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Caricature indecenti di un’italia blasfema che dal ridicolo è diventata grottesca

Abbiamo sorpassato il limite del ridicolo, abbiamo raggiunto la follia allo stato puro.

Miss santanchè, mister brunetta… Caricature indecenti di un’italia blasfema che dal ridicolo è diventata grottesca.

Tutti si lamentano sempre della lentezza della giustizia italiana, una volta che la stessa è veloce si grida al golpe!

Sicuramente è strana la velocità con cui la magistratura ha fissato la data di udienza al 30 luglio per Berlusconi (questo è palese e il pdl ha ragione), ma invece che rimanere sbigottiti dovrebbero essere soddisfatti che una volta ogni tanto la giustizia in italia fa in alcuni mesi quello che di solito fa in anni. Almeno non si manda in prescrizione quello che non si vorrebbe affrontare..

Ovviamente è la paura a di perdere il proprio leader che fa smuovere questi burattini a carica gridando allo scandalo. Invece che parlare di legge ad personam sarebbbe meglio pensare alle priorità invece che nascondersi dietro qualche centinaia di euro dell’imu. L’ultimo problema degli italiani.

Basterebbe buttare a mare personaggi scomodi, probabilmente corrotti e VECCHI come berlusconi per non parlare di persecuzione nei confronti del proprio movimento.

Il motivo.
La paura di non prendere i suoi voti è tanta dato che questi personaggi non hanno carisma per convincere masse sempliciotte di italiani ingenui e creduloni.

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L’agenzia Aba.Video di Roma ha assoldato persone pagate per manifestare pro Berlusconi

L’agenzia Aba.Video di Roma ha assoldato persone pagate per manifestare pro Berlusconi in Piazza del Popolo. Come tutti sanno, ieri è stata la giornata della manifestazione del PDL a Roma in sostegno a Silvio Berlusconi.

Ecco perchè tanti anziani, gente “improvvisata”, improbabile difronte alle telecamere…ecco chi vota Silvio. E come sono messi figuranti con cartelloni in piazza chissà se si sono comprati anche i loro voti! (IMU a parte).

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Dimissioni Berlusconi,è fatta!

Ce l’abbiamo fatta, è tutto vero….

una volta ancora l’accanimento terapeutico non ha dato i frutti sperati, sognati. Silvio Berlusconi si è dimesso.

Credo sia giusto volere fare ció per cui si è stati nominati ma allo stesso modo non si deve essere fuori luogo.
In 3 parole: attaccati alle poltrone!
Purtroppo non ci sono alternative e non ci sono speranze per un Italia flagellata da anni di malapolitica che come unica via di fuga non puó avere altro che il default politico prima ancora di quello economico. Una nuova società prima di essere costruita va smantellata e purtroppo non ho sentito altri nuovi nomi oltre Monti e Dini.

L’Italia va male e andrà sempre peggio per un male maggiore: gli italiani.

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11-11-11

Fissiamo il dito e non vediamo la luna. Monti è il dito, la luna è la Terza Repubblica. Il mondo che verrà non appartiene a Napolitano, a Letta o a Monti per ragioni di età e di pensiero. Le nuove generazioni ricostruiranno il Paese o lo distruggeranno in modo definitivo. L’attuale classe politica è un puro effetto ottico, come quando nella pupilla permane a lungo la luce di una lampada. Dobbiamo toglierci gli occhiali e guardare la realtà con nuovi occhi. Un’Italia senza più i vecchi punti di riferimento porterà incertezze, spaesamenti, paure, ma anche grandi opportunità di cambiamento. In questi anni abbiamo vissuto, come popolo, non al di sopra delle nostre possibilità, come si dice comunemente, ma al di sotto delle nostre possibilità. Siamo così abituati al degrado che lo diamo per scontato, ineluttabile. Se non crediamo in noi stessi perché dovrebbero crederci gli altri? Uno dei danni più gravi del ventennio breve berlusconiano è stata l’espulsione dei capaci e degli onesti dalle Istituzioni, dalle grandi imprese, dall’informazione, dalle banche, da qualunque settore che potesse disturbare i manovratori. E’ necessaria una disinfestazione a ogni livello dei collusi, degli incapaci, della mano morta dei partiti. Dalle municipalizzate al Parlamento. E’ l’ora del repulisti. C’è un sentimento cupo da “Si salvi chi può” con la corsa alla mattonella in cui nascondere i propri risparmi e l’incertezza sul futuro. Invece dovremmo benedire questa crisi. Senza non sarebbe cambiato nulla, invece ora può cambiare tutto. Dalle collanine e brillantini falsi che ci hanno accompagnato in questi anni non poteva nascere nulla, dal default può nascere un fiore.
Il fallimento dell’euro è una benedizione, distruggerà la partitocrazia. I leader sono una montagna di merda, i partiti sono morti. Gli italiani per capirlo hanno bisogno di uno shock che sta per arrivare. Stiamo entrando in un nuovo mondo che, se vogliamo, possiamo ricostruire dalle fondamenta, come altre volte è successo nella Storia. Siamo abituati. “Per arrivare all’alba non c’è altra via che la notte” e la notte sta finendo. Come sarà il nuovo giorno dipende solo da noi. Nessuno può chiamarsi fuori o dire “Tanto non cambia nulla in questo Paese”. Questa è la mentalità dei servi. Comincia tu! Ognuno vale uno, ma chi non partecipa vale zero. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

