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Questa è l’italia

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L’italia è già commissariata

L’italia è una nazione che utilizza una moneta straniera presa in prestito e che non ha potere decisionale sulle scelte economiche. Senza sovranità monetaria e senza una politica economica propria, uno Stato è soltanto una colonia.

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La manifestazione di Roma o le ridicole quattro ore di sciopero annunciate da Cgil, Cisl e Uil, non cambieranno di una virgola la situazione. Le sigle sindacali non fanno altro che addomesticare e frammentare la protesta, rendendola innocua.

 

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Marco Travaglio a Riccione ne “L’ammucchiata”

Giovedì 29 agosto MobyCult chiuderà la sua XXIII edizione a Riccione, dove un prevedibile bagno di folla attende Marco Travaglio, al suo “debutto” nella Perla verde. Con lui, Pietro Caruso, giornalista del Corriere Romagna e saggista.

Marco Travaglio“L’ammucchiata” è l’ironico titolo dell’incontro, in cui Marco Travaglio, vicedirettore ed editorialista de “Il Fatto Quotidiano”, prenderà spunto dall’attualità politica per raccontarla da par suo in quattro “inciuci”: dalla caduta del governo Berlusconi al governo Monti (primo inciucio), alle ultime elezioni e alla rinascita di Napolitano (secondo inciucio), alla nascita del governo Letta jr. (terzo inciucio), alle prove tecniche di salvataggio di Berlusconi (quarto inciucio).
Ospite sempre molto atteso di MobyCult, a Riccione Travaglio ritroverà il “suo” pubblico. Alla cui partecipazione appassionata ha riservato un bel riconoscimento in “Colti sul Fatto”, nel 2011.

Raccontando la fase concitata del varo de “Il Fatto quotidiano” nel 2009, ha scritto infatti: «Il 27 agosto, doppia presentazione: parlo in un Lido di Marina di Ravenna (…) poi serata con Padellaro al porto di Rimini, nella rassegna della libraia Manola Lazzarini: 2000, forse 3000 persone.»

«Mi sono chiesta, più volte, quale sia il segreto di Marco Travaglio» ha scritto la giornalista Barbara Spinelli nella prefazione a quel libro. «Probabilmente quello svelato da Indro Montanelli, quando la prima volta lo incontrò e si chiese chi mai fosse questo personaggio che tanti dipingevano come un temibile Barbablù: ”No, Travaglio non uccide nessuno. Col coltello. Usa un’arma molto più raffinata e non perseguibile penalmente. L’archivio. (…) C’è un’altra versione della storia nazionale, infatti, rispetto alle contraffatte versioni ufficiali: una versione sommersa, negata, e Travaglio ne è il custode impavido da decenni» chiosa la Spinelli.

Un archivio capace di farsi memoria collettiva, cui Travaglio ha attinto anche per il suo ultimo spettacolo, ora in turnè, “È Stato la mafia”. Il racconto della stagione delle stragi, dal tragico attentato che costò la vita a Paolo Borsellino e alla sua scorta ai contatti tra i vertici di Cosa Nostra e alcuni esponenti delle istituzioni, alla nascita di Forza Italia, fino al recente intervento del Quirinale contro i magistrati di Palermo. Sul palco, accanto a lui, c’è Isabella Ferrari con le letture delle parole di un’altra Italia, quella di Giorgio Gaber, Pierpaolo Pasolini, Sandro Pertini, Ennio Flaiano e Piero Calamandrei.

«C’è chi si ostina a definire la trattativa ‘presunta’, ‘immaginaria’, ‘cosiddetta’» spiega Travaglio, «ma in questa storia di ‘presunto’ c’è solo lo Stato.»

Oggi, giovedì 29 agosto, alle 21.30 in  piazzale San Martino a Riccione, si conclude la XXXIII edizione di MobyCult con la presentazione dell’ultimo libro di Marco Travaglio.

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Spari alla porta di Valerio Morelli dei 5 stelle e i giornali tacciono

“Solidarietà massima a Valerio Morelli consigliere comunale del Movimento 5 Stelle a Lizzano. Questa notte qualcuno ha sparato con un fucile a canne mozze alla sua porta di casa , per fortuna Valerio e la famiglia non erano nell’abitazione. Non so ancora cosa sia successo in dettaglio, ma mi sembra chiaro che questo sia un segnale ben preciso e intimidatorio contro chi vuole cambiare realmente le cose a Lizzano. Qualunque cosa sia successa oggi è un giorno dove tutti insieme dobbiamo gridare ancora più forte che la MAFIA è UNA MONTAGNA DI MERDA, VALERIO SIAMO CON TE!!!”

La stampa per ora tace.

Parliamone noi su Twitter: usiamo l’hashtag #VALERIOMORELLI per esprimere la nostra solidarietà a lui e alla sua famiglia. Di qualsiasi fede politica voi siate, è un episodio inaccettabile che va denunciato con forza.

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Caricature indecenti di un’italia blasfema che dal ridicolo è diventata grottesca

Abbiamo sorpassato il limite del ridicolo, abbiamo raggiunto la follia allo stato puro.

Miss santanchè, mister brunetta… Caricature indecenti di un’italia blasfema che dal ridicolo è diventata grottesca.

Tutti si lamentano sempre della lentezza della giustizia italiana, una volta che la stessa è veloce si grida al golpe!

Sicuramente è strana la velocità con cui la magistratura ha fissato la data di udienza al 30 luglio per Berlusconi (questo è palese e il pdl ha ragione), ma invece che rimanere sbigottiti dovrebbero essere soddisfatti che una volta ogni tanto la giustizia in italia fa in alcuni mesi quello che di solito fa in anni. Almeno non si manda in prescrizione quello che non si vorrebbe affrontare..

