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Il clima può influenzare i terremoti?

E se i terremoti fossero legati ai cambiamenti climatici? Secondo un team di scienziati questo potrebbe essere plausibile. Secondi il gruppo, il cambiamento climatico nel lungo termine e’ responsabile del movimento delle placche tettoniche nella litosfera, la crosta esterna della Terra spessa 100 km, e quindi determina quali località siano più soggette a forti terremoti. Il gruppo (scienziati australiani, francesi e tedeschi) ha, infatti, individuato un legame fra i monsoni in India e la rotazione della placca tettonica indiana mostrando che con l’intensificarsi dei monsoni nell’area, che hanno aumentato la piovosità nel nordest dell’India di quattro metri ogni anno, la piastra si e’ mossa di quasi un centimetro l’anno.

E’ la prima volta che viene riconosciuto al cambiamento climatico il potenziale di influenzare il movimento delle placche tettoniche. Secondo prof. Giampiero Iaffaldano dell’Universita’ nazionale australiana, è noto che certi eventi geologici causati dal movimento delle placche hanno l’abilita’ di influenzare modelli climatici lungo un arco di un milione di anni. Ora sappiamo che e’ vero anche il contrario. Il cambiamento climatico di lungo termine, o i cambiamenti naturali nei modelli climatici nell’arco di milioni di anni, possono modificare il movimento delle placche in un meccanismo di retroazione.   I risultati dello studio aiuteranno a rivelare maggiori informazioni sulle cause dei terremoti. ’’In definitiva, miriamo a capire cio’ che causa il cambiamento nei movimenti delle placche e quali regioni siano attualmente piu’ soggette a forti terremoti. A questo fine, dovremmo anche considerare la storia del clima nell’ultimo milione di anni’’, osserva Iaffaldano.

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Decalogo-antinucleare

1. Il nucleare è molto pericoloso
La tragedia di Cernobyl ha dimostrato la pericolosità di questa fonte di energia. Quell’incidente ha causato e
causerà ancora nel futuro centinaia di migliaia di vittime e ancora oggi a 23 anni di distanza le ricerche
scientifiche mostrano ancora impatti sia sulla flora che sulla fauna. Cresce l’evidenza di leucemie infantili
nelle aree vicino alle centrali nucleari.
2. Il nucleare è la fonte di energia più sporca
Le centrali nucleari generano scorie radioattive. Le scorie a vita media rimangono radioattive da 200 a 300
anni, le scorie a vita lunga anche miliardi di anni e non esiste ancora un sistema per la gestione in sicurezza
delle scorie nel lungo periodo.
3. Il nucleare è la fonte di energia che genera meno occupazione
Gli obiettivi europei per le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica al 2020 valgono il triplo del piano nucleare
di Enel in termini energetici e creerebbero almeno 200 mila nuovi posti di lavoro “verdi” e dunque 10-15 volte
l’occupazione indotta dal nucleare.
4. Il nucleare è troppo costoso
Secondo il Dipartimento USA dell’energia un EPR costa, in euro, 7,5 miliardi, una cifra ben maggiore rispetto
a quanto propagandato da Enel e governo (4,5 miliardi). Se poi teniamo conto dello smaltimento delle scorie
e dello smantellamento e bonifica degli impianti nucleari, i costi per noi e le future generazioni saranno
ancora più elevati.
5. Il nucleare non è necessario
Entro il 2020 le fonti rinnovabili, insieme a misure di efficienza energetica, sono in grado di produrre quasi
150 miliardi di kilowattora, circa tre volte l’obiettivo di Enel sul nucleare, tagliando drasticamente le emissioni
di CO2.
6. Il nucleare è una falsa soluzione per il clima
Il nucleare è una scelta inutile ai fini climatici, visto che le centrali saranno pronte certamente dopo il 2020 e
invece bisogna ridurre oggi le emissioni di gas serra. Investire sul nucleare sottrae risorse alle fonti davvero
pulite, efficienza energetica e rinnovabili.
7. Il nucleare non genera indipendenza energetica
Se il nucleare dovesse tornare in Italia, continueremo a importare petrolio per i trasporti e diventeremo
dipendenti dall’estero per l’Uranio e per la tecnologia, visto che il nuovo reattore EPR è un brevetto francese.
E, comunque, la Francia leader del nucleare ha consumi procapite di petrolio superiori a quelli italiani.
8. Il nucleare è una risorsa limitata
L’Uranio è una risorsa molto limitata destinata a esaurirsi in poche decine di anni. Nel caso venissero costruiti
nuove centrali, l’esaurimento delle risorse di Uranio si accelererebbe.
9. Il nucleare non ha il sostegno dei cittadini
Gli italiani hanno detto NO al nucleare con un’importante scelta referendaria. Oggi i sondaggi di opinione
rivelano che la maggior parte dei cittadini non vuole una centrale nucleare nella propria Regione.
10. Il nucleare: più è lontano e minori sono i rischi
Alcuni sostengono che il rischio nucleare c’è già, essendo l’Italia circondata da reattori. È una affermazione
scorretta: anche se non è mai nullo, il rischio per le conseguenze di un incidente diminuisce maggiore è la
distanza dalla centrale. Le Alpi, come si è visto nel caso di Cernobyl, sono una parziale barriera naturale per
l’Italia.

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