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Perchè dovremmo tornare alla LIRA

Forse non tutti sanno che quando l’Italia è entrata a far parte dell’Europa e di conseguenza dell’Eurosistema (grazie al sig.Prodi) ha dovuto accettare dei precisi regolamenti irrevocabili impartiti dalla BCE. Ora vi mostro una foto tratta dal documento La politica monetaria della BCE che trovate sul sito di Bankitalia facendo questo percorso:

-http://www.bancaditalia.it
-Banca centrale
-Operazioni di politica monetaria e di gestione della liquidità
-Obiettivi e strategie
-La politica monetaria della BCE

Penso che dopo aver letto questo passaggio tutto vi sembrerà più chiaro, chiunque salirà al Governo dopo Berlusconi dovrà sottostare comunque a questo articolo della politica monetaria. Se questo non vi bastasse vi porto un esempio più che lampante e recente: il referendum proposto in Grecia da Papandreou.

La notizia shock che apre il mese di novembre 2011 viene dalla Grecia: il premier socialistaPapandreou ha dichiarato di voler concedere un referendum popolare per chiedere ai greci se sono d’accordo o meno sul salvataggio del debito pubblico. L’uscita del leader socialista, che giunge dopo settimane di negoziazioni tra le istituzioni greche e il temibile trio BCE-UE-FMI, lascia tutti di stucco visto l’atteggiamento abbastanza prono di Papandreou tenuto finora riguardo ai dettami dei capocci europei e mondiali della finanza su come salvare la Grecia dai debiti.

Il pressing operato nelle ultime ore da Francia e Germania, con il sostegno della Ue, ha infine spinto il premier greco George Papandreou a ritirare l’idea del referendum confermativo sulle misure approvate in sede europea.

Perfetto, arriviamo alla nostra conclusione: come avete potuto constatare dai fatti e non dalle invenzioni, l’Eurosistema ha un potere enorme nei confronti degli Stati membri, una vera e propria dittatura, quindi dopo la manovra finanziaria di quest’anno che induce il nostro paese a raggiungere il pareggio in bilancio entro il 2014, i Governi che succederanno questo saranno obbligati a mantenere le promesse fatte alla BCE che vuole indietro i soldi che ci ha prestato e chi sarà a pagare lo sappiamo bene! Dunque siamo arrivati alla nostra conclusione, i politici TUTTI sono in mano alla BCE e fino a quando non ci riprenderemo la sovranità monetaria non potremo mai eliminare il debito pubblico.

Al punto a cui siamo arrivati i provvedimenti non possono essere che drastici e li vado ad elencare qui di seguito:

1- Uscire velocemente dall’Euro (conservando l’appartenenza alla CEE. Ho sempre creduto all’Europa come comunità economica, non ho mai creduto all’Europa politica).

2- Ripristinare la vecchia Lira

3- Pagare il debito pubblico in Lire anziché in Euro

4- Il cambio della Lira dovrà essere particolarmente favorevole (per esempio lire 4000 per ogni Euro)

5- In questo modo il debito pubblico verrebbe ridotto di circa il 50%

6- È ovvio che l’Italia, a questo punto, non potrebbe  presentarsi sui mercati internazionali per chiedere prestiti a tassi ragionevoli e dovrebbe riconquistare la fiducia dei mercati stessi attraverso riforme strutturali

7- Bisognerebbe studiare quei tagli che permettano il pareggio di bilancio avendo comunque presente il grande vantaggio di dover pagare circa il 50% del debito pubblico precedente. In un clima di questo genere credo che il governo avrebbe molte più probabilità di far accettare i tagli

8- A questo punto bisognerà far partire una serie di liberalizzazioni che permettano il verificarsi di una forte concorrenza (elettricità, gas , ordini professionali …)  e tutte quelle cose che da anni auspichiamo ma i cui effetti saranno di medio lungo periodo e purtroppo di tempo l’Italia non ne ha più.”

