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Il popolo non dovrebbe temere il proprio governo, sono i governi che dovrebbero temere il popolo

Per il Governo: “Buongiorno, sono uno studente universitario, volevo fare i complimenti ai tecnici per il lavoro svolto. Mio padre è disoccupato, mia madre è casalinga e mio fratello non lavora nemmeno, visti i nuovi aumenti se riuscirò a pagare le tasse per l’iscrizione all’anno prossimo, a marzo mi laureo in Informatica, e finalmente anch’io sarò un disoccupato, perchè io raccomandazioni non ne ho. Da dicembre non fate altro che tagli… tagli e tagli… capisco il momento di crisi, capisco lo spread, e tutto quello che volete, ma quando penso ai costi della politica, alle auto blu, alle spese militari, al finanziamento ai giornali, e agli sprechi che realmente ci sono, beh in quel momento preferirei non capire. Parlate di crescita e tagliate fondi all’università pubblica e date fondi alle università private, tagliate alla sanità e regalate 4 miliardi al Monte dei Paschi di Siena, parlate di creare posti di lavoro, ma da 7 mesi sono rimaste solo parole, e poi Imu, benzina, e tasse tasse e tasse… beh mi sembra inutile continuare… sapete quello che avete fatto… spero. La verità è che non sapete cosa vuol dire fare la fame, non sapete cosa vuol dire tirare a campare, voi fate i tecnici, con 14.000 euro al mese, (che mio padre non li ha guadagnati mai nemmeno in un anno), e chi se ne frega se la gente muore di fame. Me ne andrei volentieri da questo Paese e spero di farlo al più presto, spero di andare in un posto che mi dia la possibilità di vivere dignitosamente, di portare tutta la mia famiglia con me e dimenticare per sempre questa terra, che ho amato con tutto il cuore, ma che mi sta cacciando via. Tempo fa vidi un film è c’era una frase che mi colpì molto: “Il popolo non dovrebbe temere il proprio governo, sono i governi che dovrebbero temere il popolo!”. Ma voi state tranquilli, tanto gli italiani sono troppo stanchi per fare la rivoluzione a patto che non gli toccate il calcio… allora li sì che si scatena la rivoluzione. Buon Lavoro”. Antonio