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BlogFest Rimini 2013 – Offerta Hotel Margareth

Conferenze, concerti, eventi in nome di internet.

L’evento che riunisce, ogni anno, tutto ciò che in Italia gravita attorno alle community della rete, che abbiano origine dai blog, da Facebook, da Twitter, dalle chat e dai forum e da qualsiasi altra forma sociale di comunicazione. Tra gli appuntamenti: conferenze, dibattiti, installazioni, presentazioni, concerti, premiazioni, giochi. Un grande spazio di socializzazione all’aperto, ad ingresso gratuito, nel quale incontrarsi, conoscere i protagonisti della rete.

blog fest Rimini 2013Quest’anno la BlogFest si fa letteralmente in quattro, così come è quadruplicato il programma, diviso secondo i seguenti macro-temi: ECONOMIA e START-UP, COMMUNITY e POLITICA, EDUCATION, MEDIA (internet, tv, radio) e FOOD. Ogni anno hanno luovo varie grandi conferenze al quale partecipano – e hanno partecipato – i più noti personaggi della blogosfera e del giornalismo.

Nel corso delle tre giornate, nelle piazze e nei luoghi più affascinanti di Rimini, si susseguono una serie di BarCamp a tema: ogni camp è autogestito e ha il suo wiki di riferimento attraversi il quale potersi iscrivere, proporre il proprio speech da 15 minuti e conoscere tutto quello che accadrà durante ogni singolo BarCamp.

Le serata evento del sabato sera è dedicata, ogni anno, alla cerimonia di premiazione dei Macchianera Italian Awards (#MIA13): i trofei che premiano i migliori e siti della Rete italiana. In più, quest’anno, si aggiungono altre tre premiazioni: i TeleRatti del sito Davide Maggio (il venerdì sera), i Tweet Awards (#TA13, al sabato, nel pomeriggio inoltrato), e i Macchianera Food Awards (#MFA13, nel pomeriggio della domenica, dedicati esclusivamente a tutto ciò che riguarda il cibo su Internet).
A seguire due DJ-Set – uno il venerdì e uno il sabato – sulla spiaggia sotto le stelle, con la musica suonata da Fabio De Luca e Ema Stokholma e Andrea Delogu.

E poi ancora: aperitivi, degustazioni, concerti, giochi e momenti di cazzeggio organizzato e non. Rimini, completamente wi-fizzata darà la possibilità a chiunque di connettersi o raccontare in tempo reale la manifestazione, condividendo foto e video dei momenti più significativi della BlogFest.

Le location sono varie: dal Teatro Novelli, al Grand Hotel, al Cocunuts passando per il Caffè delle Rose con un saltino al bagno 26!

BlogFest: una festa, una gita di classe della “rete”, un raduno, puro divertimento. Ingresso: gratuito

Offerta hotel Riccione 3 stelle sul mare

In occasione del BlogFest 2013 a Rimini, l’hotel Margareth vi accoglie con delle offerte veramente speciali.

L’hotel Margareth offre un soggiorno con camere climatizzate con: box doccia, asciugacapelli, cassaforte, TV sat, SKY FREE SPORT e Pay per View , frigo bar, climatizzazione e riscaldamento autonomi, telefono, portineria servizio 24 ore su 24. Offriamo inoltre su richiesta il pernottamento con Happy Hour, il parcheggio per le auto, le moto, l’uso gratuito delle Citybikes, l’Internet Point, il Wi-fi gratuito, e il servizio massaggi. Inoltre… all’hotel Margareth NON si paga la tassa di soggiorno!!!

Per avere informazioni dettagliate inviate una mail a hmargareth@hotelmargareth.com oppure telefonate allo 0541-645300 o al 348-3848977!

> Contattaci per conoscere l’offerta riservata in occasione del BlogFest!

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Facebook è morto.