9- Approfittando della riduzione reale del debito pubblico introdurre una serie di sgravi fiscali e riduzioni delle aliquote stesse per ricreare nella popolazione l’ottimismo e la fiducia nel futuro per il rinato presupposto di una crescita continuativa e della creazione di nuovi posti di lavoro che allontanerebbero lo spettro di rivolte sociali altrimenti assai probabili seguendo l’attuale restrittiva politica economica”.

10- Ricreare gradualmente la fiducia dei mercati alla luce dei nuovi parametri economici (riduzione drastica del debito pubblico, crescita di PIL e  creazione di posti di lavoro).  Valorizzazione  delle ricchezze che il paese ha sempre avuto e che verrebbero fortemente rivalutate:  la laboriosità e la tradizione imprenditoriale italiana.

11- Ricreare, potendo rifinanziare adeguatamente la ricerca e l’Università, la fiducia nel futuro nella parte più giovane della popolazione per formare  una classe dirigente e politica molto più competente e preparata che non cada negli errori di quelle che l’hanno preceduta.

Ecco perché è arrivato il momento di riconsiderare la nostra adesione all’euro e al ripristino della nostra sovranità monetaria, anche attraverso la rinazionalizzazione della Banca d’Italia e attribuendo direttamente al Tesoro l’emissione della moneta così come è avvenuto in passato. È ora che decidiamo se vogliamo diventare schiavi di questa Europa dell’euro, autocratica, materialistica, consumistica e relativista, o se scegliamo di affrancarci finanziariamente, riscattare la nostra sovranità nazionale e rinascere come civiltà con un’anima che mette al centro la persona non la moneta, persegue il bene comune non il profitto costi quel che costi.

I politici devono essere astuti e ingannevoli, qualsiasi codice morale lascia un politico vulnerabile
Rotschild

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Berlusconismo-Giolittismo

Il Berlusconismo è stato un grande equivoco come il Giolittismo 100 anni fa. E se il paradosso dello statista piemontese consisteva nel presentarsi quale liberale proprio mentre statizzava ferrovie, welfare e assicurazioni (o quando invadeva la Libia),il centro-destra ci fatto credere di voler liberalizzare l’Italia proprio mentre inventava la Banca del Sud e moltiplicava controlli e tagliole ai danni dei produttori a partire dallo “spesometro”.

Ora che l’Italia è sull’orlo dell’abisso e che gli investitori internazionali mostrano di non credere nei bond italiani e più in generale nell’affidabilità del Paese, è chiaro che si deve esprimere un giudizio durissimo sugli attori politici di ogni colore che ci hanno condotto in questo disastro. Le responsabilità sono diffuse, ma questo significa che siano egualmente ripartite.

In più di un’occasione, anche nei mesi scorsi e nelle passate settimane, Silvio Berlusconi in prima persona è tornato a ripetere promesse e impegni che già aveva preso vent’anni fa. Ha perfino parlato della necessità di una riforma fiscale che abbassi le aliquote, sostanzialmente ripetendo parole già pronunciate più volte. C’è perfino qualcosa di patetico in tutto ciò, ma è chiaro come questo discenda dall’incapacità dell’intero mondo moderato di tradurre la retorica in azione, le parole in fatti.

In altre parole, l’utilità di paventare una collaborazione fra liberali e socialisti, fra movimento operaio e borghesia.

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Napolitano, il “nuovo” colonialista in vassallaggio

Mentre Bossi e Maroni hanno chiesto al governo di ritirarsi dalla missione in Libia il presidente Napolitano ha espresso il suo dissenso, dicendo che “l’Italia non poteva guardare con indifferenza o distacco gli avvenimenti in Libia, un paese a noi così vicino e col quale abbiamo nel tempo stabilito rapporti così intensi”. E che “non poteva rimanere inerte dinanzi all’ appello del Consiglio di sicurezza perchè si proteggesse una popolazione che chiede libertà, autonomia, giustizia”.
La prima affermazione del Presidente equivale a dire che l’ intervento è giustificato perchè l’ Italia ha trascorsi coloniali in Libia. Argomento singolare, visto che semmai questi trascorsi sono da considerarsi delle colpe, e non dei meriti. E che scuse di questo genere sono spesso invocate dalle potenze ex-coloniali, Francia e Inghilterra in testa, per giustificare i loro tentativi di proseguire il colonialismo con altri mezzi e sotto altre forme.

La seconda affermazione del Presidente è formalmente corretta, perchè un appello generico del Consiglio di Sicurezza c’è stato. Ma è sostanzialmente scorretta, perchè un pressing specifico sull’Italia è stato fatto da Obama su Berlusconi, e la missione in Libia è gestita dalla Nato. Dunque, l’affermazione equivale a dire che l’intervento è dovuto perchè così ordinato dalla nostra potenza di riferimento, con la quale siamo stati, siamo e rimaniamo in rapporti di vassallaggio.

