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Facebook è morto.

 

Anticipazione… di un social che ha già fatto il suo corso. Facebook é morto, finito, caput.facebook morto

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I lati oscuri di Facebook tra pericoli dissociativi e dipendenza psicologica

Facebook un pericolo dissociativo

Facebook deve far discutere riguardo la nostra Privacy, di quella dei nostri amici e di coloro che già non riescono più a gestirla. Abbiamo l’obbligo morale di fare qualcosa, al pari di aiutare chi ha le più svariate dipendenza come alcol, gioco, droga.

La maggior parte di utenti già fa fatica a distinguere la differenza tra amicizia reale e amicizia virtuale; la magica differenza tra quella raggiungibile con un click in rete e di quella fatta di cose, persone, sentimenti veri. Sorrisi, contatto e aiuto reciproco fisico e reale, altro che un semplice “mi piace”, o una condivisione che nessuno considererà per più di 3 secondi! L’alienazione che alla lunga può provocare un’esperienza mediatica di questo tipo è aberrante. Si fa altro e ci si ritrova a gestire le notifiche… si finisce per non fare bene nulla, compreso la guida al volante!

Potere di Facebook

La forza di Facebook è stata la sua capacità di conquistare giorno dopo giorno un pochino della nostra vita e della nostra privacy. La sua forza maggiore è stata far mettere nome e cognome sul web di chi fino allora si registrava con un semplice nickname molto più simpatico e stimolante per la propria fantasia e quella altrui, dico io! Ha lavorato ai fianchi di centinaia di migliaia di utenti fino a raggiungere lo scopo di prevaricare sulle abitudini comuni come la riservatezza personale, il rispetto reciproco e la voglia di conoscersi, discutere, confrontarsi per davvero.

L’ingenuità dell’utente Facebook

Step 2: con la motivazione di cercare elementi di interesse comune tra gli utenti tramite  “gruppi” e “pagine” (veri e propri brand sul social) è riuscito a far inserire agli ignari utenti gusti, preferenze, abitudini… una sorta di categorizzazione di massa. Il tutto ovviamente a scopi commerciali e di advertising. Il motto recita: “È gratis e lo sarà sempre.” E vorrei vedere….

Il problema alla base è a solitudine, il bisogno di non sentirsi soli “risolvibile” attraverso dei connettori collettivi di amicizia comune, ma ciò che si crea in fretta con un click fa anche presto a passare.

L’inutilita di Facebook

Altri studi ci mostrano come la mente umana non possa concepire più di 500 amicizie alla volta, il cervello non elaborerebbe per loro le dovute considerazioni, l’attenzione necessaria di riflessione e un sano rapporto di scambio di informazioni.

Diciamocelo, quante volte avete letto le pagine dei link che avete condiviso? Quante volte quello che pubblicate è davvero quello che volete comunicare… Quante volte scrivete qualcosa per sentito dire senza conoscere fino in fondo quello che si urla ai 4 venti. Il social del qualunquismo.

Perdita di tempo

Sempre più spesso Facebook è visto come passatempo al posto di interessi veri e accrescitivi come hobby manuali, la lettura, lo sport, purtroppo la verità è che ci stiamo impoverendo tra cazzate di ogni tipo, spettegolezzi e futilità varie.

Una volta dicevano, di provare a spegnere la tv per vedere quanto tempo si recupera, provate con Facebook… Tempo perso ad aggiornare una connessione che va e viene, si passeggia e si guarda uno schermino tra le mani senza assaporare il paesaggio circostante, quello vero, si perde il sorriso di chi è intorno, si perde ciò che ci circonda con il desiderio continuo di qualcosa che non c’è.

Dipendenza da Facebook

Ancora più grave è la mania di condivisione o curiosità spasmodica che crea Facebook…  una vera e propria dipendenza psicologica particolarmente forte da abbattere.

Se non ci credete, fate un esperimento: provate a non accedere al social network per una settimana, se ci riuscite. Studi recenti indicano che questo lasso di tempo è raggiunto solo da chi utilizzava il social in maniera occasionale e non periodica. Coloro che lo usano regolarmente non ce la fanno. Punto.

Altri studi indicano che molti utenti controllano le notizie in bacheca anche durante le ore notture, rovinando il sonno e creando uno stato di ansia continua.

Altri utenti, invece, accedono ripetutamente in maniera compulsiva per verificare la presenza o meno di nuove notifiche sul proprio account. Le stesse notifiche che i tablet vogliono di continuo farci arrivare per rimanere continuamente connessi a questo flusso informatico sociale che prima o poi ci farà perdere di vista la realtà, ci svierà fino al punto di avere problematiche di socializzazione, disfunzioni di collaboratività lavorativa e carenza di interazione collettiva tra gruppi di persone reali.

Google, Apple, Skype ci spiano, ma almeno non buttatevi tra le braccia del nemico con già il pugnale infilzato! Per fortuna che esiste ancora il web, libero, anarchico, dove l’arte trova sempre la sua strada.

Meditate gente, meditate…

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ORA PUOI FARLO!!!

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Intuizione geniale di marketing o maleducazione sessista??!!

Festa delle donne marketing FIAT

di Vale Riccione
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Facebook lancia il motore di ricerca Graph Search

Zuckerberg lancia Graph Search “enorme banca dati social”.

Facebook ha lanciato ‘Graph Search’, il motore di ricerca che opera non su tutta la rete ma esclusivamente all’interno del social network fondato da Mark Zuckerberg, incrociando tra loro i dati dei diversi milioni di utenti. Si tratta della prima novita’ dalla disastrosa quotazione in borsa della societa’ lo scorso maggio. “Abbiamo considerato Facebook con una grande banca dati social e come in ogni banda dati dovrebbe essere possibile effettuare ricerche”, ha spiegato Mark Zuckerberg.

Con ‘Graph Search’ si potra’ ad esempio digitare nella stringa di ricerca, “a quandi piacciono Guerre Stellari e Harry Potter?”, e scoprire coloro che condividono la comune passione all’interno dell’universo Facebook. La novita’ e’ che la ricerca si estende a tutto il social network e non solo agli “amici” con cui si sa gia’ cosa si ha in comune.

L’enorme vantaggio della creatura di Zuckerberg e’ che parte da un database di oltre 1 miliardo di iscritti. Difficile prevedere, pero’, quanti se ne aggiungeranno o quale flusso di ricavi ‘Graph Search’ potra’ generare.

Nell’idea di Facebook, Graph Search è ancora in piena evoluzione e l’obiettivo già raggiunto è ripensare il motore di ricerca andando oltre Google, ponendo al centro le persone per cercare e trovare ciò che a loro piace e quello che succede intorno. La centralità della persona nella ricerca è fondamentale: il Graph aiuterà anche nella ricerca di lavoro, per trovare le persone giuste dentro le aziende per potersi presentare.

di Vale Riccione

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