 

Anticipazione… di un social che ha già fatto il suo corso. Facebook é morto, finito, caput.facebook morto

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I lati oscuri di Facebook tra pericoli dissociativi e dipendenza psicologica

Facebook un pericolo dissociativo

Facebook deve far discutere riguardo la nostra Privacy, di quella dei nostri amici e di coloro che già non riescono più a gestirla. Abbiamo l’obbligo morale di fare qualcosa, al pari di aiutare chi ha le più svariate dipendenza come alcol, gioco, droga.

La maggior parte di utenti già fa fatica a distinguere la differenza tra amicizia reale e amicizia virtuale; la magica differenza tra quella raggiungibile con un click in rete e di quella fatta di cose, persone, sentimenti veri. Sorrisi, contatto e aiuto reciproco fisico e reale, altro che un semplice “mi piace”, o una condivisione che nessuno considererà per più di 3 secondi! L’alienazione che alla lunga può provocare un’esperienza mediatica di questo tipo è aberrante. Si fa altro e ci si ritrova a gestire le notifiche… si finisce per non fare bene nulla, compreso la guida al volante!

Potere di Facebook

La forza di Facebook è stata la sua capacità di conquistare giorno dopo giorno un pochino della nostra vita e della nostra privacy. La sua forza maggiore è stata far mettere nome e cognome sul web di chi fino allora si registrava con un semplice nickname molto più simpatico e stimolante per la propria fantasia e quella altrui, dico io! Ha lavorato ai fianchi di centinaia di migliaia di utenti fino a raggiungere lo scopo di prevaricare sulle abitudini comuni come la riservatezza personale, il rispetto reciproco e la voglia di conoscersi, discutere, confrontarsi per davvero.

L’ingenuità dell’utente Facebook

Step 2: con la motivazione di cercare elementi di interesse comune tra gli utenti tramite  “gruppi” e “pagine” (veri e propri brand sul social) è riuscito a far inserire agli ignari utenti gusti, preferenze, abitudini… una sorta di categorizzazione di massa. Il tutto ovviamente a scopi commerciali e di advertising. Il motto recita: “È gratis e lo sarà sempre.” E vorrei vedere….

Il problema alla base è a solitudine, il bisogno di non sentirsi soli “risolvibile” attraverso dei connettori collettivi di amicizia comune, ma ciò che si crea in fretta con un click fa anche presto a passare.

L’inutilita di Facebook

Altri studi ci mostrano come la mente umana non possa concepire più di 500 amicizie alla volta, il cervello non elaborerebbe per loro le dovute considerazioni, l’attenzione necessaria di riflessione e un sano rapporto di scambio di informazioni.

Diciamocelo, quante volte avete letto le pagine dei link che avete condiviso? Quante volte quello che pubblicate è davvero quello che volete comunicare… Quante volte scrivete qualcosa per sentito dire senza conoscere fino in fondo quello che si urla ai 4 venti. Il social del qualunquismo.

Perdita di tempo

Sempre più spesso Facebook è visto come passatempo al posto di interessi veri e accrescitivi come hobby manuali, la lettura, lo sport, purtroppo la verità è che ci stiamo impoverendo tra cazzate di ogni tipo, spettegolezzi e futilità varie.

Una volta dicevano, di provare a spegnere la tv per vedere quanto tempo si recupera, provate con Facebook… Tempo perso ad aggiornare una connessione che va e viene, si passeggia e si guarda uno schermino tra le mani senza assaporare il paesaggio circostante, quello vero, si perde il sorriso di chi è intorno, si perde ciò che ci circonda con il desiderio continuo di qualcosa che non c’è.

Dipendenza da Facebook

Ancora più grave è la mania di condivisione o curiosità spasmodica che crea Facebook…  una vera e propria dipendenza psicologica particolarmente forte da abbattere.

Se non ci credete, fate un esperimento: provate a non accedere al social network per una settimana, se ci riuscite. Studi recenti indicano che questo lasso di tempo è raggiunto solo da chi utilizzava il social in maniera occasionale e non periodica. Coloro che lo usano regolarmente non ce la fanno. Punto.

