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Sito web per condomini tra le novità condominiali

Condominio, cambia tutto: vietato vietare animali e l’ok alle parabole sui balconi.

ARRIVA IL SITO WEB CONDOMINIALE

Nel Paese dei proprietari di casa (possiede un immobile circa il 75% dei cittadini ) può apparire un paradosso che ci siano voluti 70 anni per riformare le norme che disciplinano la vita dei condomini. Ma tant’è: meglio tardi che mai.
Scatta il 18 giugno il provvedimento organico che mette finalmente ordine in una materia che fino ad oggi è stata regolata da una ventina di articoli del codice civile rimasti pressoché invariati dal 1942. La riforma è molto importante perché riguarda i rapporti fra 30 milioni di italiani che convivono nei palazzi. E tocca vari punti tra i quali gli amministratori, le assemblee, i lavori condominiali, il riscaldamento, fino alle decisioni sugli inquilini morosi a sulla presenza di animali domestici.

SITO WEB

L’assemblea potrà decidere l’apertura di un sito internet condominiale, curato dall’amministratore. Non dovrà essere un sito-vetrina ma servirà alla pubblicazione online di tutta la documentazione assembleare (verbali, delibere) e dei dati contabili (estratto conto, situazione pagamenti). Ogni condomino potrà accedervi con una password. Per l’attivazione del sito è necessario il 50% + 1 dei votanti.

QUORUM

La vita negli edifici in cui vivono circa 30 milioni di italiani sta per cambiare. Nuove regole in arrivo per gli amministratori, le assemblee, la gestione economica e più in generale per ciò che ciascun condomino può o non può fare. L’intervento legislativo, in particolare, modifica profondamente la figura dell’amministratore di condominio. Il quale, oltre a non poter esercitare la propria attività in presenza di reati penali contro il patrimonio, sarà sottoposto ad obblighi molto più stringenti in fatto di trasparenza sulla gestione finanziaria.
Una delle novità più importanti è relativa al cambiamento del quorum per la validità dell’assemblea e delle sue delibere: per la costituzione delle assemblee, servirà sempre più del 50% dei condomini.

ANIMALI

Sarà vietato vietare con regolamento condominiale la presenza di animali domestici nelle abitazioni, mentre il singolo condomino potrà installare una parabola su iniziativa personale. Tutte le entrate e le uscite del condominio devono passare su un conto corrente bancario intestato al condominio, mentre per quanto riguarda le innovazioni che riguardano la sicurezza, la salubrità, la rimozione delle barriere architettoniche, il risparmio energetico, i parcheggi, le antenne e gli impianti telematici centralizzati sarà sufficiente il voto dell’assemblea col 50% + 1 degli intervenuti.

IL VERBALE

Le delibere nulle potranno essere impugnate senza limiti di tempo da chiunque ha un interesse da dimostrare. Le delibere annullabili (contrarie alla legge o al regolamento di condominio) potranno essere impugnate dai condomini dissenzienti o dagli astenuti, entro 30 giorni dalla data di deliberazione, e dagli assenti entro 30 giorni dalla data di comunicazione del verbale.

Nei confronti dei condomini in ritardo col pagamento delle spese condominiali, dopo 6 mesi dal rendiconto in cui risulta la morosità, l’amministratore ha l’obbligo di richiedere il decreto ingiuntivo, salvo dispensa assembleare. Gli impianti di energia da fonti rinnovabili potranno essere installati sulle parti comuni anche se destinati ad alimentare singole unità immobiliari.

IMPIANTI TV

E’ stata ampliata la definizione di parti comuni comprendendo anche le antenne e gli impianti telematici e i sottotetti con caratteristiche strutturali e funzionali comuni. Per cambiare la destinazione d’uso delle parti comuni serve il voto dell’80% dei partecipanti. Il singolo condomino potrà staccarsi dall’impianto centralizzato di riscaldamento se il suo appartamento non è sufficientemente riscaldato per problemi tecnici dell’impianto condominiale e se il distacco non comporta squilibri che compromettono la normale erogazione di calore agli altri appartamenti.

Se il distacco comporta una spesa aggiuntiva, chi si separa deve partecipare alle spese di manutenzione straordinaria dell’impianto. Le violazioni al regolamento condominiale verranno sanzionate con multe da 200 fino a 800 euro in caso di recidiva.

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Un interessante articolo sull’evoluzione del turismo ben scritto!

