Facebook ha un profilo già pronto anche per chi non vuole entrarci!

Il social network manterrebbe in memoria informazioni su persone non iscritte, pescando tra i dati (anche quelli cancellati) dei propri utenti. L’ultima delle accuse al colosso di Zuckerberg.

Forse non lo sai, ma potresti essere anche tu su Facebook. A tua insaputa. Parliamo ovviamente a chi non ha volontariamente scelto il social network per condividere amici e contenuti, ma i cui dati potrebbero essere comunque presenti nel database del colosso di Mark Zuckerberg. L’ultima accusa nei confronti di Facebook è infatti quella di creare profili ombra di persone che non hanno mai aperto un proprio account, di cui però la società di Palo Alto conoscerebbe nome, indirizzo mail, numeri di telefono professionali e forse anche altri dati più personali. Come è possibile? Il social network pescherebbe queste informazioni dagli utenti effettivamente iscritti, e ne manterrebbe memoria nei propri archivi. È quanto sostiene il reclamo inoltrato al  Data Protection Commissioner irlandese nel mese di agosto e riportato alla cronaca da Fox News.

Come riporta il Guardian, tutto è cominciato quando Max Schrems, uno studente austriaco, si è rivolto a Facebook chiedendo una copia dei dati che lo riguardavano. Lo stupore è nato quando, tra le 1200 pagine di biografia memorizzata (un cd con tutte le chat, messaggi, tag, poke, etc) Schrems ha trovato anche dati che credeva cancellati. Ne sarebbe nata una serie di accuse di violazione della privacy nei confronti della Facebook Ireland Limited, sede legale europea del colosso californiano.

Tra le denunce, anche quella sull’esistenza dei cosiddetti profili ombra: una serie di dati di persone mai iscritte al social network. Come riuscirebbe Facebook a far questo? Pescando da fonti diverse, come cita il reclamo: “attraverso la sincronizzazione dei telefoni cellulari, importando dati personali da e-mail provider, mandando inviti ad amici e salvando le ricerche quando gli utenti cercano altre persone su facebook.com”. Un sistema attraverso cui il social network creerebbe non solo dei profili ombra (con dati anche piuttosto personali, come appartenenze religiose, opinioni politiche e orientamenti sessuali) ma che userebbe anche per arricchire la lista di informazioni dei propri utenti iscritti.

Ma Facebook non ci sta a incassare le accuse in silenzio, e risponde all’attacco: “Quello che facciamo è permettere ai nostri utenti di mandare delle email agli amici, invitandoli a unirsi a Facebook. Teniamo gli indirizzi di posta elettronica  e i nomi dei destinatari di questi inviti, per consentire agli utenti di sapere quando questi si sono uniti al servizio” ha spiegato Andrew Noyes, portavoce di Facebook, a CNET News: “Ma questo è un procedimento comune a tutti i servizi che coinvolgono il concetto di invito – dalla condivisione di un documento alla pianificazione di eventi – e la dichiarazione che Facebook stia costruendo una sorta di profili ombra è semplicemente sbagliata.

Facebook al contrario offre più controlli di altri servizi permettendo alle persone di cancellare i loro indirizzi email dal social network e scegliendo di non ricevere inviti” .
Per capire come andrà a finire, e capire se Facebook abbia violato davvero la privacy di utenti iscritti e non, bisognerà aspettare la fine del mese, quando cioè il Data Protection Commissioner sentirà quello che avrà da dire al riguardo Facebook Ireland.