i leader di altre civiltà, per evitare un’invasione da parte loro.
In mezzo a tutto questo ci sta l’Unione Sovietica, con una storia “ufologico-militare” troppo simile a quella americana per non possedere un denominatore comune: stesso tipo di incidenti, stesse reazioni dei piloti, stessi comportamenti dei militari, al punto da portare le due nazioni avversarie a stringere un patto segreto “contro terzi”.
La storia degli UFO negli ultimi 60 anni costituisce un corpus di informazioni, di tipo storico-sociale, tanto denso da riassumere quanto difficile da analizzare, almeno a prima vista.
La verità è probabilmente un composto di realtà e di fiction, dove la seconda insegue la prima almeno quanto la prima determini la seconda. Se si condisce il tutto con interessi economici praticamente incommensurabili, si può comprendere come il meccanismo dei ricatti incrociati, degli spauracchi artificiali, delle bugie intenzionali, dei segreti impronunciabili, della disinformazione sistematica e del terrore vero e proprio, crei per il normale cittadino una cortina fumogena apparentemente impenetrabile.
Se però si analizzano con calma alcuni dati di fatto, certi e comprovati, è possibile costruire un ragionamento che porti ad escludere con relativa certezza alcune ipotesi a favore di altre.
Ma gli scenari che rimangono, in ogni caso, sono per il normale cittadino tutt’altro che tranquillizzanti.