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Chevron,disastro ambientale in Brasile

Un disastro ambientale di cui non si è quasi parlato è diventato pubblico grazie alla Rete. Attivisti di Greenpeace hanno protestato davanti alla sede di Chevron Brasil per la fuoriuscita di petrolio da un suo pozzo al largo della costa dello Stato di Rio de Janeiro. La notizia ha fatto il giro della Rete grazie ad una Ong ambientale Usa che, analizzando immagini della Nasa, ha rilevato che la macchia è almeno dieci volte più grande di quanto ammesso dalla Chevron e minaccia balene e delfini che vivono in quelle acque.

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La terribile relazione-coincidenza del nucleare sui forti terremoti

Dagli anni ’50 Stati Uniti, Cina e Russia e India hanno iniziato ad effettuare test nucleari e forti terremoti, superiori al magnitudo 7.0 della scala Richter, sono succeduti alcuni giorni dopo questi test, sarà solo casualità?

Sappiamo benissimo che la crosta terrestre è in continuo movimento e le placche tettoniche che sfregano le une sulle altre provocano naturalmente vulcani e terremoti ma rimane il dubbio sul perché, tutti i terremoti avvenuti dopo esperimenti nucleari, siano sempre stati a un magnitudo pari o superiore allo 6.0 della scala Richter.

Nel 1974 il Dottor Matsushita, scienziato del National Center of Atmosferic Research, scoprì che dopo questi test nucleari la ionosfera e il campo magnetico terrestre venivano disturbati per un periodo da dieci giorni a due settimane portando addirittura ad oscillazioni dei poli terrestri.
Lo scienziato fu subito messo a tacere dal governo degli Stati Uniti e gli fu impedito di continuare le sue ricerche in merito nascondendo tutte le prove che egli aveva rilevato.

Ecco la tabella con le varie date dei test e i relativi terremoti:

tabella

Ad esempio, il 5 aprile 2009 la Corea del nord lancio il suo primo missile atomico di media gettata, il giorno successivo, il 6 aprile un forte terremoto di magnitudo pari a 5,9 della scala Richter colpì l’Aquila mietendo centinaia di morti.

IL TERREMOTO IN GIAPPONE- Adam Kadmon, l’uomo del Mistero, ci ha parlato già di queste “coincidenze” da molto tempo, ora che abbiamo davanti agli occhi questi dati e questa evidenza crediamo che non ci siano molti dubbi a riguardo. Secondo la sua teoria i potenti stanno cambiando il nostro clima, la nostra terra e stanno distruggendo tutto negando l’evidenza.

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BP Oil,disastro voluto?..Non meno delle scie chimiche.

Le prove che la Goldman Sachs ha venduto il 43.7 delle sue azioni dell’azienda BP tre settimane prima della catastrofe

Goldman Sachs aveva venduto il 43.7 delle sue azioni dell’azienda BP tre settimane prima della fuoriuscita del petrolio del Golfo del Messico, realizzando più di 266 milioni di dollari. La Goldman Sachs ha venduto precisamente 21 giorni prima della Giornata della Terra.

Tale notizia non è per niente una voce, ed è confermata da moneycentral.msn.com, sito assolutamente mainstream che riceve le sue informazioni dall’agenzia Reuters. C’è quindi poco spazio per pensare che i dati riportati al link precedente e immortalati nello screenshot di inizio articolo siano “bufale” create ad hoc per avvalorare la “teoria cospirazionista” secondo la quale il disastro ecologico nel Golfo del Messico dell’aprile 2010 sia stato creato ad arte dalle élite globali allo scopo di realizzare Nuovo Ordine Mondiale.

Infatti potete verificare che il sito moneycentral ha come fornitori di dati:

Ricordiamo ancora una volta che qualche giorno prima dell’11 settembre qualcuno si è disfatto di un ingente stock di azioni delle compagnie aeree – subito dopo andate in crisi., e che quindi parlare di coincidenze sembra oltremodo ridicolo: qualcuno sapeva cosa stava per succedere ed ha agito di conseguenza.

E non venitemi a dire che i dirigenti della Banca Goldman & Sachs sospettavano quanto poi è realmente accaduto mentre i dirigenti della BP, proprietaria della piattaforma petrolifera, sarebbero stati all’oscuro di tutto continuando a elemosinare i soldi per gli interventi di manutenzione e controllo a quelle rischiosissime perforazioni. Vi sembra davvero possibile che dei magnati dell’economia sapessero più di quanto sapevano gli stessi proprietari dell’impianto?

E se i dirigenti della BP sapevano quanto stava per succedere come mai non hanno fermato le trivellazioni e messo in atto dei tentativi per evitare che il disastro portasse dei gravissimi dani all’azienda stessa?

La BP adesso infatti è di fronte ad un fortissimo ribasso delle sue azioni, al rischio di un processo penale, alla probabile condanna ad un ingentissimo risarcimento danni, ad un fortissimo danno all’immagine (che cerca di risolvere in qualche modo pagando il servizio del motore di ricerca google affinchè dia risalto ai link della BP in tutte le ricerche fatte sul web riguardo alla recente catastrofe).

