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Il referendum 2011 in Italia: il quorum e la farsa dei risultati!

Un’Italia senza verso, un’Italia senza senso.

Mi sono deciso ad esternare alcune considerazioni volutamente alla fine della consultazione popolare del 12-13 giugno 2011 in quanto non ho nessuna intenzione di fare divulgazione politica (non ne sarei in grado), ma sento il bisogno di mettere a nudo la ridicolezza del sistema Italia e di chi ha condotto le proprie propagande.

Per mesi si è solo sentito parlare di bloccare il nucleare e che l’acqua è un bene comune. FINE.

Per la maggior parte questo è il referendum, poi arrivati nel tanto agoniato gabbiottino elettorale, sfido a trovare la maggioranza degli Italiani pronti, consci e consapevoli di quello che stavano facendo con le matitine anni ’60!

Le schede sono 4, una GRIGIA per l’abrogazione delle nuove norme che consentono la produzione nel territorio nazionale di energia elettrica nucleare, una VERDE sul  legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, una GIALLA per la  determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito (e già qui vorrei vedere quanti dei votanti hanno chiaro il concetto), una ROSSA per la Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica.

D’accordo sulla chiarezza e sulla ragionevolezza delle prime due schede, ma durante la fase di campagna mediatica la gialla e la rossa sono state presentate come valore unico, difeso dai paldini della giustizia per il SI! (i buoni)

Il quesito referendario sull’acqua permette di decidere non se l’acqua è un bene pubblico o meno (non si parla di concetti o ideali), ma chi deve gestire il servizio che ora è pubblico e che potrebbe diventare privato a vantaggio di tariffe e di servizi, soprattutto.

Per l’energia è successa la stessa cosa senza l’intervento di frementi attivisti referendari. L’Enel non ha più il monopolio e gli utenti possono SCEGLIERE da chi utilizzare il servizio. Questo si è tradotto in tariffe più economiche e trasparenti. Non lo dico per sentito dire, l’Edison mi ha permesso personalmente di risparmiare il 40% sulla bolletta della luce e il 20% sul gas. Questo grazie alla possibilità di scegliere. Non di decretare se l’energia è un bene comune o privatizzabile.

Proprio ieri sul quotidiano “La Voce” in prima pagina c’era un servizio sull’Hera che ha incassato cifre spropositate per la gestione delle fontane a Rimini e l’erogazione dell’acqua in tutto il territorio. Questo a distanza di una settimana dallo scandalo delle reti fognarie nello stesso comune. Al momento non possiamo scegliere. O paghiamo l’Hera o arrivano le cartelle esattoriali. Un cittadino dovrebbe essere libero di decidere chi pagare, come e quando anche in base al servizio offerto.

Un’altra considerazione:  i politici e chi si occupa di legislazione avrebbe il compito di semplificare rendendo una materia così vasta, piena di cavilli e  dal linguaggio troppo complicato nei confronti della conoscenza comune maggiormente fruibile a chi non si occupa quotidianamente di leggi e articoli civili. Dovrebbero facilitare la vita, non complicarla.

Sarebbe bastato un foglio (e dico uno) con scritto ad esempio :

  1. vuoi il nucleare? SI o NO
  2. vuoi che le maggiori cariche dello stato siano imputabili? SI o NO
  3. Vuoi cambiare la determinazione della tariffa dell’acqua? SI o NO
  4. Vuoi affidare la gestione dei servizi pubblici locali a operatori economici privati? SI o NO

Poco contenuto ma CHIARO. I cittadini non hanno bisogno ne tanto meno voglia di complicarsi la vita con frasi burocratiche e i quesiti posti in “politichese” possono generano dubbi. Si va a votare pensando che una doppia negazione porti un’affermazione. Questo è un espediente per far si che la maggior parte delle persone non voti con il cervello ma copiando pari pari quello che dice uno schieramento politico. Cioè si memorizza che è giusto il no o è giusto il si. Fine. La politica per come è fatta ci fa essere come pecore e prima ancora di questi quesiti avrei proposto un referendum per modificare e semplicare la struttura del referendum. Impossibile: fa comodo così….. a loro, a voi!

Le schede sono enormi, spero di carta reciclata almeno, con le parti di testo piccolissime citando tutti quanti gli art. num. del etc etc….e la maggior parte di spazio (inutile) occupato da una grafica orribile….comodi da leggere, complimenti!!!!

Solo a fare delle considerazioni del genere si rischia di passare per i cattivi di turno, giudicati a prescindere senza ascoltare o ragionare ma appoggiandosi a fede e ideali di una comoda campagna per il si!

 

3 Responses to Il referendum 2011 in Italia: il quorum e la farsa dei risultati!

  1. Adriano says:

    Condivido a pieno la voglia di fare chiarezza, sia sulle motivazioni dei referendum sia sulla scrittura dei quesiti (compresa la leggibilità grafica del testo).
    Ma vorrei fare un appunto sul tuo pensiero riguardo al quesito sulla gestione dell’acqua da parte di enti e società private.
    Come hai detto tu, come succede con l’energia, sarà la naturale regola della concorrenza a far scendere i prezzi e incentivare le aziende a migliorare il servizio. E qui però entra in gioco L’ALTRO quesito sull’acqua, che prevedrebbe per le suddette aziende un guadagno “ASSICURATO” dagli introiti delle bollette (questo vuol dire che il prezzo dell’acqua non potrà mai scendere visto che dovremo pagare eventualmente un extra sulle bollette per garantire il guadagno alle aziende), a prescindere dalla qualità del servizio.
    Da che mondo è mondo le aziende hanno il solo fine di trarre profitti dai propri investimenti. Se ci sarà addirittura una legge che gli assicura questo profitto, perchè mai dovrebbero investire parte degli introiti per migliorare la qualità dei loro servizi?
    Se sono aziende serie potrebbero anche farlo, ma sicuramente il prezzo non sarà più basso di quello attuale, anzi…