Altri studi indicano che molti utenti controllano le notizie in bacheca anche durante le ore notture, rovinando il sonno e creando uno stato di ansia continua.

Altri utenti, invece, accedono ripetutamente in maniera compulsiva per verificare la presenza o meno di nuove notifiche sul proprio account. Le stesse notifiche che i tablet vogliono di continuo farci arrivare per rimanere continuamente connessi a questo flusso informatico sociale che prima o poi ci farà perdere di vista la realtà, ci svierà fino al punto di avere problematiche di socializzazione, disfunzioni di collaboratività lavorativa e carenza di interazione collettiva tra gruppi di persone reali.

Google, Apple, Skype ci spiano, ma almeno non buttatevi tra le braccia del nemico con già il pugnale infilzato! Per fortuna che esiste ancora il web, libero, anarchico, dove l’arte trova sempre la sua strada.

Meditate gente, meditate…

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Apple attaccata dagli hacker: “Sono gli stessi di Facebook”

Dopo Facebook, anche Apple è stata vittima di un attacco informatico. A comunicarlo è l’azienda, sottolineando che si tratterebbe degli stessi hacker che hanno colpito Facebook. Secondo Apple “non ci sono prove che dati” siano stati rubati. E’ la prima volta che Cupertino subisce un attacco informatico di proporzioni rilevanti. Secondo Apple, l’attacco ha colpito solo un piccolo numero dei Mac dei suoi dipendenti. Cupertino ha annunciato che distribuirà in serata un software per proteggere i clienti da attacchi hacker.

In una dichiarazione, Apple ha spiegato: “Hacker sconosciuti hanno infettato alcuni computer che avevano visitato i siti web di “sviluppatori di software”, che erano stati contagiati da un virus progettato proprio per attaccare i computer di Cupertino”. Macchine ritenute per lo più immuni da qualsiasi virus. Il ‘baco’ era celato “in una falla di una versione del programma Java” di Oracle, “impiegato in una applicazione web”. Il malware è stato impiegato anche per attaccare computer Mac di “altre società”, hanno aggiunto da Cupertino senza fornire ulteriori elementi. Una fonte interna, dietro condizione di anonimato, ha definito l’operazione “il primo autentico grande attacco ai Mac”. Secondo l’agenzia Bloomberg, che cita fonti non meglio precisate, l’attacco a Apple, Facebook e Twitter arriverebbe dall’Europa dell’est e sarebbe stato condotto da un gruppo di hacker intenzionati a rubare i segreti delle società.

Il ministero della difesa cinese, da parte sua, respinge le accuse di cyberspionaggio contenute in un rapporto della compagnia americana Mandiant, che si occupa di sicurezza on-line. La società ha pubblicato ieri un’analisi di 74 pagine, nella quale viene identificato un edificio di 12 piani a shanghai all’origine dei molti attacchi compiuti negli ultimi tempi da hacker che avevano come obiettivo istituzioni, siti di informazione e industrie statunitensi, alle quali sono stati rubati centinaia di terabyte di dati. La mandiant sostiene che il palazzo è il quartier generale della unità 61398 dell’esercito cinese, che si occuperebbe proprio di cyberspionaggio. Il portavoce del ministero della difesa cinese Geng Yansheng ha diffuso un comunicato nel quale si definiscono le accuse prive di “basi effettive”. Il funzionario del governo ha ribadito che anche se l’origine degli attacchi risale a degli indirizzi IP cinesi questo non vuol dire che siano stati generati nel paese. “I cyberattacchi sono per loro stessa natura transnazionali, anonimi e ingannevoli”, ha aggiunto. “E’ risaputo che l’utilizzo di indirizzi IP rubati per condurre degli attacchi da hacker è qualcosa che avviene praticamente ogni giorno”. Malgrado la smentita, il cordone di sicurezza attorno al palazzo indicato dalla Mandiant nel quartiere di Gaoqiao a Shanghai è stato rafforzato. Un fotografo dell’Afp è stato fermato per mezz’ora mentre stava girando un video fuori dall’edificio. Sei soldati in uniforme lo hanno prelevato e condotto al posto di guardia, dove è stato perquisito e gli è stata sequestrata la memoria della macchina fotografica prima di essere rilasciato. I militari gli hanno detto che non era consentito scattare foto al palazzo, in quanto si trattava di un’installazione militare.