Possiamo quindi credere che i dirigenti della BP pur sapendo cosa stava per succedere non abbiano mosso un dito e abbiano lasciato che succedesse l’irreparabile? Che abbiano lesinato sui soldi necessari per la messa in sicurezza delle trivellazioni solo per una incredibile tircheria (come vorrebbero farci credere le spiegazioni ufficiali )? Qualche decina di migliaia di dollari spesi in più avrebbero permesso di evitare all’azienda perdite più elevate di alcuni ordini di grandezza; la decisione di bloccare la piattaforma e chiudere le trivellazioni avrebbe alla lunga reso molto di più che tirare avanti rischiando l’irreparabile, sia dal punto di vista ecologico che dal punto di vista degli ingenti danni economici alla BP stessa.

Se quindi la BP sapeva cosa stava per accadere (e doveva certamente essere a conoscenza di certe questioni molto meglio della Goldman Sachs) l’unica maniera per capire cosa sia successo è ammettere che i vertici dell’azienda BP abbiano collaborato ad un piano nefasto che prevedeva la creazione artificiale di un disastro ecologico senza precenti per il nostro pianeta, allo scopo probabilmente di depopolare il pianeta accelerando al contempo la creazione di un unico dispotico governo mondiale.

Del resto la compagnia BP si è fusa con Amoco Oil, ex Standard Oil, la compagnia petrolifera dell’impero di Rockefeller, membro centrale della Commissione Trilaterale e parte molto importante dei Bilderberg, sicuramente uno degli uomini più potenti del mondo, uno dei burattinai di più alto rango che lavora alla creazione del Nuovo Ordine Mondiale.

Cosa mai potrebbe importare al signor Rockefeller della perdita di qualche milione di dollari (o persino di qualche decina di milioni di dollari) quando egli possiede un patrimonio incalcolabile?

D’altronde se ben riflettiamo sul fenomeno delle scie chimiche (un’ora di volo degli aerei della morte costa circa 10.000 euro, e sono centinaia gli aerei che spruzzano agenti chimici e biologici in lungo ed in largo sopra ogni nazione di questo pianeta) comprendiamo che le élite criminali che ci governano non lavorano per i soldi, bensì per il consolidamento di un potere illimitato tramite la manipolazione mentale e l’indebolimento fisico, psichico e genetico della razza umana.

A proposito di scie chimiche va ricordato che la BP non è ovviamente estranea nemmeno a questo orribile piano. Nel suo lungo articolo sul disastro ecologico nel golfo del messico intitolato Fuoriuscita di petrolio nel golfo, una perforazione nel mondo Naomi Klein ricorda infatti come la famigerata British Petroleum (dopo avere eseguito ricerche sulla creazione di batteri geneticamente modificati per la produzione di metano) abbia recentemente considerato come interessante campo di studi per le sue future ricerche la geoingegneria, parola che fa coppia con scie chimiche, dal momento che le proposte di geoingegnerizzare il pianeta si sostanziano nello spruzzare particolato metallico nell’atmosfera per riflettere la luce solare, ovvero nel fare alla luce del sole ciò che in realtà va avanti di nascosto da anni (a tal proposito ricordiamo che di recente, a fine del 2009, tale orribili proposte di geoingegneria sono state presentate durante delle audizioni al parlamento statunitense ed inglese).

Ovviamente se l’avvelenamento quotidiano delle scie chimiche va avanti di nascosto non è certo per il nostro bene, non è per combattere il cosiddetto effetto serra causato dall’anidride carbonica. Del resto se è vero che la terra si riscalda è altrettanto vero che si sta riscaldando contemporaneamente anche Marte, mentre su Giove è spuntata una seconda macchia. E non mi dite per carità che la colpa è delle industrie marziane o della produzione di andride carbonica degli abitanti di Giove che causano profonde alterazioni climatiche sul proprio pianeta!

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Strong earthquake hits Mindanao

MANILA, Philippines (Xinhua) - An earthquake measuring 6.3 on the Richter scale hit the southern Philippines this afternoon, geological agencies reported.

The Hong Kong Observatory said the quake occurred 2:03 p.m. local time (0603 GMT). The epicenter was initially determined to be 5.4 degrees north latitude and 126.4 degrees east longitude, about 210 km south-southeast of Davao, Mindanao.

Meanwhile, the United States Geological Survey recorded the quake at 01:58 local time (05:58 GMT). The quake was located 160 kilometers east-southeast of General Santos, Mindanao or 1,185 kilometers south-southeast of Manila, at an depth of 75.8 kilometers.

No casualties or damage have been reported in the Southeast Asian country.

The Philippines lies on the so-called Pacific Ring of Fire, a string of islands on the Pacific Ocean rim that were formed by the eruptions of undersea volcanoes. It is regularly hit by earthquakes, and most of them are low in magnitude and cause little damage.