Napolitano non è comunque nuovo a interventi politici a favore degli interventi bellici, nonostante l’articolo 11 della Costituzione reciti testualmente: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.

Non si capisce in che modo le invasioni dell’Afghanistan e dell’Iraq non rechino offesa alla libertà dei popoli di quelle nazioni, e addirittura assicurino la pace e la giustizia fra le Nazioni, quando non sono altro che guerre coloniali e imperialiste nella peggior tradizione ottocentesca. In ogni caso, l’ intervento in Afghanistan non è stato perpetrato sotto l’egida delle Nazioni Unite, ma della Nato: un’organizzazione di mutua difesa dei paesi atlantici, appunto, nessuno dei quali era stato minacciato dall’Alghanistan. E l’intervento in Iraq è stato perpetrato con un colpo di mano statunitense che ha aggirato le delibere del Consiglio di Sicurezza, le quali erano comunque state prese sulla base di “prove” false e taroccate.

Un centinaio di milioni di persone del mondo intero si erano opposte alla guerra in Iraq, nella più grandiosa manifestazione a favore della pace che sia mai stata fatta. Che Obama e Napolitano continuino a difendere questo e altri interventi, dimostra che le diversità di facciata nascondono spesso identità di sostanza. Non si dovrebbe diventare presidenti, negli Stati Uniti o in Italia, se non si è disposti a privilegiare le ragioni di stato rispetto a quelle dei cittadini.

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Politici Italiani su Facebook

ND.R. Considerazioni sulla celebrazione dell’unità di Italia…Si, con il CAZZO! http://wp.me/pIiGL-ck

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Valdo Spini
indipendente
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Oscar Luigi Scalfaro
Senatore a vita
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Fabio Amato
Rifondazione – Comunisti Italiani
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Lorenzo Dellai
Alleanza per l’Italia
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749
Eva Catizone
Sinistra Ecologia Libertà
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Bruno Tabacci
Alleanza per l’Italia
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Massimo Donadi
Italia dei Valori
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Monica Frassoni
Sinistra Ecologia Libertà
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Umberto Guidoni
Sinistra Ecologia Libertà
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380
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356
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Simonetta Salacone
Sinistra Ecologia Libertà
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316
Felice Belisario
Italia dei Valori
+1
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292
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277
Imma Battaglia
Sinistra Ecologia Libertà
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0
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179
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177


133
+2
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128
Sepp Kusstatscher
Sinistra Ecologia Libertà
+3
125


107
0
107


106
Roberto Musacchio
Sinistra Ecologia Libertà
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76
Massimo Calearo Ciman
Alleanza per l’Italia
+3
73


ordinati per maggiore incremento dal 01/02/10


+12013


+9059
Nichi Vendola
Sinistra Ecologia Libertà


+2531
Vittorio Sgarbi
Movimento per le Autonomie


+2450
Luigi De Magistris
Italia dei Valori


+2067
Antonio Di Pietro
Italia dei Valori


+1893


+1017


+884


+868


+783
Luca Zaia
Lega Nord


+673


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Umberto Bossi
Lega Nord


+547
Rita Levi Montalcini
Senatrice a vita


+541


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+495
Emma Bonino
Lista Bonino-Pannella


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Sonia Alfano
Italia dei Valori


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Sinistra Ecologia Libertà


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+105


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Giuliana Sgrena
Sinistra Ecologia Libertà


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Oliviero Diliberto
Rifondazione – Comunisti Italiani


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Cesarino Monti
Lega Nord


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Giulio Andreotti
Senatore a vita


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Lega Nord


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Francesco Rutelli
Alleanza per l’Italia


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Marco Pannella
Lista Bonino-Pannella


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Italia dei Valori


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Francesco Cossiga
Senatore a vita


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Partito Comunista dei Lavoratori


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Movimento per le Autonomie


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Lista Bonino-Pannella


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Rifondazione Comunista


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Alleanza per l’Italia


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Sinistra Ecologia Libertà


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+2


+1
Felice Belisario
Italia dei Valori


+1


+1


+1


0
Valdo Spini
indipendente


0
Simonetta Salacone
Sinistra Ecologia Libertà


0


0


0


0


0


-1


-1
Lorenzo Dellai
Alleanza per l’Italia


-1


-1


-6


-7


-23



n.d.



n.d.
Fausto Bertinotti
ex Presidente Camera




per il momento vengono inserite le pagine di:
- membri del parlamento italiano
- politici di fama nazionale
- candidati alle elezioni politiche/europee/regionali

N.B. la classifica riporta le pagine pubbliche dei politici, e non gli account privati
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