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Anticipazione su chi sarà il nuovo Papa dopo il conclave 2013 in Vaticano

Anticipazioni e previsione su chi sarà il Nuovo Papa 2013 in attesa del Conclave a Roma. Certo è che per Pasqua si avrà un nuovo Pontefice in Vaticano. Ecco svelato il suo viso:

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Benedetto XVI ha dato l’ultimo saluto da Papa ai fedeli che lo aspettavano a Castel Gandolfo. Il Papa ha detto di non essere più Pontefice sommo della Chiesa cattolica, ma di essere semplicemente un pellegrino che inizia l’ultima tappa del suo pellegrinaggio sulla Terra. Dalle 20 di ieri sera, 28 febbraio, la sede del Papato è vacante e sono state già avviati tutti i preparativi per iniziare il Conclave, mentre la guida del Pontificato resta al momento affidata al cardinale Tarcisio Bertone. Fioccano le previsioni su chi sarà il prossimo Pontefice, in attesa del Conclave. Quello che è certo è che per Pasqua si avrà un nuovo Papa. La lista dei papabili è già stata stilata dai media nostrani e non: spuntano nomi già noti alle gerarchie ecclesiastiche, come Scola e Bertone, ma anche volti conosciuti più all’estero, come il ghanese Peter Turkson, aspirante al ruolo del Papa Nero invocato da profezie più o meno valide. Noi vi sveliamo il suo viso:

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Nuovo papa 2013

Non vi fate ingannare con la somiglianza di persone già viste o conosciute, questo è un volto NUOVO!

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Inverno 1929-1956-1985…2012?!

Molto ma molto intensa l’ondata di gelo che nei primi giorni di febbraio colpirà mezza Europa. Una configurazione barica che non lascerà scampo a molte Nazioni, paralizzate da temperature polari, neve e ghiaccio. Persino la nostra Penisola, se confermata questa traiettoria, risentirà degli effetti del canale artico e che pescherà masse d’aria gelide direttamente dalla lontana Mongolia. Sarà una situazione di altri tempi, un’ondata di gelo che si contraddistinguerà sia per l’intensità, sia per la durata, (oltre una settimana se non più) destinata ad alimentare le cronache. Ho dato un’occhiata alle mappe storiche ma un evento del genere, sempre se confermato, lo abbiamo visto in poche occasioni. Forse è paragonabile al 1956 se non addirittura al lontano 1929.

Cosa accadrà? Una lunga fascia anticiclonica al suolo protesa dal medio Atlantico sin verso la Siberia è il frutto di una situazione di blocco delle correnti occidentali che per il momento rimangono lontane dal nostro territorio. La spinta pacifica (PNA positivo) non fa altro che ondulare il getto polare con distensione del promontorio anticiclonico dalle Azzorre verso la Scandinavia. L’onda stazionaria diviene pure risonante per cui trasporta calore e momento verso le alte quote troposferiche. A livello di alta troposfera si nota una bilobazione del vortice polare segno che sia l’heat flux sia l’azione della convezione equatoriale (MJO in transito dalla fase 5 a 6) hanno iniziato la loro azione di disturbare pesantemente il vortice polare che tende a diminuire la tensione zonale; uno dei due lobi è pronto a riversarsi sull’Est Europa. Tutto questo avrà come conseguenza l’instaurarsi dell’antizonalità di cui vi parlavo la scorsa settimana e che ridisegnerà lo scenario a scala sinottica nell’immediato futuro. Il risultato del cambio pattern sarà il calo della AO e la genesi di un anticiclone polare con tutte le conseguenze del caso. Ricordo che il tipo di massa d’aria in arrivo sarà caratterizzata da uno spessore ridotto per cui la differenza di temperatura con il crescere della quota (gradiente termico) è modesta. Ciò significa che, a confronto, la massa d’aria è più fredda al suolo che in quota. Di per se le termiche ad 850 hPa sono mediamente attorno ai -15°C figuriamoci…

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