La costa romagnola ha conosciuto un primo sviluppo turistico tra le due guerre, quando l’artistocrazia italiana e le nuove classi dirigenti borghesi incominciarono ad affollare gli arenili di questa lunghissima lingua di spiaggia sabbiosa, che dalla laguna veneta scende fino alla costa marchigiana, dove la sabbia è sostituita dai ciottoli e poi dall’alta scogliera del Monte Bartolo, sopra Gabicce Mare.

Fu Benito Mussolini, romagnolo doc di Predappio, a lanciare Rimini e Riccione negli anni Trenta del 1900, quando si recava in vacanza in Romagna assieme alla crème del regime, ma anche a quella della monarchia sabauda. Federico Fellini, riminese doc come Hugo Pratt, nel suo divertente film Amarcord ricorda “La Gradisca”, avvenente signorina dell’epoca che concedeva le sue virtù al principe Umberto, accogliendolo nel talamo del Grand Hotel di Rimini, con quell’espressione un po’popolare e decisamente romagnola nell’accento che ha fatto sognare generazioni di baldi playboy italiani e stranieri, cui le romagnole hanno saputo regalare il sogno di una vacanza romantica ma anche godereccia. Gli aitanti bagnini dell’epoca in compenso, non sono stati secondi a nessuno nel corteggiare e conquistare le grazie delle tante bagnanti, che giungevano in Romagna con il sogno di un’avventura che non fosse solo romantica. Olandesi, tedesche e svedesi hanno conquistato l’immaginario collettivo come dee dell’amore anche se le italiane non sono mai state seconde a nessuna…

Continua su….

http://www.capodannorimini-2013.eu/storia-rimini-mussolini-monarchia-sabauda-fellini-hugo-pratt/

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MI PIACE = DIVENTA FAN espedienti psico-sociali di Facebook

Facebook ha recentemente modificato il tasto della fan page da “DIVENTA FAN” a “MI PIACE”.
In sostanza non cambia nulla a parte la maggiore facilità per l’utente nell’ esporsi su un brand, un prodotto o una tendenza dichiarando che egli stesso apprezza una cosa, piuttosto che diventarne fan. Tale decisione è stata presa principalmente per promuovere le inserzioni a pagamento. In tale modo si facilita l’iscrizione alle pagine dal momento che lo si potrà fare anche senza aprire le pagine  stesse ma solo cliccando sul mi piace posto a destra dello schermo. Minimo sforzo, massima resa…

Per quello che riguarde le anticipazioni sulla possibilità di inserire il “mi piace” su siti esterni possiamo affermare che attorno al pulsante “mi piace” collimano molti interessi. L’utente potrebbe cliccare su “mi piace” per segnalare un articolo di particolare gradimento, per dimostrare la propria appartenenza ad una community o per segnare una semplice partecipazione emotiva. Facebook Connect è alla base di tutto e permetterebbe una rapida moltiplicazione dei contenuti che gli sviluppatori sono pronti a portare sul social network. Ed ecco quindi la prima conseguenza: Facebook fa leva sulla propria enorme community di utenti per dimostrare l’appetibilità della piattaforma come punto ambito di distribuzione.

Per Facebook il vantaggio è evidente: il pulsante “mi piace” potrebbe diventare un traino per il network, aumentando ulteriormente la penetrazione del brand e la crescita della community. Non solo: i click sul “mi piace” trasformerebbero Facebook in una sorta di nuovo “Digg” mettendo a rischio tutti i servizi che già oggi vivono di segnalazioni. Le ricadute sul network potrebbero essere molte ed in futuro la piattaforma potrebbe potenzialmente aprire anche ai commenti (andando così a surclassare anche servizi come Disqus, IntenseDebate e simili). Ma è questa una facile opzione soltanto per il futuro: il presente è nei “mi piace” e nella moltitudine di click destinata a portare la condivisione ad essere un affare a due tra i siti web affiliati ed il social network più esteso al mondo (facilitandone peraltro l’uso in mobilità, ove ogni digitazione è un “tap” e dove ogni processo diretto è una gradita scorciatoia).

Il motivo per cui gli sviluppatori potrebbero essere interessati è chiaro: l’adozione del “mi piace” offerto da Facebook permette di raccogliere visibilità moltiplicata, trainando così nuova utenza sulle proprie pagine e sviluppando dinamiche virtuose in simbiosi con il social network. La simbiosi offre però un forte vantaggio anche e soprattutto al social network. Mentre l’utente clicca, infatti, consegna al sito una propria dichiarazione di gradimento che può essere facilmente sfruttata a fini pubblicitari. La collezione dei “mi piace” diventa così una sorta di cronologia e di impronta emotiva, un qualcosa su cui Facebook può potenzialmente agire per proporre in seguito pubblicità mirata e di grande impatto.