Ovviamente è la paura a di perdere il proprio leader che fa smuovere questi burattini a carica gridando allo scandalo. Invece che parlare di legge ad personam sarebbbe meglio pensare alle priorità invece che nascondersi dietro qualche centinaia di euro dell’imu. L’ultimo problema degli italiani.

Basterebbe buttare a mare personaggi scomodi, probabilmente corrotti e VECCHI come berlusconi per non parlare di persecuzione nei confronti del proprio movimento.

Il motivo.
La paura di non prendere i suoi voti è tanta dato che questi personaggi non hanno carisma per convincere masse sempliciotte di italiani ingenui e creduloni.

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L’Italia è morta, andatevene finché siete in tempo

Caro Bsev, ho un problema. Lavoro per conto mio: ho la partita IVA. Nel 2012, è arrivato, finalmente, lavoro in abbondanza. Io lavoro esclusivamente per aziende: tutto viene fatturato. Alle correnti tariffe di mercato ho prodotto un reddito lordo di circa 50.000 euro. Per me, abituato come ero abituato, non è male. Il commercialista mi ha appena comunicato quanto dovrò versare da qui a novembre, tra saldo e anticipo: 22.900 euro tra imposte e contributi previdenziali. Questo dopo che, sul fatturato, è già stato versato il 20% di ritenuta d’acconto: che fanno altri 12.000: 34.900. In percentuale sul lordo, fa 69,8%. Per mettere insieme 50.000 euro ho lavorato sabati, domeniche, alcune notti, ho fatto trasferte paurose. Lo stato, per mantenere vizi e stravizi dei vari Trota, Batman, Formigoni e Minetti, se ne porta via più di due terzi. Per inciso: non potrò pagare, ovviamente. Sto ancora arrancando dietro imposte e contributi dell’anno scorso, poi ho una rata da 250 euro mensili con Equitalia; ed ho una rata da oltre 300 euro con una finanziaria, per un finanziamento chiesto ed ottenuto per pagare le tasse di 5 o 6 anni fa, non ricordo. Sono professionista (faccio il programmatore di computer): non posso fallire, non posso delocalizzare. L’unica cosa che potrei fare, e che probabilmente farò, sarà vendere l’appartamento di città dove vivono due figli venticinquenni e la ex moglie (io vivo in affitto), vendere la casetta di montagna ereditata da mio padre due anni fa, e sparire in uno di quei paesi dove si vive con pochissimo. Severgnini, lei dice, ai bravi ragazzi volenterosi che vogliono emigrare, di non farlo, e, se lo fanno, di tornare presto; io dico loro: “Andate fino a che siete in tempo. Quando avrete 50 anni (io ne ho 55), vi morderete le mani per non averlo fatto. L’Italia è un paese perduto. Lasciate i Trota, i Batman, i Formigoni e le Minetti al loro destino, e costruitevi una vita dignitosa altrove. L’Italia è morta”.

Cordiali saluti,
Aldo Marchioni, aldo@aldomarchioni.it

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Sì, andiamo via dall’italia.

“L’italia, un Paese che ha perso i suoi cardini: la giustizia, l’istruzione, la sanità, il sociale. Un Paese dove veniamo allevati con l’idea che non serve essere bravi, ma avere conoscenze, una spintarella, un’amicizia. Dove rubare un po’ alla fine è giusto, tanto lo fanno tutti. L’Italia è un Paese dove poi non esiste mai un colpevole, dove la politica non ha mai responsabilità, dove tutti alla fine hanno sempre pronto il dito puntato verso qualcun altro. Sarebbe infinita la lista delle cose che non vanno in questo Paese. La colpa è principalmente degli italiani, di una buona parte degli italiani ai quali bisognerebbe strappare la cittadinanza. Dei giovani, della maggior parte, che non è pronta alla globalizzazione, che non guarda più lontano dalla finestra dell’aula di scuola. Sì, andiamo via.”

Andrea Stroppa

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Boccia e gli F35 che già danno problemi!

Quali sono le critiche tecniche al progetto?
I piloti collaudatori, tutti americani o britannici, hanno criticato soprattutto la scarsa visibilità posteriore: non si vedono avversari alle spalle. Un problema che dovrebbe essere risolto dai sensori tv che coprono il velivolo come una sfera. Critiche anche al sistema anti-incendio e alla protezione contro i fulmini. Alcuni piloti hanno messo in dubbio anche la capacità di sopravvivere ai tiri della contraerea. La Marina statunitense ha contestato dimensioni e prestazioni della versione imbarcata. Nel settembre 2012 il Pentagono, stanco per ritardi e inconvenienti, è intervenuto con durezza contro la Lockheed, chiedendo risposte rapide e “commissariando” lo sviluppo del programma.
Boccia
Quanto costano gli F35?
Il prezzo di ognuno dei primissimi esemplari è cresciuto fino a 207 milioni di dollari contro gli 89 milioni preventivati dalla Lockheed. Nel 2010 la stima era di 133 milioni. Oggi il prezzo dovrebbe essere di circa 120 milioni ma il Pentagono insiste perché venga ridotto sotto i cento. La Lockheed sostiene che nel 2018 un F-35 verrà 67 milioni di dollari, motore incluso. Si ritiene che ogni ora di volo verrà a costare circa 25 mila dollari. Il problema sarà la spesa per l’aggiornamento. Come in un sistema informatico, ogni velivolo dovrà ricevere un pacchetto di software e componenti per arrivare alla versione definitiva. Il cui prezzo non è ancora stato ipotizzato.

E questi che ci COMANDANO non sanno neanche di cosa parliamo….