di Vale Riccione

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Facebook lancia il motore di ricerca Graph Search

Zuckerberg lancia Graph Search “enorme banca dati social”.

Facebook ha lanciato ‘Graph Search’, il motore di ricerca che opera non su tutta la rete ma esclusivamente all’interno del social network fondato da Mark Zuckerberg, incrociando tra loro i dati dei diversi milioni di utenti. Si tratta della prima novita’ dalla disastrosa quotazione in borsa della societa’ lo scorso maggio. “Abbiamo considerato Facebook con una grande banca dati social e come in ogni banda dati dovrebbe essere possibile effettuare ricerche”, ha spiegato Mark Zuckerberg.

Con ‘Graph Search’ si potra’ ad esempio digitare nella stringa di ricerca, “a quandi piacciono Guerre Stellari e Harry Potter?”, e scoprire coloro che condividono la comune passione all’interno dell’universo Facebook. La novita’ e’ che la ricerca si estende a tutto il social network e non solo agli “amici” con cui si sa gia’ cosa si ha in comune.

L’enorme vantaggio della creatura di Zuckerberg e’ che parte da un database di oltre 1 miliardo di iscritti. Difficile prevedere, pero’, quanti se ne aggiungeranno o quale flusso di ricavi ‘Graph Search’ potra’ generare.

Nell’idea di Facebook, Graph Search è ancora in piena evoluzione e l’obiettivo già raggiunto è ripensare il motore di ricerca andando oltre Google, ponendo al centro le persone per cercare e trovare ciò che a loro piace e quello che succede intorno. La centralità della persona nella ricerca è fondamentale: il Graph aiuterà anche nella ricerca di lavoro, per trovare le persone giuste dentro le aziende per potersi presentare.

di Vale Riccione

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Concorso su Facebook

Tempo fa avevo parlato di quanto fosse difficile farsi autorizzare un contest da Facebook. A meno che non si volesse spendere 10.ooo$, la soluzione finale era quella di lanciare comunque il concorso, a patto che seguissero le Linee Guida.

UPDATE 02-12-10: Facebook ha finalmente cambiato la sua Policy e ora non richiede più l’autorizzazione scritta:

We no longer require prior written Facebook approval to administer a promotion on Facebook.
        We no longer require a minimum media spend threshold to support the promotion.

   As a result of these changes, you can now run a promotion on Facebook without seeking approval or permission from Facebook.

Rimane comunque il fatto che bisogna seguire comunque alla lettera le Linee Guida.

E allora diamoci un occhio e facciamo un po’ di chiarezza.
1. Che tipo di concorso posso fare?

La prima cosa a cui bisogna stare attenti è il mezzo con cui si fa il concorso. Facebook avverte:

  3.1.     Amministrerai la promozione esclusivamente mediante un’applicazione della Piattaforma Facebook, come indicato da noi.
    3.2.     Consentirai agli utenti di partecipare alla promozione solo nelle seguenti parti di Facebook:
    3.2.1.  Sulle pagine principali di un’applicazione della Piattaforma Facebook.
    3.2.2.  Nel riquadro di un’applicazione, in una scheda presente su una Pagina Facebook.

Quindi l’unico modo di svolgere un concorso su Facebook è quello di sviluppare un’Applicazione apposita che permetta agli utenti di partecipare.