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Terremoto in Chile magnitudo 8.5

27/02/2010 – Un terremoto di magnitudo 8.5 è avvenuto alle ore 07:34:13 italiane di oggi 27 febbraio nel distretto sismico Near coast of central Chile. Il terremoto e’ accaduto a pochi km dalla costa ed il livello di intensita’ sofferto nelle zone antistanti ha raggiunto il IX grado della scala Mercalli Modificata. La magnitudo del terremoto e’ tale da causare uno tsunami significativo. La scossa ha avuto una durata tra i 10 e i 30 secondi. In Cile si registrano sovente scosse di Terremoto. Nel 1960 un terremoto di magnitudo 9.5 devastò il Cile. Secondo alcuni testimoni questa sarebbe la scossa più forte mai percepita. Pare che l’epicentro sia stato registrato a 55 km. di profondità lontano da Santiago.

Inizialmente la scossa era stata misurata a 8,5 gradi ma poi è stata leggermente ridimensionata. Il Cile ha il primato del terremoto più forte mai registrato, quello di magnitudo 9,5 del maggio 1960 che fece 1.655 morti.

La scossa è stata registrata con epicentro 91 chilometri a nordest della città di Concepcion. Il fortissimo sisma ha fatto tremare gli edifici e causato blackout in alcune zone della capitale, Santiago. Un allarme tsunami è stato lanciato dall’Istituto geologico Usa per le coste di Cile e Perù. L’allerta è stata estesa a scopo cautelativo anche all’Ecuador

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Haiti devastata dal terremoto, allarme tsunami Caraibi

Terremoto Haiti13/01/2010 Earthquake Haiti, PORT-AU-PRINCE – Devastata da quattro scosse tremende – la prima, più forte, di 7,0-7,3 gradi Richter – nel pomeriggio di ieri (poco prima della mezzanotte italiana), la capitale di Haiti Port-Au-Prince, due milioni di abitanti, si è trasformata in un attimo in una distesa di rovine, un’enorme nube grigia di polvere con migliaia di persone inghiottite sotto le macerie. Con il calare della notte, mentre i soccorritori hanno cominciato a reagire in ordine sparso, la città è diventata una macchia di oscurità totale, popolata di spettri accasciati sulle strade senza sapere dove andare. L’ipocentro delle quattro scosse è stato ad appena 10 chilometri di profondità. Ravvicinati gli epicentri, tutti in terraferma e nelle vicinanze della capitale: a 15 km a sud-ovest la prima, a 25 km. a ovest-sud-ovest la seconda e la terza, a 30 km. a sud ovest la quarta. “Tutto ha ballato, la gente urla, le case hanno cominciato a crollare.

Il caos è totale” ha detto un giornalista della Reuters sul posto. Con il passare delle ore le dimensioni del disastro, subito definito da fonti americane “un’enorme catastrofe”, assumono contorni sempre più tragici: i morti e dispersi nella sola Port-Au-Prince si conterebbero già a migliaia. Nulla si sa per ora del resto del paese: comunicazioni telefoniche interrotte, nessun straccio di notizia arriva dalle fonti ufficiali di un governo paralizzato e impotente. ” Parlare di centinaia di vittime – ha commentato amaro il dirigente di un’organizzazione di volontariato – assomiglia ad una pietosa sottovalutazione”. A seminare la morte gli edifici più alti e più, in teoria, moderni: crollati come cartapesta ospedali, il palazzo presidenziale, vari ministeri, hotel cosiddetti di lusso nel paese più povero delle Americhe, edifici per uomini d’affari, grandi magazzini. Anche il Quartier generale della missione militare e civile dell’Onu, che nel paese disloca ben 9.000 uomini – 7.000 militari e 2.000 poliziotti – è stato quasi raso al suolo. ” Siamo tremendamente preoccupati – ha detto un portavoce dell’Onu – Moltissimo il personale disperso, con cui non riusciamo a stabilire alcun contatto”. L’enormità della catastrofe ha fatto scattare la solidarietà internazionale. A cominciare dagli Stati Uniti, il paese più coinvolto, nel bene e nel male, nella tragedia di un paese da decenni in preda alla povertà, alla dittatura e a governi eletti dal voto popolare spesso corrotti e incapaci: il presidente Barack Obama e la segretaria di stato Hillary Clinton hanno promesso aiuti immediati.
Anche l’Italia si è mobilitata. E la Banca mondiale ha promesso l’invio di una missione di esperti per valutare i danni e stilare piani per la ricostruzione del paese.

FARNESINA, AL MOMENTO NON CI SONO ITALIANI COINVOLTI – “Al momento non risultano italiani coinvolti” nel devastante terremoto che ha colpito Haiti. Lo ha dichiarato ai microfoni di Radio uno Fabrizio Romano, capo dell’Unità di crisi della Farnesina, sottolineando però che “la mancanza di informazioni non vuol dire che non ce ne siano”. Il responsabile dell’Unità di crisi ha riferito si sta lavorando sia con le strutture italiani in loco, sia attraverso i contatti con le unità di crisi degli altri paesi europei “per arrivare ad un quadro realistico e aggiornato della situazione”.

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