E’ assolutamente vietato fare un concorso su una Pagina Facebook o un Gruppo, come fanno quei tantissimi “Miss Facebook 2010: uploda una tua foto nel Gruppo e fatti votare”, pena la cancellazione della Pagina stessa.

4.2.  Nel regolamento della promozione, o altrove, non indicherai che la partecipazione alla promozione dipende dall’esecuzione di un’azione su Facebook, come l’aggiornamento dello stato, la pubblicazione sul profilo o su una Pagina o il caricamento di foto.

Ribadito anche successivamente:

   È vietato:  Far dipendere la partecipazione alla promozione dalla fornitura di contenuti su Facebook da parte dell’utente, come la pubblicazione sul profilo o su una Pagina o il caricamento di foto.

Quindi non è possibile fare concorsi fotografici? Ma certo, basta che l’utente uploadi la foto tramite l’Applicazione della pagina:

È consentito:  Usare un’applicazione di terzi per far dipendere la partecipazione alla promozione dalla fornitura di contenuti da parte dell’utente.  Ad esempio, è consentito amministrare un concorso fotografico in cui gli utenti caricano foto mediante un’applicazione di terzi per partecipare al concorso.

2. Come posso comunicare con gli utenti?

Per comunicare con gli utenti e, ad esempio, notificare che hanno vinto il concorso, puoi contattarli via email:

È consentito:  Estrarre indirizzi di posta o e-mail mediante l’applicazione di terzi usata per la promozione al fine di contattare il vincitore tramite e-mail o posta.

Attenzione però:

È vietato:  Inviare notifiche ai vincitori mediante Facebook, ad esempio messaggi di Facebook, messaggi in chat o post su profili o Pagine.

3. Devo scrivere un regolamento?

Come richiesto anche dal Ministero dello Sviluppo Economico a cui dovrai registrarti affinchè il concorso sia in regola, dovrai stilare un regolamento. Questo dovrà soddisfare diversi requisiti:

3.4.    Non menzionerai “Facebook” nel regolamento della promozione, se non nelle modalità seguenti:  (i) “Puoi partecipare alla promozione mediante l’applicazione [nome applicazione] sulla Piattaforma Facebook.  Puoi anche trovare l’applicazione nella scheda [nome scheda] della Pagina [nome Pagina] su Facebook.”; (ii) per adempiere agli obblighi indicati alla sezione 3.7.

    3.7.    All’interno del regolamento ufficiale della tua promozione, includerai le seguenti disposizioni:
    3.7.1.  Dichiarazione che la promozione non è in nessun modo sponsorizzata, appoggiata o amministrata da Facebook né associata a Facebook.
    3.7.2.  Assenza di qualsiasi responsabilità, per Facebook, nei confronti dei partecipanti alla promozione.
    3.7.3.  Sarà necessario rivolgere qualsiasi domanda, commento o lamentela sulla promozione a te, non a Facebook.

Inoltre:

3.3.    Includerai la seguente dichiarazione in modo chiaro e visibile, accanto al campo per partecipare alla promozione:  “Questa promozione non è in nessun modo sponsorizzata, appoggiata o amministrata da Facebook né associata a Facebook.  Sei cosciente di fornire le tue informazioni a [destinatario delle informazioni] e non a Facebook.  Le informazioni che fornisci saranno usate solo per [descrivere il modo in cui si intende usare le informazioni degli utenti].”

Il mio consiglio è quello di rileggerti per bene le Linee guida per le promozioni, ma anche la Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità e i Principi e normative per gli sviluppatori.

Infine potresti chiedere ai tuoi legali di verificare che il regolamento del tuo concorso sia conforme a tali documenti:

You can launch your promotion by using your own legal team to comply to the Facebook policy guidelines.

Insomma, non è facile lanciare un contest su Facebook, ma cerca di fare tutto per bene, in modo da non avere brutte sorprese.